Eventi - 01 ottobre 2026, 14:58

Il Castello Rosso di Ceva apre al pubblico per la prima volta: tutti i monumenti della Granda visitabili nelle Giornate Fai

Sabato 10 e domenica 11 ottobre il pubblico potrà entrare in 13 luoghi speciali della provincia di Cuneo

Le Vespe della Collezione Ghiglia a Pagno

Tornano le Giornate FAI d'autunno dove più di 700 luoghi straordinari apriranno eccezionalmente le loro porte, luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti. Sabato 10 e domenica 11 ottobre l'appuntamento in provincia di Cuneo sarà in 13 luoghi e monumenti divisi in 5 comuni (Manta, Saluzzo, Mombasiglio, Ceva, Pagno e Sinio).

Partecipare alle Giornate FAI d’Autunno non è solo un’occasione per conoscere il patrimonio culturale che ci circonda, ma anche un modo per contribuire concretamente alla sua cura, alla sua tutela e alla sua valorizzazione attraverso l’attività del FAI, di cui, a ogni visita, si potrà sostenere la missione con una donazione.

In questa edizione dell’evento il FAI riserverà una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy valorizzando i saperi, gli antichi mestieri, le tradizioni manifatturiere, la creatività e le eccellenze produttive che, insieme ai beni storici, artistici e paesaggistici, concorrono alla definizione dell’identità dei territori, e rendono l'Italia un punto di riferimento in tutto il mondo. La Fondazione si impegna a raccontare e a far conoscere a un pubblico sempre più ampio questo patrimonio culturale attraverso aperture e visite speciali, selezionate grazie all'attenzione e curiosità inesauste della sua Rete territoriale e alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa.

“Le Giornate FAI ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri. È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese. E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all'Italia quella continuità creativa e produttiva che è uno degli inebrianti profumi che la rendono il Paese più desiderato al mondo” ha dichiarato il Presidente del FAI Marco Magnifico.

A Pagno l'incredibile Collezione Ghiglia: tutto il mondo della Vespa

In occasione dell’80° anniversario della Vespa, a Pagno, nel cuore della Valle Bronda, aprirà per le Giornate FAI d’Autunno 2026 la dimora di Dario Ghiglia con la sua straordinaria collezione. Il palazzotto cinquecentesco – residenza di campagna di una nobile famiglia locale, ricca di affreschi e stemmi di diverse epoche – custodisce oggi 85 Vespe, oltre un migliaio di modelli statici e un’incredibile quantità di oggetti, giocattoli, accessori e materiale cartaceo provenienti da tutto il mondo. Tra i pezzi più preziosi, una Vespa del 1948, la rara Vespa U e la 90 SS (Super Sprint); l’ultima arrivata è la Vespa 400 del 1958, unico modello a quattro ruote, costruito e venduto solo in Francia. La dimora, che si affaccia in posizione panoramica su vigne e frutteti, presenta i caratteri delle nobili ville di campagna cinquecentesche. Alcune decorazioni sopravvivono ancora oggi: in facciata un affresco con la Madonna con il Bambino e uno stemma gentilizio; al primo piano, al centro della volta, un’Annunciazione del Settecento; al secondo piano, una cartella ovale in stucco e lo scudetto araldico di una delle nobili famiglie che possedettero la tenuta. Dopo diversi passaggi di proprietà, la dimora è arrivata a Dario Ghiglia, che ne ha curato i restauri conservativi e dal 1995 vi ha allestito la sua collezione, frutto di una vita di passione per la Vespa. Tra i tesori di Pagno, sarà visitabile anche il Monastero dei SS. Pietro e Colombano, di origini longobarde, che rimase nei secoli uno dei maggiori centri culturali e religiosi del territorio, nonostante l’annessione all'Abbazia della Novalesa nell’825 e il saccheggio subito a opera dei Saraceni.

La visita alla Collezione Ghiglia sarà possibile usufruendo per il viaggio di andata e ritorno della navetta messa a disposizione con partenza dal banco FAI posizionato in centro al paese, all'interno della Confraternita del Gonfalone. 

Ceva: Oltre il portone del Castello Rosso

Ingresso dedicato agli Iscritti FAI

Passeggiando nel centro storico di Ceva, tra il fiume Tanaro e il torrente Cevetta, il pubblico avrà un’occasione di straordinaria eccezionalità: per la prima volta in assoluto il Castello Rosso apre le sue porte al pubblico. A rendere l’esperienza ancora più unica sarà la presenza speciale della padrona di casa, la Marchesa Adele Pallavicino, che accoglierà i visitatori per guidarli personalmente alla scoperta della storia, dei ricordi e dei tesori della dimora di famiglia. Il Palazzo Rosso sorge all’estremità orientale della collina del Castèl. Il nucleo più antico, rivolto verso l’abitato, risale al XIV-XV secolo ed è addossato alla cinta muraria che un tempo chiudeva l’intera altura. La facciata, su cui si apre il portale d’ingresso, conserva due aperture a sesto acuto corrispondenti alla Sala delle Colonne, l’ambiente più spazioso del palazzo. Gli interni, con affreschi e dipinti, raccontano la storia della famiglia Pallavicino e della città di Ceva. Il caratteristico colore rosso è con tutta probabilità riconducibile al XIX secolo. Qui furono accolti nel corso dei secoli personaggi illustri come Emanuele Filiberto di Savoia, Carlo Emanuele I con la consorte Caterina d’Austria e Filippo II di Spagna; il 20 aprile 1796 vi fu ospite anche Napoleone Bonaparte, che si recò a cena nel Palazzo Bianco e riposò per alcune ore in una camera ancora esistente. Per due volte, inoltre, la Santa Sindone sostò a Ceva: nel 1561 e nel 1706. 

A Ceva il pubblico potrà visitare anche i resti del cinquecentesco Forte, protagonista delle principali battaglie contro i Francesi tra Seicento e Settecento e distrutto nel 1801 per ordine di Napoleone, con le cappelle ipogee ricche di affreschi, e il Museo del Fungo, allestito nel 2024 all’interno dell’ex convento dei Padri Cappuccini grazie alla collaborazione tra il Comune e il Gruppo micologico cebano “Rebaudengo-Peyronel”, il secondo per importanza in Italia, che ne cura l’allestimento e la gestione.

Tutti gli appuntamenti in provincia di Cuneo:

Castello della Manta — Manta
Confraternita Croce Nera di Saluzzo — Saluzzo
Castello di Mombasiglio — Mombasiglio
Palazzi, torri e sipari d'epoca (Tesori di Ceva) — Ceva
Museo del Fungo di Ceva - Giardino Botanico e Convento dei Cappuccini — Ceva
Castello Rosso — Ceva
Forte di Ceva (Rocca di Ceva) — Ceva
Abbazia dei Ss. Pietro e Colombano — Pagno
Giardino della “Casa del Vescovo” — Pagno
Centro storico — Pagno
Collezione Ghiglia (Museo della Vespa) — Pagno
Palazzo Vacca — Saluzzo
Aree naturalistiche e percorsi di biodiversità — Sinio

Elenco completo delle aperture in PIEMONTE e modalità di partecipazione all’evento su: https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-autunno/i-luoghi-aperti/?regione=PIEMONTE

redazione