Spett.le Redazione,
scriviamo per denunciare pubblicamente una situazione oramai diventata insostenibile e grottesca che coinvolge la frazione di Rosbella e l’intera Valle Colla.
Come famiglia abitiamo a Rosbella di Boves, frazione montana della Valle Colla a mt 1000 di altezza e qui il telefono fisso è sempre stato indispensabile per i collegamenti, così come l’ADSL tramite cavo, per esigenze lavorative, di reperibilità sanitaria e scolastiche (abbiamo un figlio di 14 anni).
Qui il segnale dei cellulari è praticamente assente o presente soltanto in certi momenti della giornata e soltanto in alcuni luoghi specifici (nel caso di Rosbella, nei pressi della panchina all’ingresso del paese).
Come noi altre persone e famiglie hanno scelto di risiedere in montagna per valorizzarne il contesto, dar vita a progetti di valore culturale, lavorativo ed anche artistico, senza contare chi qui è nato e vive da sempre, specialmente persone anziane e anche persone con disabilità.
Dal 9 agosto la nostra rete fissa è completamente guasta a seguito di un temporale. Successivamente, nel corso dello stesso mese sono stati gravemente danneggiati i cavi di rame della linea fissa per lavori delle ditte appaltatrici che stanno posando per conto di Fiber Cop la fibra sul territorio bovesano.
A nulla sono servite le ripetute segnalazioni al servizio clienti 187, nostre e di altri abitanti della Valle (San Giacomo, località Merlat…) che sono nella nostra stessa situazione.
Ci risulta che il Comune di Boves abbia segnalato il prolungato disservizio ad agosto e sollecitato ulteriormente con una lettera il 16 settembre.
In seguito ad una nostra iniziale segnalazione ad alcuni giornali circa i disagi presenti, siamo stati contattati dalla consigliera comunale Maria Laura Risso del Comune di Cuneo la quale, molto colpita dal nostro disagio ci aveva messo in contatto direttamente con il consigliere, delegato alle infrastrutture tecnologiche del Comune di Cuneo Silvano Enrici, perché ci potesse aiutare.
Grazie al suo interessamento molto solerte, attento e puntuale (ci siamo tenuti aggiornati quasi quotidianamente sullo stato della situazione fino ad ora, lui stesso ci ha raggiunto a Rosbella per rendersi conto personalmente del problema) e grazie alla sua grande competenza in materia, siamo venuti a conoscenza del fatto che la privatizzazione del servizio di telefonia pubblica ha causato nel tempo gravi disagi: l’assenza di manutenzione annua sulle linee telefoniche e di conseguenza il loro deterioramento graduale e progressivo e i tempi molto lunghi di attesa per le riparazioni anche per la riduzione di personale.
Inoltre ci ha fatto scoprire che la fibra è stata posata a pochi metri da casa nostra lo scorso anno ed è la fibra ottica a banda ultralarga di Open Fiber, che doveva collegare il sistema FWA, e che raggiunge da Rosbella l’infrastruttura BUL sulla strada di San Giacomo. Essa è stata finanziata con i progetti pubblici PNRR, ma come ci ha spiegato Enrici dopo essersi documentato, si tratta di un progetto abbandonato che rischia di rimanere spento ed inattivo per sempre con grande spreco di soldi pubblici (di tutti noi cittadini).
Ma è possibile che un servizio indispensabile come quello telefonico possa essere regolato unicamente dalle convenienze economiche di bilancio, dal taglio dei costi e dalla logica del profitto.
E la cosa assurda è che tutto questo diventa la normalità: i cittadini si devono rassegnare ad accettare questi disservizi continui come se fossero inevitabili. Ma il servizio è indispensabile per chi vive nelle zone più isolate: per il lavoro, la coesione sociale, e per le persone anziane, per quelle più svantaggiate, per la loro sicurezza.
Come è possibile che risorse pubbliche possano essere impiegate per posare infrastrutture strategiche che poi vengono abbandonate a se stesse?
E’ una assurdità! Le grandi aziende TLC sono capaci di riempire i media con eccellenti campagne pubblicitarie sulla “fibra ultra veloce” e l’Italia digitale, ma alla prova dei fatti smentiscono completamente la qualità del servizio, offrendo ai cittadini soltanto un illusione? Mai come ora se ne renderebbe necessaria l’attivazione, anche perché in assenza di manutenzione continua e costante della linea analogica, al prossimo temporale si ripresenterebbe la medesima situazione attuale (a patto che venga sistemato il danno del 9 agosto).
Purtroppo tramite il PNRR questi gestori collegano pochi numeri civici rispetto a quelli che dovrebbero essere collegati, creando un divario digitale enorme proprio in territori dove si dichiara a gran voce di voler favorire ed incrementare il ripopolamento, come le zone montane, ma non solo. Qui si tratta di servizi di comunicazione essenziali.
Nella frazione di Rosbella le poche utenze private ancora legate alla rete fissa, l’hanno dismessa passando al satellite e così altre persone in Valle; arrese, disarmate, di fronte ai disagi. Collegarsi ad un satellite come Starlink non può essere l’unica soluzione a cui si è costretti ad aderire per mancanza di alternative valide in momento storico dove già l’equilibrio tra potere privato e pubblico è in serio drammatico pericolo nella gestione dei servizi essenziali. Resistere per noi vuol anche dire difendere la dimensione del potere pubblico!
Approfittando di un progetto abbandonato, vorremmo che almeno oggi questa fibra posata per chilometri fosse messa in funzione per la frazione di Rosbella, per San Giacomo e la Valle Colla.
Questa scoperta è avvenuta per noi grazie al contatto con la consigliera Risso e al confronto e all’intervento del consigliere Enrici, ma ci chiediamo quante altre situazioni esistono così, e non parliamo solo della Valle Colla, ma in Piemonte e in Italia. Situazioni di cui neppure gli interessati che vivono il disagio sono a conoscenza perché intorno a loro non ci sono persone competenti in materia da poterglielo spiegare.
Invitiamo con forza chi ha responsabilità politiche ad uscire “dai loro palazzi”, ad agire e a intervenire con decisione su queste aziende. Chiediamo in particolare ai parlamentari di farsi avanti, di prendere informazioni, di mettersi in contatto con Silvano Enrici, consigliere del Comune di Cuneo, che conosce bene la vicenda e la materia di cui stiamo trattando, e agisca per sbloccare questa vergogna, per pretendere risposte immediate da Open Fiber e dai gestori coinvolti.
Che si attivi la fibra per cui sono già stati spesi i soldi dei contribuenti.
Non possiamo più far finta di non vedere. Allora, che si fa?
Ci faremo promotori con Comune e Regione per avere risposte precise proprio perché la montagna non deve essere abbandonata.
Elisa Dani e Giorgio Falco (residenti a Rosbella)
Francesca Reinero e Diego Allena (residenti a San Giacomo)
Elisa Fissore ed Andrea Fornaro (residenti in frazione Merlat)