Attualità - 23 ottobre 2026, 17:42

Camere mortuarie delle strutture socio-sanitarie e assistenziali: "Consentire l’ultimo saluto anche ai cittadini non ospiti"

E' la richiesta di sei Unioni Montane piemontesi, in rappresentanza di 86 Comuni, alla Regione di modificare la normativa. L’iniziativa è promossa da Guido Giordana, Presidente dell’Unione Montana Alpi del Mare e Sindaco di Valdieri

Immagine di repertorio

Consentire alle strutture socio-sanitarie e assistenziali di accogliere nelle proprie camere mortuarie, per il periodo di osservazione e per l’ultimo saluto, anche le salme di persone che non erano ospiti della struttura. È questa la richiesta rivolta alla Regione Piemonte da sei Unioni Montane della Provincia di Cuneo, che rappresentano complessivamente 86 Comuni, per superare un limite normativo che può creare difficoltà alle famiglie, soprattutto nei centri piccoli, medi e nei territori montani.

L’iniziativa è stata promossa da Guido Giordana, Presidente dell’Unione Montana Alpi del Mare e Sindaco di Valdieri, e ha raccolto l’adesione di altre cinque Unioni Montane, che hanno sottoscritto la lettera indirizzata alla Regione Piemonte.

Si tratta di un’esigenza concreta, che riguarda il modo in cui le comunità possono affrontare un momento particolarmente delicato: la possibilità di dare l’ultimo saluto a una persona cara in un luogo dignitoso, accessibile e vicino al proprio paese.

Le difficoltà per le famiglie

Quando viene a mancare una persona cara, non sempre l’abitazione privata è adatta ad accogliere parenti e conoscenti per la visita alla salma. Spazi ristretti, barriere architettoniche, assenza di ascensori e difficoltà di accesso per le persone anziane o con disabilità possono rendere complicato organizzare il momento del commiato.

D’altra parte, la realizzazione e la gestione di case funerarie private non sono sostenibili in ogni Comune, anche a causa degli elevati costi. Le famiglie possono quindi essere costrette a trasferire la salma in strutture distanti dal luogo di residenza, affrontando ulteriori disagi con aumento di costi in una fase già dolorosa.

La norma attuale e la modifica richiesta

La normativa regionale, attraverso le modifiche all’articolo 3 della legge regionale n. 15/2011 confluite nell’articolo 99 della legge regionale n. 9/2025, ha aperto alla possibilità di utilizzare case di riposo, strutture per anziani o persone con disabilità e altri luoghi idonei individuati dal Comune per l’accoglienza della salma durante il periodo di osservazione.

La disposizione vigente prevede tuttavia, per l’accoglienza a cassa aperta nelle strutture interessate, che la persona deceduta fosse ospite della struttura stessa.

Questo vincolo comporta una disparità di possibilità: una struttura dotata di locali idonei può accogliere un proprio ospite deceduto, ma non un cittadino dello stesso Comune o limitrofo che sia deceduto nella propria abitazione o altrove.

Le sei Unioni Montane chiedono pertanto alla Regione Piemonte di modificare la normativa, intervenendo su tre aspetti:

Eliminare il vincolo dell’ospite: consentendo l’accoglienza anche delle persone decedute che non erano ospiti della struttura.

Esplicitare le tipologie di strutture ammesse: includendo espressamente le residenze sanitarie e assistenziali (RSA, RA e RAA).

Garantire sicurezza e volontarietà: prevedendo locali idonei e dedicati, il consenso dell’amministrazione della struttura, la possibilità di stipulare apposite convenzioni con i Comuni e il rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie e di polizia mortuaria.

La proposta non intende imporre nuovi obblighi alle strutture né sostituire le case funerarie private. Mira, invece, a rendere disponibile un’ulteriore possibilità, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa e della libertà di scelta delle famiglie.

Le Unioni Montane chiedono quindi alla Regione Piemonte di valutare con sollecitudine la modifica normativa proposta e di avviare un confronto con i Sindaci, affinché sia possibile rispondere a un’esigenza di carattere umano e sociale che interessa molti territori.

L’obiettivo è semplice: garantire alle famiglie la possibilità di un ultimo saluto dignitoso, economicamete sostenibile e di prossimità, senza che l’accesso a una struttura idonea dipenda esclusivamente dal fatto che la persona deceduta ne fosse ospite.

Le Unioni Montane sottoscrittrici

Unione Montana Alpi del Mare

Unione Montana Alpi Marittime

Unione Montana Alta Langa

Unione Montana delle Valli Mongia e Cevetta Langa Cebana Alta Valle Bormida

Unione Montana Mondolè

Unione Montana Valle Varaita

c.s.