Un nuovo servizio per le donne che andranno a partorire negli ospedali di Mondovì e Savigliano che, a partire da novembre, nei due nosocomi di territorio, potranno richiedere il parto in analgesia.
L'iniziativa è stata presentata questa mattina, lunedì 19 ottobre, nella sala riunioni della Direzione Generale dell'Asl Cn1 a Cuneo, alla presenza del direttore generale dell'Asl, Giuseppe Guerra, dei direttori sanitari Alessandro Rapa, Monica Rebora e Sebastian Giacomelli, dei direttori delle strutture complesse di Ostetricia e Ginecologia di Mondovì, Alice Peroglio Carus e di Savigliano, Andrea Puppo, dei direttori di Anestesia e Rianimazione di Mondovì, Ilaria Blangetti e Savigliano, Bruna Lavezzo, delle coordinatrici dei reparti di ostetricia di Mondovì, Daniela Cavallera e di Savigliano, Noemi Levrone, unitamente ad Antonia Novelli, responsabile della struttura semplice Fisiopatologia della Riproduzione Umana di Fossano.
"Il parto in analgesia è un servizio doveroso da offrire alle donne - ha spiegato la dottoressa Peroglio Carus -, si tratta di uno strumento per migliorare l'assistenza al travaglio e al parto che migliorerà il servizio offerto dal nostro ospedale, rendendolo ancora più vicino alle esigenze delle partorienti. Ringrazio il dottor Puppo e gli anestesisti, la direzione sanitaria per la collaborazione che abbiamo avuto in questi importanti mesi di formazione".
"In questi mesi - ha detto il dottor Puppo - insieme alla direzione dell'Asl e del Santa Croce abbiamo lavorato per far ripartire l'ostetricia di Savigliano che stava attraversando un momento complesso: oggi abbiamo 8 nuovi ginecologi e insieme abbiamo disegnato un progetto per il quale gli operatori di Savigliano ruotano anche su Cuneo. Al di là dei numeri, che sono in aumento, ci preme evidenziare i buoni esiti ostetrici che ha raggiunto l'ospedale, grazie all'équipe ostetrica che si è fidata dalla nuova impostazione culturale data al lavoro. La parto analgesia, che parte in contemporanea su Mondovì e Savigliano, aumenterà senza dubbio la qualità del servizio per le donne".
Come evidenziato dal dottor Guerra, tutti gli operatori si sono formati presso il Santa Croce grazie a una sinergia tra ginecologi, anestesisti e personale ostetrico.
"Siamo contenti che parta finalmente questo servizio - ha aggiunto il direttore generale - e dal prossimo mese ci saranno novità anche per i radiologi: inizierà uno scambio con Savona, verso l'ospedale di Ceva, mentre da Mondovì i ginecologi collaboreranno con Cairo Montenotte".
In un panorama nazionale segnato dal calo demografico, l'Asl cuneese ha scelto di investire non solo in strumenti come la parto in analgesia, ma anche su un centro importante come quello per la Procreazione Medico Assistita (PMA) che ha sede a Fossano ed è diretto dalla dotto.ssa Novelli: "La PMA è stata pontenziata, ha nuovo personale, nuove tecnologie all'avanguardia e i risultati di questa scelta che è stata sostenuta dall'Asl si vedono già in termini numerici. Il calo della natalità e l'infertilità sono emergenze sociali a tutti gli effetti, problemi di salute pubblica che devono essere affrontati: la genitorialità non deve essere un lusso e la strada per diventare genitori non deve essere un percorso a ostacoli, proprio per questo la PMA ha una rete di professionisti e personale che garantiscono a chi accede ai trattamenti di essere seguiti e accompagnati".
"L'avvio del servizio è il risultato di un percorso di formazione specifico che ha visto la collaborazione tra anestesisti, ginecologi e ostetriche - hanno chiosato le dott.sse Lavezzo e Blangetti -. Si tratta di un'implementazione che permette di esperimere la gestione e il sollievo dal dolore che deve essere fatto in ogni ambito".
"Un grande lavoro di équipe che è frutto di un percorso corale - hanno aggiunto le coordinatrici Daniela Cavallera e Noemi Levrone - le ostetriche sono orgogliose di partire con questo nuovo servizio per le donne".
COME FUNZIONERA'?
Il servizio sarà attivo da inizio novembre, ma come funzionerà?
Come evidenziato dal dottor Puppo e dalla dott.ssa Peroglio Carus, l'obiettivo è quello di garantire la massima accessibilità alla parto analgesia, quindi chiunque potrà farne richiesta.
Il percorso standard prevede che le donne in gravidanza siano informate del servizio in occasione del bilancio di salute. Nel caso decidano di avvalersi della parto analgesia si faranno le valutazioni del caso specifico, programmando anche un incontro con gli anestesisti.
Ciò non esclude però una valutazione anche in un momento successivo, ovviamente a margine della valutazione medica.