Eventi - 26 ottobre 2026, 16:18

Dal tartufo ai paesaggi vitivinicoli: il patrimonio piemontese protagonista al Festival delle Regioni

Regione, Ente Fiera d'Alba e Associazione Paesaggi Vitivinicoli a confronto a Firenze: un modello di tutela che unisce ambiente, comunità e sviluppo economico

Dalle Residenze Sabaude ai paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, dai Sacri Monti alla tradizione della cerca e cavatura del tartufo. Il Piemonte porta al Festival delle Regioni il proprio patrimonio UNESCO e le esperienze di salvaguardia che coinvolgono istituzioni, enti gestori e realtà del territorio. Un patrimonio che racconta la storia, il lavoro e le tradizioni di intere generazioni, ma anche il rapporto tra l'uomo e la natura e la capacità di conservare e trasmettere conoscenze che rappresentano una parte importante dell'identità piemontese. 

E' questo il filo conduttore del panel "Le politiche di salvaguardia nel Piemonte UNESCO", promosso dalla Regione Piemonte nell'ambito del Festival delle Regioni, a Firenze.  All'incontro hanno partecipato Marina Chiarelli, assessore alla Cultura, Pari Opportunità e Politiche giovanili, della Regione Piemonte, Marco Gallo, assessore regionale alla Montagna, Foreste, Aree interne, Biodiversità e Tartuficoltura, Stefano Mosca, direttore generale dell'Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, e Giovanna Quaglia, presidente dell'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Moderatrice dell'incontro è stata Raffaella Tittone, direttore Cultura, Turismo, Sport e Commercio della Regione Piemonte. Al centro dell'incontro le politiche regionali di salvaguardia, il ruolo delle istituzioni e delle realtà locali nella gestione dei riconoscimenti UNESCO e le prospettive di valorizzazione di un patrimonio che unisce beni culturali, paesaggi, biodiversità e tradizioni immateriali.

«Il Piemonte custodisce una parte straordinaria della storia e dell'identità italiana. Dai nostri castelli ai paesaggi delle Langhe, dai Sacri Monti alle tradizioni legate al tartufo, ogni riconoscimento UNESCO racconta il lavoro di generazioni che hanno saputo costruire, proteggere e tramandare qualcosa di unico – dichiarano gli assessori regionali Marina Chiarelli e Marco Gallo –. Il valore di questo patrimonio sta anche nelle persone che ogni giorno se ne prendono cura: chi coltiva la terra, chi custodisce un bosco, chi conserva un bene storico, chi trasmette ai più giovani conoscenze e mestieri antichi. È da qui che parte il nostro impegno. Cultura e ambiente sono due parti della stessa eredità e richiedono politiche capaci di dialogare, coinvolgere i territori e creare nuove opportunità. Il riconoscimento UNESCO ci affida una responsabilità che va oltre la conservazione: fare in modo che questi luoghi continuino a vivere, che le tradizioni abbiano un futuro e che le nuove generazioni possano riconoscere in questo patrimonio anche una possibilità di lavoro e di crescita. Perché ciò che abbiamo ricevuto dal passato deve continuare ad avere un posto nella vita di domani». 

IL PIEMONTE UNESCO: UN PATRIMONIO TRA CULTURA, NATURA E IDENTITÀ

Il Piemonte custodisce un patrimonio riconosciuto a livello internazionale che comprende beni storico-artistici, paesaggi culturali, siti naturali e tradizioni immateriali. Tra i riconoscimenti figurano le Residenze Sabaude, i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, Ivrea città industriale del XX secolo e le componenti piemontesi dei siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino. A questi si affiancano i riconoscimenti legati alle aree naturali, alle riserve della biosfera e alle tradizioni culturali immateriali, tra cui la cerca e cavatura del tartufo in Italia, iscritta nel 2021 nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Un insieme di beni e conoscenze differenti, accomunati dalla necessità di garantire strumenti di tutela, gestione e valorizzazione capaci di rispondere alle caratteristiche di ciascun territorio. La Regione Piemonte opera attraverso politiche che coinvolgono la conservazione del patrimonio storico-artistico, la tutela del paesaggio e della biodiversità, la promozione culturale e il sostegno alle realtà impegnate nella salvaguardia dei siti e delle tradizioni. 

LA CERCA DEL TARTUFO: UN SAPERE CHE SI TRAMANDA TRA GENERAZIONI

Tra le esperienze al centro del confronto quella della cerca e cavatura del tartufo in Italia, riconosciuta dall'UNESCO nel 2021 come patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Un riconoscimento che valorizza non soltanto il prodotto, ma soprattutto le conoscenze, le pratiche e le relazioni che caratterizzano il mondo dei tartufai. Il rapporto tra il cercatore e il proprio cane, la conoscenza dei boschi, delle caratteristiche del terreno e delle stagioni costituiscono un patrimonio di saperi tramandati nel tempo, strettamente legato alla conservazione degli ambienti naturali. Su questi temi è intervenuto Stefano Mosca, direttore generale dell'Ente Fiera di Alba, portando l'esperienza di una realtà impegnata nella promozione della cultura del tartufo e nella valorizzazione di una tradizione che rappresenta uno degli elementi più riconoscibili del territorio piemontese. Il confronto sarà anche l'occasione per approfondire il ruolo delle nuove generazioni nella trasmissione di queste conoscenze e l'importanza della salvaguardia degli ambienti tartufigeni, attraverso una gestione attenta dei boschi, dei suoli e della biodiversità.

«Il riconoscimento UNESCO alla cerca e cavatura del tartufo non celebra soltanto un prodotto straordinario, ma un vero e proprio ecosistema culturale e naturale che abbiamo il dovere di proteggere. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba si inserisce in questo contesto non solo come momento di promozione e di richiamo turistico globale, ma come custode attivo di questa tradizione immateriale. – dichiara Stefano Mosca, direttore generale dell'Ente Fiera di Alba -  Salvaguardare questo patrimonio significa oggi mettere al centro la sostenibilità ambientale: la tutela dei boschi, la cura dei suoli e la difesa della biodiversità sono le condizioni necessarie affinché la cultura del tartufo continui a esistere. Il nostro impegno, in sinergia con la Regione e le realtà locali, è quello di trasmettere questi saperi secolari alle nuove generazioni, affinché i giovani ne colgano il valore identitario e le opportunità di futuro e di crescita per tutto il territorio piemontese». 

I PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO: LA TUTELA DI UN TERRITORIO COSTRUITO NEI SECOLI

Un altro esempio significativo del patrimonio piemontese è rappresentato dai Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale UNESCO nel 2014. Un riconoscimento che riguarda il valore culturale di un paesaggio modellato nel corso dei secoli dall'attività dell'uomo, attraverso la coltivazione della vite, la costruzione dei borghi, l'organizzazione delle proprietà agricole e la trasmissione delle tradizioni legate alla produzione vitivinicola. La salvaguardia di questi territori richiede un equilibrio costante tra conservazione del paesaggio, attività produttive, sviluppo turistico e qualità della vita delle persone che vi abitano. A raccontare questa esperienza sarà Giovanna Quaglia, presidente dell'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, impegnata nel coordinamento delle attività di tutela, gestione e valorizzazione del sito UNESCO. Al centro del suo intervento il ruolo della collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali, imprese e realtà territoriali, insieme agli strumenti di pianificazione e alle prospettive delineate dal Piano di Gestione 2025–2031. Un'esperienza che dimostra come la salvaguardia del patrimonio UNESCO riguardi anche la vita quotidiana dei territori, le attività agricole, le trasformazioni del paesaggio e la necessità di accompagnare lo sviluppo economico nel rispetto dell'identità dei luoghi.

«I Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato sono un patrimonio vivo, il cui valore nasce dal rapporto che nel corso dei secoli si è costruito tra le comunità, il lavoro agricolo e il paesaggio. La loro salvaguardia richiede oggi la capacità di tenere insieme la conservazione dei valori riconosciuti dall'UNESCO e le esigenze di un territorio che continua a evolversi. La comunità è il cuore del nuovo Piano di Gestione del sito: sono le persone che vivono e lavorano ogni giorno in questi territori a custodirne l'identità, a mantenerne vivi i valori e a renderli parte di un patrimonio condiviso. La tutela di un sito UNESCO non può prescindere dal coinvolgimento attivo delle comunità, perché è proprio dal legame tra le persone e il paesaggio che nasce la sua unicità. Guardare alle future generazioni significa non soltanto trasmettere loro la storia, i saperi e le tradizioni che abbiamo ereditato, ma anche metterle nelle condizioni di costruirne di nuove. Un patrimonio vivo non è qualcosa che resta immutato nel tempo: è un'eredità che ogni generazione interpreta, arricchisce e rinnova, nel rispetto dei valori che la rendono speciale. Il nostro compito è accompagnare questo percorso, dando spazio alle idee, alla creatività e alla partecipazione dei giovani, affinché possano sentirsi parte del territorio e diventare protagonisti del suo futuro. Salvaguardare significa custodire ciò che siamo, ma anche permettere a ciò che saremo di prendere forma» dichiara Giovanna Quaglia, presidente dell'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. 

CULTURA E AMBIENTE: LE POLITICHE REGIONALI PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO

La tutela del patrimonio UNESCO richiede una collaborazione costante tra politiche culturali, ambientali e territoriali. Sul versante culturale, la Regione Piemonte sostiene la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico, la promozione dei luoghi della cultura e la diffusione della conoscenza, anche attraverso progetti di innovazione e digitalizzazione che permettono di ampliare le possibilità di accesso e fruizione. Sul versante ambientale, le politiche regionali riguardano la salvaguardia della biodiversità, la gestione delle aree protette, la tutela degli ecosistemi e dei paesaggi, con particolare attenzione ai territori montani e alle aree interne. La salvaguardia delle tradizioni immateriali rappresenta un ulteriore elemento di raccordo tra questi ambiti, perché lega la conservazione delle conoscenze alla tutela dei luoghi nei quali esse continuano a essere praticate. Un ruolo centrale è affidato anche alle nuove generazioni, attraverso iniziative di educazione al patrimonio, percorsi di conoscenza e attività che favoriscano la trasmissione dei saperi. 

DAL RICONOSCIMENTO UNESCO AL FUTURO DEI TERRITORI

Il panel del Festival delle Regioni rappresenta un'occasione di confronto sul ruolo delle Regioni nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio culturale e naturale riconosciuto a livello internazionale. Le esperienze piemontesi della cerca e cavatura del tartufo e dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato consentiranno di approfondire due modelli differenti ma complementari di salvaguardia: da una parte la trasmissione di conoscenze e pratiche tradizionali, dall'altra la tutela di un paesaggio culturale che continua a evolversi attraverso il lavoro e la presenza dell'uomo. Due esperienze che raccontano come il patrimonio UNESCO sia parte integrante della vita dei territori e come la sua salvaguardia richieda il coinvolgimento delle persone, delle istituzioni e delle nuove generazioni. L'obiettivo della Regione Piemonte è proseguire nel rafforzamento di questa collaborazione, valorizzando il patrimonio culturale e naturale come elemento di identità, conoscenza e sviluppo sostenibile.

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