Egregio Direttore,
Venerdì 16 ottobre ho partecipato a Millesimo all’incontro pubblico dedicato al futuro dell’Ospedale di Ceva, in qualità di presidente del Comitato Disabili di Ceva.
L’incontro ha confermato quanto sia importante mantenere e rafforzare il Pronto Soccorso di Ceva, con l’obiettivo di garantirne l’apertura 24 ore su 24.
Come Comitato Disabili, vogliamo sottolineare un aspetto che ci sta particolarmente a cuore.
Per molte persone con disabilità, recarsi al Pronto Soccorso può essere particolarmente difficile. Alcune hanno difficoltà a comunicare, a spiegare dove sentono dolore e quanto stanno male. Altre necessitano di attenzioni particolari, che richiedono tempo, pazienza e comprensione.
In queste situazioni, poter contare su un presidio sanitario vicino può essere fondamentale.
Il territorio interessato è molto ampio, circa 240 chilometri quadrati, e comprende comunità piemontesi e liguri che condividono gli stessi bisogni di assistenza. In caso di emergenza, le distanze e i tempi di percorrenza possono diventare un problema serio, soprattutto per le persone più fragili.
Per questo riteniamo indispensabile mantenere e rafforzare il Pronto Soccorso di Ceva, garantendone l’apertura 24 ore su 24. Si tratta, inoltre, di un ospedale riconosciuto ufficialmente come ospedale di area disagiata, proprio in considerazione delle caratteristiche del territorio e delle difficoltà di accesso ai servizi sanitari.
Durante la serata ci si è inoltre chiesti quando diventerà operativo il protocollo d’intesa dell’11 febbraio scorso tra la Regione Liguria e la Regione Piemonte, a cominciare dalla gestione delle emergenze.
È legittimo domandarsi se abbia senso investire 8 milioni di euro per mettere in sicurezza l’ospedale di Ceva dal punto di vista antisismico, se poi non viene garantito il pieno funzionamento dei suoi servizi, a partire da un Pronto Soccorso che oggi non è operativo 24 ore su 24.
Mettere in sicurezza un ospedale è fondamentale, ma è altrettanto fondamentale garantire che possa funzionare pienamente e rispondere alle necessità dei cittadini, soprattutto nelle emergenze.
Non chiediamo necessariamente un DEA, ma un servizio di emergenza efficiente e accessibile, capace di rispondere alle esigenze concrete della popolazione.
Durante l’incontro abbiamo inoltre avvertito l’assenza di molti sindaci e di una più ampia rappresentanza delle istituzioni politiche. Ci saremmo aspettati una partecipazione maggiore, perché la tutela della salute riguarda tutti e richiede l’impegno congiunto delle comunità e di chi le rappresenta.
Come Comitato Disabili di Ceva, continueremo a sostenere questa battaglia. Per noi difendere il Pronto Soccorso significa difendere il diritto alla salute, soprattutto di chi, in caso di emergenza, è più vulnerabile e ha maggiormente bisogno di aiuto.
La salute non deve dipendere dal luogo in cui si vive, né dalla capacità di una persona di spiegare ciò che sta vivendo.
Per il Comitato Disabili di Ceva
Vittorio Gola