Gusto e Gusti - 09 ottobre 2026, 06:00

Rossorubino: se il vino ha i colori del cinema

Dal 6 al 31 ottobre la nota enoteca di via Madama Cristina diventa una singolare sala per evocare, tra piatti e vini, un passato familiare dedicato al mondo della cellulosa

Quando il cinema entra in enoteca

Il cinema entra in enoteca dalla porta principale. Con "Profondo Rossorubino", dal 6 al 31 ottobre, il locale di via Madama Cristina mette in programmazione un ciclo di appuntamenti in cui vino e grande schermo dividono la scena, senza che l'uno prevalga sull'altro. Non una rassegna per cinefili e nemmeno una semplice carta dei vini a tema: un piccolo allestimento fatto di memorie e oggetti di sala fa da cornice a degustazioni e a una serie di piatti che richiamano film e scene rimasti nell'immaginario collettivo. Il filo conduttore è la voglia di raccontare una storia attraverso il gusto, lasciando che sia il bicchiere, di volta in volta, a suggerire il titolo e il genere.


 

Rossorubino, solidità tutta torinese

Quando nel 2003 Edoardo e Andrea hanno aperto il Rossorubino, il mestiere di raccontare storie lo conoscevano già bene. Prima di diventare enotecari erano stati gli esercenti delle principali sale storiche della città: il Vittoria, il vecchio Lux, il Doria, il Capitol, il Corso. Quando Torino passò dai cinema monosala ai multiplex, la famiglia scelse di cambiare strada e di dedicarsi all'altra grande passione, l'enogastronomia. Da allora sono passati poco più di vent'anni e l'enoteca è diventata un punto fermo del panorama cittadino, costruito con la pazienza con cui si riempie una sala: un cliente alla volta, una bottiglia alla volta. Il passato, oggi, non è nostalgia ma materiale di lavoro.
 

Dal calice affiora il cinema

La serata di presentazione si è trasformata è un'anteprima del progetto. Si assaggiano i piatti più rappresentativi della rassegna e il cinema affiora subito: i pop corn accolgono gli ospiti come in ogni sala che si rispetti, i fagioli di Bud Spencer richiamano la celebre scena di Lo chiamavano Trinità, il frittatone di cipolle riporta alla Corazzata Potiomkin e al Secondo tragico Fantozzi. Accanto ai piatti trovano posto il racconto dell'allestimento con le curiosità sui pezzi esposti, qualche anticipazione su cosa accadrà quando le luci in sala si spegneranno e la presentazione del nuovo servizio di catering. Con i vini fermi e frizzanti, bianchi e rossi, a fare da colonna sonora a questo singolare cartellone.


 

Quattro settimane, dodici titoli

Proprio questo progetto sarà in cartellone da Rossoruubino per quattro settimane, con tre piatti a settimana, ciascuno legato a un film. Si parte con la ratatouille dell’omonoma pellicola (9 euro), i maccheroni di Un americano a Roma (10) e il tiramisù di Tre uomini e una gamba (6). La seconda settimana propone la mozzarella in carrozza di Ladri di biciclette (8), il timballo di Big Night (12) e lo strudel di Bastardi senza gloria (6). Nella terza arrivano il pastrami sandwich di Harry ti presento Sally (13), l'amatriciana de Il Divo (12) e l'apple pie di American Pie (6). Gran finale con il frittatone di cipolle fantozziano (6), la pasta e polpette di Lilli e il Vagabondo (13) e la mousse al cioccolato e peperoncino di Chocolat (6).


 

Info: www.rossorubino.it 

Piergiuseppe Bernardi