Un sostegno alla diversificazione delle attività agricole, con l'obiettivo di aumentare il reddito delle imprese, favorire nuova occupazione e contribuire alla vitalità delle aree rurali.
È quanto mette a disposizione il nuovo bando del Gal Mongioie, che prevede una dotazione finanziaria complessiva di 162.140 euro per investimenti destinati allo sviluppo di attività extra-agricole connesse all'impresa agricola.
«Si tratta di un'opportunità interessante per le aziende agricole che intendono diversificare la propria attività e creare nuove fonti di reddito – osserva Silvio Chionetti, vicedirettore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo e membro del Consiglio di amministrazione del Gal Mongioie –, dall'agriturismo all'agricoltura sociale, dalle attività educative e didattiche alla trasformazione di prodotti agricoli, prevalentemente aziendali, in prodotti non compresi nell'Allegato I del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, con possibilità di lavorazione e commercializzazione anche nei punti vendita aziendali».
Il bando del Gal Mongioie, che, tra l'altro, anticipa quello di imminente uscita riservato alle filiere, si rivolge agli imprenditori agricoli, singoli o associati, in possesso della qualifica di coltivatore diretto e imprenditore agricolo professionale, con l'esclusione degli imprenditori che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura e acquacoltura. Gli investimenti devono essere localizzati nell'area del Gal Mongioie, che comprende 47 Comuni del territorio cuneese.
«Un aspetto importante – spiega Pietro Busso, responsabile provinciale del Settore Finanza agevolata di Cia Cuneo – è la varietà delle attività che possono essere sostenute. Nel caso dell'agriturismo, ad esempio, si può puntare sull'ospitalità e sui servizi, ma anche su attività didattiche e divulgative legate all'agricoltura, all'ambiente e all'educazione alimentare. Nell'ambito dell'agricoltura sociale possono invece trovare spazio servizi rivolti alla comunità e a persone con esigenze specifiche, mentre le attività educative e didattiche possono trasformare l'azienda agricola in un vero e proprio luogo di esperienza e conoscenza del mondo rurale».
Tra le iniziative possibili rientrano, a titolo esemplificativo, percorsi e visite guidate in azienda, attività dimostrative legate alla cura degli animali e dei terreni, raccolta e trasformazione dei prodotti, laboratori, servizi innovativi e progetti di pet therapy realizzati in collaborazione con personale specializzato.
Per quanto riguarda la trasformazione, il bando stabilisce che i prodotti primari agricoli oggetto dell'intervento devono provenire dall'azienda per almeno il 51% e che il prodotto trasformato e commercializzato deve essere non agricolo. Per le attività di agricoltura sociale e didattica sono inoltre previsti specifici requisiti di iscrizione agli Elenchi regionali delle Fattorie sociali e delle Fattorie didattiche, oppure l'impegno a effettuare l'iscrizione entro la richiesta del saldo.
La spesa ammissibile deve essere compresa tra un minimo di 10 mila e un massimo di 60 mila euro. Il contributo ordinario è pari al 40% della spesa ammissibile, con una maggiorazione del 10% per i giovani agricoltori e di un ulteriore 10% per gli investimenti localizzati in zona montana. Il beneficiario dovrà inoltre realizzare almeno il 70% dell'investimento ammesso in sede di istruttoria.
Sono finanziabili interventi di recupero e riqualificazione di edifici e manufatti funzionali all'iniziativa, impianti, macchinari, strumenti, attrezzature e arredi nuovi, hardware, software, nonché consulenze specialistiche e spese tecniche. Gli investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sono ammessi esclusivamente per l'autoconsumo aziendale e nei limiti previsti dal bando.
«Gli Uffici di Cia Agricoltori italiani sul territorio – aggiunge Busso – sono a disposizione delle aziende agricole per esaminare caso per caso i singoli progetti e valutarne la rispondenza ai requisiti richiesti dal bando».
Le domande di sostegno potranno essere presentate a partire dal 15 ottobre 2026 ed entro le ore 12 del 21 gennaio 2027, gli interventi dovranno essere realizzati entro 270 giorni dall'approvazione.