Entra nel vivo la raccolta delle castagne in provincia di Cuneo, dove la produzione si attesta per qualità al di sopra delle aspettative. È quanto emerge dal monitoraggio dei tecnici di Coldiretti Cuneo, impegnati a seguire l'andamento della raccolta nelle principali aree castanicole della Granda. Un segnale incoraggiante alle porte della Fiera Nazionale del Marrone di Cuneo, appuntamento di riferimento per la valorizzazione delle castagne locali, dove Coldiretti Cuneo e Campagna Amica saranno presenti con numerose attività.
Conclusa la raccolta delle varietà ibride eurogiapponesi, l'attività si concentra sulle varietà locali nei castagneti delle aree montane. Nonostante le temperature elevate e le scarse precipitazioni degli ultimi mesi – evidenziano i tecnici Coldiretti – in molte aree qualità e pezzatura delle varietà tradizionali risultano interessanti, con riscontri particolarmente positivi per produzioni di pregio come il Garrone Rosso. Sul fronte dei quantitativi, non si prospetta un'annata eccezionale. La situazione, tuttavia, varia sensibilmente da zona a zona: accanto a castagneti in cui si registrano frutti di buona pezzatura e ottima qualità, ve ne sono altri dove le castagne risultano più piccole. Una condizione che rallenta e rende più onerosa la raccolta manuale, incidendo sulla redditività delle aziende. Sul fronte commerciale, i primi segnali sono positivi, con quotazioni interessanti soprattutto per i frutti di calibro maggiore. L'evoluzione della raccolta nelle prossime settimane consentirà di delineare un bilancio più preciso della stagione.
"È fondamentale – evidenzia Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo – che all'elevata qualità del prodotto corrisponda un'adeguata remunerazione per i castanicoltori. Dietro ogni raccolto ci sono il lavoro delle aziende, la cura dei castagneti e il presidio attivo di territori collinari e montani. Per questo chiediamo che il valore del prodotto venga riconosciuto lungo la filiera e che il mercato sappia premiare le produzioni di qualità. La castanicoltura è una risorsa economica e territoriale che va sostenuta e valorizzata, perché significa reddito per le imprese e presidio delle nostre aree interne".
Nella Granda sono oltre 4.200 gli ettari di castagneto da frutto coltivati da più di 2.400 aziende, per una produzione media di 40.000 quintali. Numeri che raccontano il peso di un comparto – sottolinea Coldiretti Cuneo – chiamato oggi a rafforzare la valorizzazione delle produzioni locali, puntando sulla trasformazione, che consente di ampliare le occasioni di consumo oltre la stagione autunnale, e sull'apertura a nuovi mercati; tra quelli di maggiore interesse c'è la Francia, dove castagne e derivati trovano particolare apprezzamento.
"La Fiera Nazionale del Marrone sarà un'importante occasione per portare al centro dell'attenzione il valore della nostra castanicoltura e delle imprese che la mantengono viva. Investire nella valorizzazione della castagna, sia fresca che trasformata, significa creare nuove opportunità per le aziende e rafforzare una produzione che fa parte della storia agricola cuneese e contribuisce da sempre alla cura del territorio", conclude Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.