Economia - 30 settembre 2026, 07:00

Avviare un'impresa in regola in Piemonte: i primi adempimenti normativi per i nuovi datori di lavoro

Finché in laboratorio, in cantina o dietro il bancone lavora soltanto il titolare, le pratiche per aprire un'attività riguardano soprattutto la partita IVA, l'iscrizione alla Camera di commercio e le segnalazioni allo sportello unico del Comune. Il quadro cambia con il primo contratto di assunzione, perché da quel giorno chi ha avviato l'impresa diventa datore di lavoro e risponde anche della salute di chi lavora con lui.

Per una bottega artigiana, un negozio o un'azienda agricola della Granda, ad esempio, che prende qualche stagionale, gli obblighi hanno la stessa ossatura di quelli di un'azienda più grande, e conviene metterli in fila prima che il nuovo dipendente varchi la soglia.

Le prime scelte del nuovo datore di lavoro

È fondamentale ricordare che, nel momento in cui si assume anche un solo dipendente, scattano in automatico i severi adempimenti previsti dal D.Lgs 81/08 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il primo e più urgente passo da compiere è la designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Molti neo-imprenditori decidono di ricoprire personalmente questo incarico per ottimizzare i costi ed evitare consulenze esterne, ma per farlo la legge esige il superamento di una formazione obbligatoria e certificata. Per acquisire queste competenze e superare senza ansia i primi controlli ispettivi, i titolari delle nuove realtà del Nord-Ovest possono valutare opzioni ad hoc, come ad esempio i corsi per Rspp proposti da GdmSanità a Torino, garantendosi così una partenza solida e in totale conformità legale fin dal primo giorno di apertura.

Accanto alla designazione dell'RSPP, che può essere anche un professionista interno o esterno all'azienda, il datore deve compiere la valutazione dei rischi e metterla per iscritto in un documento. Si passano in rassegna locali, macchine, sostanze e modi di lavorare per capire dove qualcuno potrebbe farsi male e con quali misure evitarlo, dal carrello elevatore del magazzino al forno di una panetteria. Il titolare può farsi aiutare da tecnici per la parte più specialistica, ma resta un obbligo che la legge non consente di delegare, e la legge chiede comunque una formazione a ogni datore di lavoro, anche a chi non svolge il ruolo di RSPP.

Chi deve visitare e formare i nuovi assunti?

Dall'esito della valutazione dipende anche la sorveglianza sanitaria. Quando il documento individua rischi per i quali la legge la prevede, come il rumore, la movimentazione manuale dei carichi o l'uso di determinate sostanze, il datore deve nominare un medico competente, che visita i lavoratori e ne giudica l'idoneità alla mansione. In un piccolo negozio senza rischi particolari può non servire, mentre in una falegnameria o in un'impresa edile è difficile farne a meno.

Il nuovo assunto va poi informato e formato sui rischi che incontrerà, con una parte generale sui concetti di prevenzione e una parte legata all'attività, in orario di lavoro e senza costi a suo carico. Poiché un attestato ottenuto in un impiego precedente non copre per forza i rischi del nuovo posto, prima di considerare chiusa la pratica va controllato che corrisponda a ciò che la persona farà davvero.

Perché servono addetti alle emergenze anche in una bottega

L'ultimo tassello riguarda i momenti in cui qualcosa va storto. Il datore deve designare e formare gli addetti alla prevenzione incendi, al primo soccorso e all'evacuazione, persone in grado di usare un estintore, chiamare i soccorsi con le informazioni giuste e far uscire tutti in ordine. Nelle realtà più piccole, nei casi previsti, questi compiti può svolgerli anche il titolare, purché sia preparato come qualunque altro addetto.

Per un dubbio di carattere generale sull'applicazione delle norme si può scrivere a info.sicuri, il servizio della Regione Piemonte che risponde ai quesiti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Rispondono gli operatori degli SPreSAL delle aziende sanitarie, gli stessi servizi che in provincia fanno capo all'ASL CN1 e all'ASL CN2 e che nelle aziende svolgono anche la vigilanza.

Domande Frequenti (FAQ)

Da dove si comincia per mettere in regola la sicurezza quando si assume il primo dipendente?

Dalle due scelte che spettano soltanto al datore di lavoro, cioè la designazione dell'RSPP e la valutazione dei rischi, per la quale è utile raccogliere subito l'elenco di macchine, attrezzature e prodotti usati, insieme alla descrizione delle mansioni del nuovo assunto. Da quel quadro si capisce se serve il medico competente e quale formazione organizzare.

Per il titolare di una piccola impresa conviene svolgere di persona il ruolo di RSPP o affidarlo a un professionista esterno?

Dove la legge lo consente, fare da sé tiene la prevenzione vicina a chi decide ogni giorno, ma richiede formazione, tempo e l'impegno di restare aggiornati. Un RSPP esterno porta l'esperienza maturata in molte aziende, anche se conosce il luogo di lavoro soprattutto attraverso i sopralluoghi. In entrambi i casi la valutazione dei rischi resta una responsabilità del datore di lavoro.

Chi lavora da solo, senza dipendenti, deve rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro?

Gran parte degli obblighi nasce quando ci sono lavoratori, ma alcuni doveri, per esempio sulle attrezzature e sui dispositivi di protezione, riguardano anche chi lavora da solo. Per la legge, inoltre, la nozione di lavoratore va oltre il contratto di assunzione e può comprendere figure come soci o tirocinanti, perciò è prudente chiarire la propria posizione con un consulente o con lo SPreSAL della propria ASL.

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