Si preannuncia una giornata di forte tensione sindacale per il futuro della siderurgia piemontese. Nella giornata di mercoledì 21 ottobre, a partire dalle ore 9, si terrà a Torino il tavolo di crisi regionale sull'Ex-Ilva, convocato dalla Regione Piemonte presso il Grattacielo di piazza Piemonte.
In concomitanza con il vertice istituzionale, i lavoratori degli stabilimenti di Novi Ligure, Racconigi e della Sanac di Gattinara daranno vita a un presidio di protesta nel piazzale antistante la sede della giunta regionale.
A far scattare la mobilitazione è stata la decisione dell'amministrazione straordinaria di ex Ilva di raddoppiare la platea dei dipendenti coinvolti dalla cassa integrazione, passata improvvisamente da 4.000 a oltre 8.000 unità.
Una mossa giudicata inaccettabile dalle segreterie regionali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil Piemonte, rappresentate dai segretari Tino Camerano, Lino Malerba e Luigi Paone, che sottolineano come il provvedimento contraddica gli impegni assunti nei giorni scorsi. Per i sindacati, "la cassa integrazione non può rappresentare la soluzione finale, ma uno strumento temporaneo inserito in una strategia industriale di rilancio e transizione ecologica con una presenza pubblica forte".
L'appuntamento torinese di mercoledì 21 ottobre anticiperà il confronto nazionale già fissato a Palazzo Chigi per il successivo martedì 27 ottobre, ritenuto decisivo per le sorti occupazionali e industriali dell'intero gruppo.