Cronaca - 22 ottobre 2026, 06:05

"Picchiata anche in gravidanza": a processo un giovane accusato di maltrattamenti alla moglie

L'uomo, di nazionalità albanese, è accusato anche del possesso di documenti falsi: a febbraio la parola all'imputato

Il Tribunale di Cuneo

Prosegue il processo a carico di J.S., giovane di origine albanese, accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie e di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

Il dibattimento si sta celebrando a Cuneo dinanzi al Tribunale collegiale, Amato presidente con a latere Coggiola e Cota. L'imputato è accusato di aver maltrattato la moglie anche quando era in attesa della loro prima figlia. L'accusa poi, di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, è nata dall'analisi forense del cellulare in uso alla vittima, sottoposta a un parallelo procedimento per calunnia. 

L'ultima udienza si è infatti aperta con la testimonianza di uno dei militari del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Cuneo che, rispondendo alle domande del pm Delia Boschetto, ha evidenziato come all'interno del cellulare della donna sia stata rinvenuta una foto raffigurante una carta di identità. Documento questo che, per l'accusa, sarebbe falso, in quanto al comune del luogo indicato come ente rilasciatore non si sarebbe trovata corrispondenza. Ma su questo aspetto il teste non ha potuto fornire indicazioni poiché si è occupato esclusivamente dell'estrapolazione del materiale fotografico e dei contenuti del telefono cellulare. Il teste inoltre, sollecitato dalle domande della difesa, composta dai legali Barbara Passanisi e Andrea Scaglia, non ha potuto fornire riscontri sulla veridicità dello stesso anche in ordine alla creazione di un file attraverso l'uso dell'intelligenza artificiale. Il documento infatti non è mai stato rinvenuto fisicamente, ma vi è traccia solo attraverso questa foto che quindi potrebbe essere anche "falsa" o quantomeno artefatta.

Sul banco dei testimoni è poi salita la cognata della vittima, la quale ha raccontato che una sera, quando la coppia era ancora convivente e prima della nascita della bambina, è stata chiamata nel cuore della notte in seguito a una richiesta di aiuto. "Mi ha chiamato alle 3 e mezzo di notte, piangeva — ha riferito la teste in aula — mi ha detto di essere stata picchiata da J.S., non ho visto lividi o segni evidenti sul volto. Quella notte l'ho ospitata e la mattina è andata via. Purtroppo abbiamo interrotto i rapporti fino alla nascita della bambina perché ha deciso di ritornare con lui tre giorni dopo quell'episodio e, non condividendo gli stessi valori, sia io che mio marito abbiamo chiuso con loro".

I rapporti familiari tra la giovane e la sua famiglia di origine sarebbero ritornati in essere poco prima del parto, intorno al giugno del 2023, in quanto la frattura fra i due era ormai insanabile. "È tornata ad abitare da mia suocera — ha riferito la teste — e ci ha raccontato che la insultava, la prendeva a schiaffi e che in una occasione aveva anche spaccato la doccia. Personalmente non ho mai assistito ad episodi violenti, avevano una relazione altalenante, oggi erano litigati e il giorno dopo andavano d'accordo. Mi ha riferito che aveva avuto paura di lui e non voleva stare a casa da lui. Ho saputo anche che ha ritirato la denuncia e che comunque, dopo la nascita della bambina, continuavano a vedersi per fare delle passeggiate perché comunque mia cognata voleva fargli vedere la piccola".

Durante il suo esame, avvenuto alla scorsa udienza, la giovane ha raccontato in aula la serie di maltrattamenti di cui sarebbe stata vittima, come uno schiaffo tirato per aver messo il rossetto o per aver difeso un amico, e di essere stata presa per il collo in quanto avrebbe tagliato "le olive non a rondelle". Quando era incinta di pochi mesi, poi, la donna ha raccontato di essere stata malmenata e di aver vissuto un periodo dove i litigi erano frequenti, così come erano frequenti, presumibilmente, gli insulti, le minacce e gli scatti d'ira da parte dell'imputato, che in diverse occasioni avrebbe anche scagliato dei pugni contro il muro e l'avrebbe persino colpita nell'addome.

Il processo è stato aggiornato al 2 febbraio quando in aula sarà proprio l'imputato ad essere interrogato e a fornire quindi la propria versione dei fatti rispetto alle accuse contestate.

Angela Panzera