Eventi - 15 ottobre 2026, 10:14

Fossano, al MAB due capolavori raccontano la devozione a San Giovenale

Venerdì alle 17 inaugura “Preghiere d’arte”: in mostra l’antico Ufficio Ritmico e la pala cinquecentesca restaurata dedicata al patrono della città

Particolare della tavola di Sna Giovenale

Due opere, secoli di storia e un legame che continua a parlare alla città. Venerdì alle 17, negli spazi del MAB – Museo Diocesano, Archivio e Biblioteca – di via Vescovado 8, inaugura “Preghiere d’arte”, la mostra dedicata a San Giovenale, patrono di Fossano.
L’esposizione si inserisce nelle celebrazioni per i 1650 anni dalla morte del Santo e riunisce due testimonianze nate espressamente per la comunità fossanese: l’Ufficio Ritmico di San Giovenale e la pala cinquecentesca che raffigura il vescovo benedicente.
Un allestimento essenziale, ospitato nell’ex Cappella del Seminario Maggiore, che punta sulla forza dei singoli capolavori e sul loro valore identitario. Il percorso restituisce infatti uno spaccato della devozione, della liturgia e della produzione artistica che nei secoli hanno accompagnato la storia della città.

Un codice unico tra canto e liturgia

Il primo nucleo della mostra è l’Ufficio Ritmico di San Giovenale, databile tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento. Il manoscritto, articolato in quattro parti, venne ritrovato negli anni Settanta dal sacerdote Piero Damilano nell’Archivio Diocesano.


Forse commissionato dal beato francescano Oddino Barotti per la liturgia delle ore, il codice rappresenta una testimonianza rara nel panorama piemontese. Nelle sue pagine si incontrano canto gregoriano, prime forme di polifonia e sensibilità popolare, offrendo uno sguardo prezioso sulla vita religiosa e musicale della Fossano medievale.

La pala restituita alla veste originaria

Accanto al manoscritto sarà esposta la Pala di San Giovenale, realizzata nei primi anni del Cinquecento. La tavola raffigura il Santo nelle vesti di vescovo benedicente ed è stata recentemente interessata da un accurato restauro.


L’intervento ha eliminato alcune ridipinture aggiunte nel tempo, tra cui la barba e la città sorretta in mano, riportando alla luce l’impianto originario dell’opera. La pala è oggi ricondotta alla cerchia dei pittori casalesi Aimo e Balzarino Volpi e costituisce un tassello importante per ricostruire il panorama artistico fossanese del XVI secolo.

La “Via della Bellezza”

La scelta di concentrare l’allestimento su due sole opere risponde, come sottolinea don Davide Pastore, a un progetto pastorale e culturale che considera l’arte uno strumento di incontro e di riflessione, capace di rivolgersi a credenti e non credenti.
È la cosiddetta “Via della Bellezza”: un invito a riscoprire, attraverso il patrimonio artistico, la memoria collettiva e le radici della devozione che ha contribuito a modellare la storia del territorio.
Per rendere il percorso accessibile a un pubblico ampio, la mostra sarà accompagnata da pannelli esplicativi e da un libretto guida con sezioni in scrittura piana e semplificata. Una scelta che prosegue l’esperienza inclusiva avviata dal MAB con le esposizioni dell’anno giubilare.

L’inaugurazione è in programma venerdì alle 17 negli spazi del MAB, in via Vescovado 8 a Fossano. La mostra sarà visitabile il sabato pomeriggio e l’ultima domenica del mese grazie ai Volontari per l’Arte. Per gruppi e scolaresche sono previste aperture straordinarie su richiesta.

Tavola di San Giovenale

Particolare del Manoscritto