Mercoledì 14 ottobre a Cuneo verrà sottoscritto il primo Accordo di Filiera promosso da Panaté Società Benefit per accompagnare detenuti ed ex detenuti nel percorso di reinserimento lavorativo e sociale vero, reale.
Cosa deve esserci fuori dal carcere perché il lavoro di inclusione costruito durante la detenzione da progetti come quelli di Panaté non si interrompa?
A Cuneo, anche attraverso la testimonianza diretta delle persone interessate, sarà presentata una risposta concreta a questa domanda: serve la nascita di una filiera territoriale costituita da soggetti operanti in diversi ambiti (amministrazione penitenziaria, imprese, cooperazione, formazione, accesso alla casa e autonomia finanziaria ) che diventano corresponsabili della buona riuscita del percorso dall'interno all'esterno del carcere.
Non un semplice protocollo, ma un impegno operativo condiviso che mette al centro lavoro, casa e autonomia. Un progetto nato a Cuneo con l'ambizione di diventare un modello di riferimento ben oltre il territorio cuneese, replicabile su scala nazionale.
La firma arriva a sette anni dall'avviamento del progetto Panaté, impresa che unisce la panificazione artigianale di alta qualità per il settore ristorazione e ricettività all'inclusione socio-lavorativa.
Dai primi laboratori artigianali aperti nel 2019 nella Casa Circondariale di Cuneo, l'iniziativa si è ampliata con la replica nelle carceri di Fossano, Magliano Alpi, Torino, Rovigo e altri in divenire in altre città italiane, dove il progetto con i risultati raggiunti sta avendo un'eco positiva.