Volley Maschile - 28 ottobre 2026, 13:54

PALLAVOLO / Cuneo Volley incontra gli studenti del Grandis: "Game Changers", oltre il talento, tra sogni, impegno e sacrifici

Il direttore sportivo Paolo Brugiafreddo, il tecnico Mauro Rizzo e i giocatori Manuel Coscione e il capitano Domenico Cavaccini hanno raccontato agli studenti la vita dietro le quinte della pallavolo professionistica. Al centro del confronto disciplina, gestione dell'ansia, paura di fallire e valore del lavoro di squadra

(Foto Danilo Ninotto)

Come si trasforma una passione in un percorso di vita? Quanto contano il talento, la disciplina e la capacità di rialzarsi dopo una difficoltà? Sono alcune delle domande al centro di "Game Changers", l'incontro che si è svolto mercoledì 28 ottobre all'Istituto di Istruzione Superiore "Sebastiano Grandis" di Cuneo, con la partecipazione del Cuneo Volley e degli studenti.

L'iniziativa, promossa insieme ai rappresentanti d'istituto e di consulta, ha scelto come filo conduttore il motto "Oltre il Talento: sudore, sogni e quello che non si vede in TV". Sono intervenuti il direttore sportivo Paolo Brugiafreddo, il tecnico Mauro Rizzo, il palleggiatore Manuel Coscione e il capitano Domenico Cavaccini, protagonisti di un confronto dedicato al lavoro quotidiano, ai sacrifici e alle responsabilità che accompagnano lo sport professionistico.

L'obiettivo è stato offrire ai ragazzi un'occasione di orientamento e riflessione sulle proprie aspirazioni, mostrando come determinazione, consapevolezza e capacità di affrontare gli ostacoli siano fondamentali anche al di fuori dello sport.

Ad aprire l'incontro sono stati i rappresentanti degli studenti, che hanno invitato i compagni a partecipare attivamente: "Ci teniamo veramente che questo incontro sia seguito con attenzione e che non sia soltanto un modo per perdere due ore di lezione. Approfittatene, fatelo vostro".

Uno dei primi temi affrontati è stato il valore della disciplina. Per Brugiafreddo, il talento da solo non basta: servono impegno, costanza e rispetto degli altri. "La disciplina è prendersi un impegno e viverlo con passione", ha spiegato, sottolineando come questi principi siano applicabili anche alla vita scolastica e alla crescita personale.

Mauro Rizzo ha raccontato la propria esperienza con la Nazionale italiana Under 21 maschile durante la pandemia, tra lunghi ritiri, allenamenti e lontananza dalla famiglia. Un percorso impegnativo, culminato con il secondo posto europeo e la conquista del titolo mondiale. Una testimonianza che ha mostrato quanto, dietro i risultati sportivi, ci siano sacrifici spesso invisibili al pubblico.

Il valore della responsabilità è emerso anche dalle parole del capitano Domenico Cavaccini. Indossare la fascia, ha spiegato, significa assumersi un impegno verso la squadra e la città, attraverso l'esempio quotidiano e la disponibilità a mettersi al servizio del gruppo. "È una responsabilità, è un impegno", ha ricordato, definendo il ruolo un privilegio da onorare ogni giorno.

Ampio spazio è stato dedicato all'ansia, alla pressione e alla paura del giudizio, temi particolarmente vicini ai giovani. Cavaccini ha invitato gli studenti a essere sinceri con se stessi, riconoscendo progressi e limiti senza trasformare ogni errore in un giudizio sul proprio valore. "Normalizzare il nostro giudizio verso noi stessi, essendo sinceri", è stato il suo consiglio.

Brugiafreddo ha invece sottolineato l'importanza di sapere di aver dato il massimo, anche quando il risultato non corrisponde alle aspettative. Accettare una sconfitta o riconoscere la superiorità dell'avversario fa parte del percorso, così come chiedere aiuto e confrontarsi con le persone di fiducia nei momenti difficili.

Partendo dal motto dell'istituto, "Pensa, sogna, credi e osa", gli studenti hanno chiesto agli ospiti come trovare il coraggio di inseguire i propri obiettivi. Brugiafreddo ha raccontato come la propria ambizione sia cresciuta attraverso l'esperienza e il lavoro: "Se fai qualcosa di cui sei veramente innamorato, ci metti dentro tutta quella passione, quel qualcosa in più".

Rizzo ha condiviso una scelta importante della propria vita: dopo aver lavorato in banca e raggiunto una posizione stabile, ha deciso di dedicarsi completamente alla pallavolo. Una decisione non priva di dubbi, ma sostenuta dalla volontà di seguire la propria passione. Agli studenti ha suggerito di riconoscere le proprie attitudini e cercare ciò che li motiva davvero, consapevoli che ogni percorso richiede impegno e rinunce.

Il confronto ha affrontato anche il rapporto tra allenatori e giocatori e l'importanza di un ambiente sano. Brugiafreddo ha sottolineato che i problemi vanno affrontati attraverso il dialogo, senza nasconderli dietro un'apparente armonia. "I problemi si affrontano, ci diciamo le cose anche che non ci piacciono", ha spiegato, evidenziando il valore del confronto per costruire un gruppo solido. Un principio valido anche a scuola, dove ascolto e rispetto contribuiscono alla crescita collettiva.

Rispondendo a una domanda sulla paura di fallire, Brugiafreddo ha raccontato di aver incontrato giovani atleti condizionati dalle aspettative esterne, comprese quelle familiari. Il rischio è che il desiderio di raggiungere un traguardo si trasformi nella paura di non riuscirci. Per questo, ha invitato i ragazzi a coltivare i propri sogni senza fare del risultato l'unico metro di giudizio.

Rizzo ha aggiunto che la fiducia si costruisce anche attraverso l'allenamento e la ripetizione: lavorare su ciò che non riesce permette di acquisire sicurezza e affrontare con maggiore consapevolezza le difficoltà.

Tra i momenti più personali, Cavaccini ha raccontato di aver attraversato una fase difficile, durante la quale si era temporaneamente allontanato dal campo. Lo sport è stato importante per ritrovare un equilibrio e proseguire il proprio percorso, rafforzando il legame con la pallavolo e il suo valore nella crescita personale.

Non sono mancate le domande tecniche. Manuel Coscione ha ricordato con particolare emozione gli anni trascorsi a Cuneo tra il 2005 e il 2007, quando la squadra conquistò anche una Coppa Italia e raggiunse le semifinali dei playoff davanti a un palazzetto gremito.

Il palleggiatore ha spiegato come il suo ruolo richieda competenze tecniche, tattiche e relazionali: non basta distribuire il gioco, ma occorre conoscere i compagni, comprenderne le reazioni nei momenti difficili e scegliere le soluzioni più adatte. Un'esperienza che dimostra come i risultati dipendano anche dalla capacità di leggere le situazioni e lavorare insieme.

Con "Game Changers", Cuneo Volley e Istituto Grandis hanno proposto un'occasione di confronto che, partendo dallo sport, ha affrontato temi centrali per la crescita dei giovani: aspirazioni, difficoltà, gestione degli errori e relazioni. Gli studenti sono stati protagonisti attraverso domande e riflessioni, trasformando l'incontro in un momento di orientamento e partecipazione.

c.s.