Saluzzese - 01 novembre 2026, 00:01

Banco Azzoaglio, una storia lunga 147 anni

Dall'attività bancaria all'impegno sociale della Fondazione tra inclusione, cultura e formazione per le persone e il territorio

Una storia imprenditoriale che attraversa quasi un secolo e mezzo, accompagnata da un impegno che va oltre l'attività bancaria per investire nelle persone e nel tessuto sociale del territorio.

Il Banco Azzoaglio nasce a Ceva il 22 gennaio 1879, fondato da Paolo Azzoaglio, commerciante e possidente, insieme all'avvocato Carlo Rovea.

Da allora l'istituto ha attraversato diverse fasi di sviluppo, crescendo insieme al territorio e arrivando oggi alla quarta generazione della famiglia, con Erica e Simone Azzoaglio alla guida.

 

[Simone ed Erica Azzoaglio]

Erica Azzoaglio vicepresidente della Fondazione Azzoaglio ETS: "Con la Fondazione Azzoaglio abbiamo scelto di dare continuità all'impegno sociale della nostra famiglia, nella convinzione che il valore di un territorio si costruisca anche attraverso le opportunità che sappiamo offrire alle persone. Progetti come Parole Latitanti e Attesa rappresentano concretamente la nostra visione: la cultura diventa uno strumento di incontro, capace di avvicinare realtà differenti e generare nuove possibilità di partecipazione. Crediamo che sostenere questi percorsi significhi investire nelle persone e nella qualità delle relazioni che tengono insieme una comunità".

Una realtà che ha progressivamente ampliato la propria presenza, con filiali tra la provincia di Cuneo, la Liguria e Torino.

 Accanto all'attività bancaria si è consolidata una visione di responsabilità sociale che ha trovato nella Fondazione Azzoaglio ETS uno strumento dedicato.

L'ente, senza scopo di lucro e iscritto al Registro unico nazionale del Terzo settore, opera nei territori in cui è presente il Banco, promuovendo iniziative educative, culturali e sociali. 

Il filo conduttore è la centralità della persona: creare occasioni di espressione, apprendimento e relazione, anche nei contesti in cui fragilità, isolamento o difficoltà personali rischiano di limitare le possibilità di partecipazione.

"L'obiettivo è costruire un ponte tra mondi che spesso rimangono distanti: il carcere e il territorio, le comunità terapeutiche e la cittadinanza, le scuole e le imprese, le diverse generazioni". È questa la filosofia che accompagna i progetti della Fondazione, nei quali la cultura non viene considerata soltanto un prodotto da realizzare, ma anche un processo capace di generare consapevolezza, autonomia e responsabilità. 

CON "PAROLE LATITANTI", IL CARCERE DIVENTA LUOGO DI PRODUZIONE CULTURALE

Tra le iniziative più significative c'è 'Parole Latitanti', progetto culturale ed educativo realizzato alla Casa di reclusione di Fossano tra settembre 2025 e giugno 2026.

Il percorso ha coinvolto quindici persone detenute in un anno di laboratori settimanali dedicati alla scrittura creativa e alla ricerca artistica, mettendo insieme pedagogia, letteratura, arti visive e progettazione editoriale.

[Presentazione Libro 'Parole Latitanti' a Cuneo in occasione del festival 'Art 27 Expo' dedicato a lavori dei detenuti e all'economia carceraria]

Il punto di partenza è una domanda semplice, ma capace di aprire prospettive inattese ovvero che cosa possono raccontare gli oggetti che si incontrano quotidianamente in carcere, se si prova a guardarli oltre la loro funzione.

Da questa riflessione sono nati testi, disegni e immagini che trasformano elementi ordinari in occasioni per parlare di memoria, emozioni, identità e immaginazione.

Il progetto non si è fermato alla scrittura. I partecipanti sono stati coinvolti nella costruzione di un'opera editoriale, entrando in contatto con le diverse fasi che portano alla realizzazione di un libro: dalla produzione dei contenuti alla scelta del linguaggio visivo, dall'impaginazione ai materiali e alla stampa.

La direzione pedagogica è stata affidata a Elena Ramondetti, pedagogista e arteterapeuta, mentre la direzione artistica e l'impaginazione editoriale sono state curate da Lorenzo Zoppi, graphic designer specializzato in editoria.

"Il valore di un progetto educativo – spiega Elena Ramondetti direttrice della Fondazione Azzoaglio ETS - risiete soprattutto nel percorso che le persone attraversano per realizzarlo. Con 'Parole Latitanti' e 'L'Attesa' abbiamo voluto mettere al centro la possibilità di esprimersi, di riconoscersi e di costruire significati attraverso i linguaggi dell'arte e della cultura. Nei contesti di fragilità, l'esperienza creativa può diventare uno spazio di consapevolezza, relazione e responsabilità, nel quale ciascuno possa sentirsi parte attiva e non semplice destinatario di un intervento. È questo il principio pedagogico che guida il nostro lavoro".

[Elena Ramondetti a Cuneo in occasione del festival 'Art 27 Expo']

Al percorso ha contribuito anche l'insegnante d'arte Orlando Quinones. Importante, inoltre, la collaborazione con Arti Grafiche Parini, il cui titolare è entrato nell'istituto per proporre una lezione dedicata alla stampa e alla cultura del libro.

In questo modo, le persone detenute non sono rimaste semplici partecipanti a un'attività laboratoriale, ma hanno assunto un ruolo attivo nella creazione dell'opera, diventando esse stesse autrici e contribuendo alla produzione di un oggetto destinato a uscire dall'istituto e a incontrare il pubblico.

[Libro 'Parola latitanti']

È proprio questo uno degli aspetti centrali di 'Parole Latitanti': la possibilità di raccontare il carcere senza limitarsi alla descrizione della detenzione e di riconoscere, attraverso la produzione culturale, la complessità delle persone che lo abitano.

Il libro diventa così uno strumento per affrontare temi come libertà, responsabilità, pena, dignità, pregiudizio, identità e reinserimento, aprendo occasioni di confronto anche fuori dalle mura dell'istituto.

Le presentazioni, le letture, gli incontri nelle biblioteche, nelle scuole e nei circoli culturali stanno trasformando il volume in un punto di partenza per una riflessione pubblica sulla possibilità di cambiare e sulla necessità di guardare alle persone senza identificarle esclusivamente con la condizione in cui si trovano.


 

[Pagine del libro 'Parole latitanti']

Il progetto può coinvolgere anche il mondo delle imprese. Il libro può essere scelto come dono aziendale o omaggio istituzionale, trasformando un gesto di rappresentanza in un'occasione concreta di responsabilità sociale.

La Fondazione può inoltre sviluppare incontri e laboratori per i collaboratori, dedicati alla scrittura autobiografica, al linguaggio, al pregiudizio, ai diversi punti di vista e al rapporto tra cultura, fragilità e inclusione.

[Presentazione del libro Parole latitanti al Teatro Juvarra di Torino]

Venerdì 6 novembre, alle 18,30, Lo Spaccio Bistrò di Saluzzo (piazza Montebello 1) ospiterà la presentazione del volume "Parole Latitanti. L'incontro sarà arricchito da letture di brani per dare corpo e voce alle pagine del libro.

Per ragioni organizzative è gradita la prenotazione, scrivendo a: progetti@fondazioneazzoaglio.com.

[Presentazione Fondazione Azzoaglio e libro 'Parole Latitanti']

"L'ATTESA", TRE ANNI DI FOTOGRAFIA, SCRITTURA E ARTE

Un altro progetto di rilievo è 'L'Attesa', nato all'interno della comunità terapeutica Cascina Piana di Millesimo, in provincia di Savona.

Per tre anni fotografia, scrittura e arte sono diventate strumenti di cura, relazione e crescita, offrendo ai partecipanti la possibilità di raccontarsi attraverso forme espressive diverse e di dare voce alla propria esperienza.

Il percorso ha preso forma in un contesto in cui il tempo, le relazioni e la ricostruzione di un equilibrio personale assumono un significato particolare. Attraverso immagini, testi poetici e riflessioni, i partecipanti hanno potuto esplorare emozioni e vissuti, sperimentando modi differenti per rappresentarsi e per entrare in relazione con gli altri.

[Libro 'L'Attesa']

Da questa esperienza è nato un libro che raccoglie fotografie, testi poetici e pensieri maturati durante il lavoro in comunità.

Ma 'L'Attesa' non si esaurisce nella pubblicazione: il progetto si è trasformato in una mostra fotografica itinerante, in un documentario e in un programma di incontri pubblici e laboratori.

L'intento è portare fuori dalla comunità terapeutica ciò che è stato realizzato al suo interno, permettendo alle opere di raggiungere nuovi luoghi e pubblici differenti.

La prima esposizione è stata presentata al Festival Art.27 di Cuneo, dall'11 al 13 settembre scorso, con la possibilità di acquistare il libro e partecipare a visite guidate condotte dagli stessi protagonisti del progetto.

[Pagine del libro 'L'Attesa']

Tra le tappe previste figurano Savona, all'inizio del 2027, e Borgata Paraloup (nel comune di Rittana, in Valle Stura in provincia di Cuneo) dove è programmata una mostra diffusa accompagnata dalla presentazione del documentario.

La partecipazione diretta delle persone coinvolte rappresenta un elemento importante dell'iniziativa: non soltanto soggetti di un percorso terapeutico, ma protagonisti di una narrazione che può essere condivisa con la comunità.

La fotografia e la scrittura diventano così strumenti per riconoscere risorse personali, dare forma alle esperienze e costruire nuove possibilità di relazione.

Anche in questo caso, la produzione culturale ha una ricaduta concreta. Il volume è disponibile in edizione limitata e ogni copia acquistata contribuisce a finanziare nuovi progetti educativi e culturali promossi dalla Fondazione Azzoaglio ETS.

Il sostegno può arrivare anche attraverso donazioni, sponsorizzazioni delle tappe espositive, acquisto di copie da destinare a collaboratori e clienti, contributi alla produzione del documentario e finanziamento di nuovi laboratori artistici.

Per le aziende, diventare partner significa affiancare il proprio nome a un progetto che mette al centro dignità, inclusione e responsabilità sociale. La collaborazione può essere costruita su misura e comprendere iniziative dedicate ai dipendenti, visite guidate alla mostra e laboratori sulla creatività, la comunicazione e il benessere personale.

SCUOLE, GIOVANI E FORMAZIONE: IMPARARE ATTRAVERSO L'ESPERIENZA

L'attività della Fondazione si estende anche alle nuove generazioni, con percorsi rivolti a bambini, adolescenti e giovani. Le iniziative affrontano temi che spaziano dalla creatività alla scrittura, dall'educazione emotiva all'inclusione, fino all'educazione finanziaria, alla prevenzione delle frodi e alla cybersecurity.

[Fondazione Azzoaglio per i giovani]

L'approccio privilegia la partecipazione: i ragazzi non sono chiamati soltanto ad ascoltare, ma a sperimentare, produrre, discutere e interrogarsi sulle conseguenze delle proprie scelte. Scrittura, narrazione e attività collaborative diventano occasioni per allenare l'ascolto, la capacità di comunicare, il pensiero critico e la responsabilità.

La formazione riguarda anche il mondo del lavoro. Attraverso l'Academy, la Fondazione propone percorsi rivolti alle imprese e alle organizzazioni, con l'intento di collegare lo sviluppo delle competenze professionali alla crescita delle persone.

[Erica Azzoaglio, presidente del Banco Azzoaglio e vicepresidente della Fondazione Azzoaglio ETS, riceve la Menzione Speciale per il Premio ABI 'Diversità e Inclusione']

Tra le iniziative figurano Azzoaglio Best Education, avviata nel 2022, e l'Istituto Archè a Mondovì, fondato nel 2021.

L'attenzione educativa si traduce inoltre in attività rivolte alle persone anziane e alle strutture residenziali.

Nelle Rsa, arte, memoria e narrazione possono diventare strumenti per favorire la relazione, il riconoscimento personale e la partecipazione.

Quando possibile, i progetti mettono in contatto generazioni e realtà differenti, creando occasioni di scambio tra anziani, studenti e persone coinvolte in altri percorsi della Fondazione, compresi quelli realizzati negli istituti penitenziari.

COMUNITÀ TERAPEUTICHE E FRAGILITÀ: DARE SPAZIO ALLE PERSONE

Un altro ambito di intervento riguarda le comunità terapeutiche, socio-educative e psichiatriche. Qui la Fondazione sviluppa percorsi che possono comprendere scrittura, fotografia, arteterapia, narrazione, murales comunitari e altre pratiche espressive.

Il valore di queste attività non risiede soltanto nel risultato finale, ma soprattutto nel processo: scegliere, collaborare, comunicare, riconoscere le proprie risorse e sperimentare forme di espressione personale.

L'esperienza artistica può offrire uno spazio nel quale la persona venga riconosciuta al di là delle difficoltà che sta affrontando, favorendo autonomia e relazione.

La stessa impostazione attraversa i progetti realizzati negli istituti penitenziari, nelle scuole e negli altri contesti sociali.

Ogni intervento viene costruito in rapporto alle persone coinvolte e alle caratteristiche del luogo, utilizzando strumenti differenti in base agli obiettivi educativi.

LA CULTURA COME RESTITUZIONE AL TERRITORIO

Per la Fondazione Azzoaglio ETS, un progetto non si conclude necessariamente con la fine di un laboratorio. La documentazione e la restituzione pubblica sono considerate parti integranti del percorso: libri, cataloghi, documentari, cortometraggi, fotografie, mostre, interviste e contenuti digitali consentono di dare forma all'esperienza e condividerla con altri.

È ciò che accade con 'Parole Latitanti' e 'L'Attesa': due iniziative differenti per contesto e linguaggio, ma accomunate dalla volontà di far dialogare realtà che spesso restano ai margini della vita pubblica.

[Evento di presentazione del libro 'Parole Latitanti' a Fossano]

In un caso il libro nasce dal lavoro con persone detenute; nell'altro, fotografie e testi raccontano un'esperienza maturata in una comunità terapeutica.

Entrambi i progetti dimostrano come la produzione culturale possa creare occasioni di incontro, offrire nuovi punti di vista e contribuire a ridurre distanze e pregiudizi.

La Fondazione può essere sostenuta attraverso erogazioni liberali, contributi destinati a progetti specifici, fornitura di materiali, servizi professionali, volontariato, messa a disposizione di spazi e acquisto di pubblicazioni o percorsi formativi.

[Mostra_Leica_Art27_Cuneo]

Le donazioni possono beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per gli enti del Terzo settore, secondo i requisiti e i limiti stabiliti dalla normativa vigente.

Il percorso del Banco Azzoaglio si intreccia così con un impegno sociale che punta a generare opportunità nei territori in cui opera.

Un lavoro che passa dalla formazione alla cultura, dal sostegno alle persone fragili alla collaborazione con le imprese, mantenendo al centro un principio: creare occasioni perché le persone possano esprimersi, acquisire consapevolezza e partecipare alla vita collettiva.


 [La sede centrale del Banco Azzoaglio a Ceva]

Anna Maria Parola

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