Attualità - 04 ottobre 2026, 12:23

Levaldigi, la Provincia guarda al modello Reggio Calabria: abbattere la tassa d’imbarco per rilanciare l’aeroporto

La proposta è stata lanciata dal presidente Luca Robaldo nel corso della trasmissione web Tra di Noi. C'è già stato uno studio, che verrà presentato ai partner dell'ente nell'ambito del Protocollo d'intesa sulle infrastrutture

Rilanciare l’aeroporto di Cuneo-Levaldigi?

In questa provincia se ne parla da anni. 

Anni in cui lo scalo ha continuato a perdere rotte. 

Lo scalo si attesta attorno ai 100 mila passeggeri all'anno, con perdite nell’ordine del milione di euro e una sola rotta di linea stabile, quella per Cagliari.

Come fare a rilanciarlo? 

Si stanno studiando azioni di co-marketing. Ma non basta: bisogna tentare altre strade.

Ne ha parlato Luca Robaldo, presidente della Provincia, nel corso della trasmissione web di TargatoCn e LavocediAlba "Tra di noi", andata in onda lo scorso martedì 29 settembre, condotta da Enrico Anghilante assieme a Giampaolo Testa. 

Guarda la puntata, dal minutoi 18 circa

"Abbiamo partecipato al Protocollo di intesa sottoscritto con Camera di Commercio, Fondazione CRC e le due Atl, che porta ad un fortissimo investimento, pari a due milioni in due anni, per azioni di comarketing, finalizzate ad attivare tratte per portare turisti in provincia", ha spiegato. 

Ma, ha aggiunto, bisogna trovare altre strade. Perché i soldi pubblici sono i soldi dei contribuenti e, ha detto, "meritano rispetto".

La proposta che porterà al tavolo guarda alla Calabria dove, dal 1° agosto 2024, l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco è stata cancellata negli aeroporti regionali, compreso quello di Reggio Calabria.

Una scelta che ha contribuito a rendere più conveniente per le compagnie operare negli scali calabresi e che Ryanair ha indicato apertamente come una delle condizioni che hanno favorito il proprio piano di crescita nella regione. 

Nel 2025 lo scalo ha chiuso con 977.984 passeggeri, il 56,7% in più rispetto all’anno precedente.

È proprio questo il modello che il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, ha indicato come possibile strada anche per Levaldigi. 

"La tassa di imbarco vale tra tra l'1,5 e i 2 euro a persona. La Regione si è caricata questa spesa permettendo ad alcune società di poter decollare senza far pagare quella tassa ai viaggiatori. In particolare Ryanair. Ho chiesto alla società che gestisce l'aeroporto, la GEAC, di fare uno studio su questo. Il primo anno costerebbe circa 200mila euro".

La gestione, se ci fosse una volontà di tutti i partner del territorio, potrebbe essere in capo alla Provincia stessa. 

"Porterà questa proposta al tavolo, anche nel rispetto di chi ha creduto tanto in questa infrastruttura, il cavaliere Amilcare Merlo". 

La riduzione dei costi aeroportuali sarebbe quindi una delle possibili leve da mettere sul tavolo insieme al marketing territoriale.

Robaldo non ha mai fatto mistero del fatto che ritiene l'aeroporto di Levaldigi una infrastruttura che deve essere messa nelle condizioni di stare sul mercato e produrre ricadute sul territorio. L’ente pubblico non può semplicemente ripianare le perdite dello scalo. L’intervento deve avere una logica di investimento, promozione e attrazione di traffico.

L’idea di intervenire sull’addizionale va letta dentro questo quadro. 

La Provincia non sta semplicemente chiedendo di pagare una quota a Ryanair per convincerla a tornare. 

Il ragionamento è più articolato: ridurre il costo di accesso allo scalo, investire nel co-marketing, individuare nuove compagnie e nuove rotte e, contemporaneamente, ottenere per Levaldigi un ruolo più definito all’interno del sistema aeroportuale piemontese e del Nord-Ovest.

Ed è qui che la proposta della Provincia acquista anche un significato politico: chiedere che l’aeroporto di Cuneo non sia (più) un problema di bilancio locale, ma una infrastruttura strategica per l’economia della Granda e del Piemonte.

Ma è necessario che tutti i partner ci credano.