Attualità - 06 ottobre 2026, 16:18

Sanità, Canalis (Pd) interroga Riboldi: "Stallo sulle Case della Comunità a Canale e Cortemilia"

La consigliera regionale attacca la Giunta Cirio sui ritardi nelle sette strutture piemontesi escluse dai fondi Pnrr. Manca la firma dell'accordo Stato-Regione per sbloccare i finanziamenti destinati all'Asl Cn2

Monica Canalis, consigliera regionale del Partito Democratico

L'attuazione della rete delle Case della Comunità in Piemonte registra forti ritardi nelle strutture escluse dai finanziamenti del Pnrr, con pesanti ripercussioni sul territorio della provincia di Cuneo.

A sollevare il caso è la consigliera regionale del Partito Democratico, Monica Canalis, che a seguito di un'interrogazione discussa in aula a Torino denuncia la situazione di stallo che coinvolge in particolare i presidi previsti a Canale e Cortemlia, afferenti all'Asl Cn2.

Mentre le ottantuno strutture finanziate tramite il Pnrr sono state in larga parte completate tra il 2025 e l'agosto del 2026, risultano bloccati i sette interventi extra Pnrr programmati dalla Regione Piemonte. Oltre alle sedi di Canale e Cortemlia, lo stop riguarda le strutture torinesi di via Farinelli 25 e via Pellico 19, insieme ai presidi di Cavagnolo, Carignano e Oulx. Nonostante la delibera di giunta del 25 luglio 2023 prevedesse lo stanziamento di 3.040.000 euro di fondi statali e 160.000 euro di risorse regionali per ciascuna opera, le risorse economiche non sono ancora state trasferite all'Asl Cn2 e alle altre quattro Asl coinvolte a causa della mancata sottoscrizione dell'accordo di programma tra lo Stato e la Regione Piemonte.

"In questi sette casi, nonostante le reiterate rassicurazioni della Giunta Cirio, i fondi non sono ancora stati trasferiti alle rispettive Asl, essenzialmente perché non è ancora stato siglato l'accordo di programma Stato-Regione, indispensabile per sbloccare i fondi statali – attacca la consigliera regionale Monica Canalis –. Canale e Cortemlia sono parzialmente attive grazie alla presenza delle vecchie case della salute, ma le Case della Comunità offrirebbero molti più servizi. Nel gennaio 2022 avevamo denunciato il rischio di penalizzare i territori in cui le strutture erano finanziate con altre fonti di finanziamento e ora i nostri timori trovano conferma".