Economia - 06 ottobre 2026, 14:37

Caro gasolio, il conto lo pagano i cantieri: Confartigianato ANAEPA chiede interventi rapidi per le imprese edili

Secondo le rilevazioni di Confartigianato Trasporti, tra febbraio e settembre il prezzo del gasolio industriale al netto delle tasse è aumentato del 54,3%, spinto dalle tensioni internazionali e dalla forte instabilità dei mercati energetici.

L’aumento del costo del gasolio rischia di compromettere la sostenibilità dei lavori già avviati nei cantieri e di mettere ulteriormente sotto pressione la tenuta delle imprese edili, in particolare quelle di micro e piccole dimensioni. A lanciare l’allarme è Giuseppe Trossarello, presidente provinciale di ANAEPA Confartigianato Edilizia Cuneo, che sollecita interventi rapidi e concreti da parte del Governo.

Secondo le rilevazioni di Confartigianato Trasporti, tra febbraio e settembre il prezzo del gasolio industriale al netto delle tasse è aumentato del 54,3%, spinto dalle tensioni internazionali e dalla forte instabilità dei mercati energetici. Per un mezzo pesante, il costo di un pieno da 900 litri è passato da 1.503,78 a 1.971,61 euro.

Un incremento che, per il comparto delle costruzioni, si traduce direttamente in maggiori costi di produzione.

«Per un’impresa edile il gasolio non è un bene di consumo accessorio: è uno strumento di lavoro -sottolinea Trossarello - Serve ogni giorno per far funzionare escavatori, autocarri, furgoni e macchine operatrici. Sono mezzi che utilizziamo per produrre, lavorare e creare valore sul territorio. Con aumenti di questa portata, però, i margini delle imprese vengono progressivamente erosi, fino al rischio concreto di lavorare in perdita su cantieri e commesse i cui prezzi sono stati concordati mesi fa».

L’impatto, inoltre, non si limita al carburante utilizzato direttamente in cantiere. L’aumento dei costi energetici si trasferisce sull’intera filiera delle costruzioni, sommando i propri effetti ai rincari dei materiali e delle lavorazioni, a partire da bitume, acciaio e prodotti derivati dal petrolio. Una dinamica che rende sempre più difficile rispettare preventivi e contratti definiti in condizioni di mercato completamente diverse.

«Le imprese non possono continuare ad assorbire da sole aumenti così rilevanti. - prosegue Trossarello - Non chiediamo assistenzialismo né regali, ma condizioni che consentano di continuare a lavorare. Quando i costi di produzione crescono in modo così rapido, servono strumenti capaci di accompagnare realmente le aziende e di evitare che siano soprattutto le realtà più piccole a pagarne il prezzo».

Le misure adottate finora riguardano principalmente il settore dell’autotrasporto merci. Il Governo ha annunciato l’avvio dei pagamenti del credito d’imposta dal 20 ottobre e lo stanziamento di ulteriori risorse per coprire le richieste presentate. Restano tuttavia escluse da analoghi strumenti di compensazione molte imprese edili e del movimento terra, per le quali il gasolio rappresenta a tutti gli effetti un fattore produttivo indispensabile.

Per questo ANAEPA Confartigianato Edilizia chiede che i meccanismi di compensazione vengano estesi anche alle imprese che utilizzano il gasolio direttamente nei cantieri, insieme a interventi sul peso fiscale dei carburanti e a strumenti in grado di attenuare gli effetti dei rincari sui costi di esercizio.

Parallelamente, l’Associazione sollecita prezzari costantemente aggiornati e meccanismi di revisione dei prezzi semplici, automatici e tempestivi, così da permettere alle imprese di vedersi riconoscere gli effettivi maggiori costi sostenuti durante l’esecuzione delle opere.

«Servono risposte concrete e rapide – aggiunge Daniela Balestra, presidente di Confartigianato Cuneo – perché il tema non riguarda soltanto le singole imprese o il comparto delle costruzioni, ma l’intero sistema economico e produttivo del territorio. Ogni azienda è parte di una filiera fatta di fornitori, subfornitori, lavoratori, professionisti, trasportatori e servizi: quando un’impresa rallenta o si ferma, gli effetti si propagano ben oltre il singolo cantiere e finiscono per coinvolgere occupazione, investimenti, famiglie e comunità locali. Le micro e piccole imprese costituiscono una parte essenziale di questo ecosistema e non possono essere lasciate sole ad assorbire aumenti dei costi di tale portata. Occorre intervenire prima che queste tensioni compromettano la continuità aziendale, frenino gli investimenti e indeboliscano intere filiere produttive. Difendere la sostenibilità delle imprese significa difendere la capacità del territorio di creare lavoro, valore e sviluppo».

C.S.