Un’accoglienza solenne e, al tempo stesso, sentita ha accompagnato il ritorno a casa dell’artigliere da montagna Giuseppe Serra, Internato Militare Italiano (IMI), catturato al Brennero il 12 settembre 1943, dove si trovava con il Gruppo “Mondovì”, e morto il 5 maggio 1944, dopo aver patito stenti e la mancanza di cure sanitarie.
A rendere possibile il ritorno dei resti dello zio nella tomba di famiglia è stato il nipote Massimo, che ha sostenuto un significativo impegno economico per poterlo finalmente ricongiungere ai propri cari e avere la possibilità di pregare accanto a lui.
Nel pomeriggio di oggi, venerdì 23 ottobre, per disposizione del sindaco Michele Alberti e della Giunta comunale, l’urna, avvolta nel Tricolore, è stata esposta nella Sala consiliare del Municipio, dove ha ricevuto la veglia degli alpini della Sezione ANA di Mondovì, alla presenza del presidente Armando Camperi.
Da qui è partito il corteo solenne, aperto dai gonfaloni della Provincia di Cuneo, decorata con la medaglia d’oro al valor civile, della Città di Cuneo, insignita della medaglia d’oro al valor militare, del Comune di Roburent, decorato con la medaglia di bronzo, e di Margarita.
Seguiva l’urna, portata dai soci dell’ANA e scortata dai Carabinieri. A rendere gli onori era presente anche un picchetto armato dell’Artiglieria alpina, con il colonnello Franco Niccoli e altri ufficiali. Chiudevano il corteo sindaci e amministratori dei Comuni di Cuneo, Lequio Tanaro, Roburent, Beinette, Morozzo e Rocca de’ Baldi.
Il corteo ha fatto sosta presso il monumento ai Caduti, dove si sono susseguiti gli interventi commemorativi del sindaco di Margarita, del presidente della Provincia Luca Robaldo, della consigliera Carla Isoardi, di un delegato dell’ANA e della consigliera regionale Giulia Marro.
Dopo gli onori di rito, la cerimonia è proseguita nella vicina chiesa parrocchiale, dove don Paolo Biestro ha celebrato la Messa in suffragio. Nell’omelia, il sacerdote ha richiamato il dovere di perseguire la pace, ricordando le conseguenze disumane e devastanti della guerra. Al termine della celebrazione è stata recitata la Preghiera dell’Alpino, in un momento di raccoglimento e memoria.
La conclusione della commemorazione è stata affidata a Romolo Garavagno, presidente della onlus “Col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo” di Mondovì, che aveva seguito le pratiche presso il Commissariato generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa. Nel suo intervento ha ripercorso le drammatiche condizioni di vita degli Internati Militari Italiani, uomini privati della libertà e ridotti a vivere come schiavi nei campi di prigionia nazisti.