Cronaca - 27 ottobre 2026, 06:17

Crack Egea, il Comune di Alba parte civile nel processo agli amministratori: "Perdita di molto superiore ai 5 milioni di euro"

L’avvocato Stefano Campanello, legale del Municipio al processo in corso ad Asti, fa il punto dopo l'udienza preliminare: "Ora le sue azioni non valgono nulla. L'ente ha subito forti disagi e pesanti costi per garantire i servizi ai cittadini"

Le insegne della vecchia Egea, al centro di un dissesto da 800 milioni di euro

La costituzione di parte civile del Comune di Alba nel processo per il crack del gruppo Egea – la multiservizi finita al centro di un dissesto da 800 milioni di euro – rappresenta un passaggio chiave a difesa degli interessi della comunità albese.

Dopo l'ammissione formale pronunciata dalla Gup del Tribunale di Asti Victoria Dunn nell'udienza dello scorso 22 ottobre, il legale che rappresenta il Municipio langarolo, l'avvocato Stefano Campanello, fa il punto sui motivi e sulle pretese risarcitorie che vedono la città schierata in prima linea. Il Comune di Alba, ora guidato dal sindaco Alberto Gatto, figurava infatti come primo azionista pubblico della multiservizi fondata dalla famiglia Carini, con una quota societaria pari al 5,18%.

"In Egea il Comune di Alba aveva una partecipazione di assoluto rilievo – spiega l'avvocato Stefano Campanello –. L’effetto del dissesto è stato che le azioni di quella società, negoziate a un certo valore in dipendenza di bilanci che si è scoperto essere stati truccati, oggi non valgono nulla. Per quanto riguarda la richiesta risarcitoria, ho rappresentato alla giudice che il solo valore della partecipazione dell'ente era di oltre 5 milioni di euro. Ovviamente il danno complessivo subito è di gran lunga superiore".

Il legale ricorda infatti come, per il Comune, le conseguenze del crack non si siano limitate al solo aspetto finanziario. "L’Amministrazione ne ha risentito anche sul piano dell’attività amministrativa. Ha dovuto fronteggiare tutti i disagi che il venire meno di Egea ha provocato, trattandosi di un partner importante per servizi fondamentali come la raccolta rifiuti, il teleriscaldamento e altri comparti. Il Municipio ha dovuto mettere in campo complesse attività amministrative, sostenendone i relativi costi".

Un capitolo centrale della costituzione di parte civile riguarda infine la tutela della credibilità istituzionale dell'ente, il danno d’immagine patito: "Il Municipio aveva assunto una partecipazione nel capitale della multiservizi non per piacere, ma perché questo era lo strumento per erogare ai cittadini servizi che si ritenevano fatti bene e di qualità. Essere associati a una crisi finanziaria così profonda, anche se il Comune non c’entrava nulla, ha compromesso la sua immagine. Siamo parte civile per tutte queste ragioni e per rappresentare la cittadinanza di Alba, che ha subito un coinvolgimento molto ampio in questo grave dissesto. La costituzione serve anche a far emergere in tutta la loro gravità i comportamenti degli amministratori".

Nel corso della medesima udienza ad Asti, i tre ex manager Valter Bruno, Giuseppe Zanca e Daniele Bertolotti hanno avanzato richiesta di patteggiamento (con pene tra un anno e due mesi e un anno e quattro mesi), mentre l'ex presidente e amministratore delegato Pierpaolo Carini ha chiesto di accedere al rito abbreviato condizionato a una perizia tecnica e al confronto tra i propri consulenti e quelli della Procura. "In quella sede vedremo di dare il nostro contributo", conclude l’avvocato Campanello ricordando le prossime tappe processuali, fissate per il 10 e 17 dicembre.

Ezio Massucco