Gusto e Gusti - 07 ottobre 2026, 09:05

Quando i sapori di Langa bastano a sé stessi

A Locanda in Cannubi una cucina di Langa concreta, fatta di memoria, mano sicura e qualche idea capace di ridire efficacemente il passato in chiave contemporanea

Anche se a Locanda in Cannubi aveste deciso di venirci solo per l’innegabile bellezza del panorama che vi circonda, sarà a tavola che ne percepirete il fascino: una cucina di Langa concreta, fatta di memoria, mano sicura e qualche idea capace di ridire efficacemente il passato in chiave contemporanea.

Qui la Langa non ha bisogno di molte spiegazioni: basta guardare fuori dalle vetrate pensate proprio per rendere possibile, buio permettendo, che lo sguardo si perda tra i filari di una delle più conosciute colline in cui nasce il Barolo. E se a pervadervi, non appena vi sarete seduti a uno degli eleganti tavoli apparecchiati con doppia tovaglia, sarà la sensazione di una piacevole normalità, a farvi capire che siete nel cuore della Langa e del Barolo saranno invece una sala e una cucina. Quest’ultima, frutto dell’interazione degli chef Fabio Pungitore, Alex Olivero che, coerentemente con la visione impressa da Gianni Bertolini, ha ben chiaro ciò che vuole trasmettere: non l’internazionalità della fama di cui queste colline sono venute via via caricandosi, ma piuttosto quel mix di profumi e sapori che di questa terra rappresenta la memoria più autentica. Proprio quella che rischia di finire sommersa dal grande circo turistico che, negli ultimi decenni, ha trasformato profondamente l’identità di quest’area. 


 

Una cucina che sa da dove viene

La cucina prende subito una strada precisa: quella di una Langa che non perde tempo in storytelling e si fa sentire nel piatto. Sia nel Gateau di prosciutto e nel Paté di tonno, serviti come come benvenuto della cucina, sia nella fragranza del pane e della focaccia. La normalità del Baccalà mantecato all'olio extra vergine, pesto e cipolla mi lascia un attimo perplesso. 

Ma è solo un attimo, subito cancellato dal sapore verace dell’uovo in cocotte in crosta di pane servito con un tartufo che, sia pure al debutto di stagione, lascia ben sperare per l’annata che si è appena aperta. 

Intrigante anche La Langa nel piatto, piccolo giro di antipasti piemontesi di cui mi limito a segnalare l’essenzialità della Carne cruda, la forza dell’Acciuga al verde e la giusta sfilacciatura richiesta dal tonno di coniglio fatto finalmente come una volta. 

È però con i tajarin che la Langa arriva davvero al centro del piatto: un Piemonte verace, senza compromessi, poco interessato alle mode e proprio per questo convincente. 

Davvero di alto livello poi, ben oltre quello di certi stellati che ne hanno fatto un piatto omologato, gli artigianali plin della tradizione al tovagliolo, fatti a mano da mamma Palmira che, con i suoi ben portati ottant’anni, di pasta fresca ne ha fatta sicuramente tanta. 

Ed è forse proprio questa esperienza a ispirare anche, dopo l’intrigante Filetto in crosta, foie gras, mela, 

il Piccolo fritto di frutta e verdura: un secondo cui basta la croccantezza della sua ruvida panatura conquistarsi la scena con una semplicità capace di spiazzare.

 Chiudo con un gelato al latte mantecato al momento, la cui dolcezza efficacemente contenuta accompagnerà piacevolmente il mio rientro.

Quando il vino non è un accessorio

Che in Langa il vino giochi ancora un ruolo di primo piano, nonostante il momento per questa bevanda non sembri essere dei migliori, lo si capisce fin dall’arrivo in tavola della carta che elenca le etichette disponibili: ampia, costruita con intelligenza, fortemente legata al territorio (nella parte a loro destinata i Baroli sono elencati per zona…) senza privarsi per questo di un’articolata proposta internazionale. Il tutto, cosa per nulla scontata in una zona dove il prezzo del vino rischia facilmente di risentire del nome del luogo, con un ricarico onesto. Senza dimenticare un servizio del vino che, fatto con una cura ormai in via di estinzione, è del tutto coerente con l’indubbia capacità del team di sala di farvi trascorrere una bella serata. Che, tenuto conto della qualità e delle porzioni generose di quel che mangerete, sarà davvero onesto. Specie in una Langa dove il crescente successo internazionale non sempre resta fuori dal conto.


 

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Locanda in Cannubi

Tipologia locale: ristorante

Indirizzo: Via Crosia, 12 - 12060 Barolo (CN)

Tel: (+39) 0173 56294

Sito web: https://www.locandaincannubi.it/

Prezzi: Antipasti (15–25€), primi (18–22€), secondi (23–25€), coperto (4€); Menù degustazione (65€).
Ultima visita: ottobre 2026

Sensazioni al volo: Un'elegante immersione nel cuore dei vigneti di Barolo, dove la grande tradizione piemontese – tra stuzzicanti plin al tovagliolo e un fritto di frutta e verdura davvero superlativo – regala un'esperienza gastronomica autentica in un contesto accogliente e piacevole.

Piergiuseppe Bernardi