Attualità - 04 novembre 2026, 06:12

A Cortemilia gli studenti recuperano biciclette per i lavoratori delle vigne

All'Istituto Cillario Ferrero un progetto di 30 ore tra ciclofficina, sicurezza stradale e scoperta dell'Alta Langa. Il docente Giuseppe Nacca: “Abbiamo trattato il tema della bicicletta a 360 gradi”

Una bicicletta da smontare e rimontare, un itinerario da costruire, un territorio da scoprire pedalando. E la possibilità di dare una seconda vita ai mezzi recuperati, destinandoli ai lavoratori migranti impiegati nelle vigne. Sono le diverse dimensioni di “Alfabetizzazione alla bicicletta”, il progetto che ha coinvolto 28 studenti della sede di Cortemilia dell'IISS Piera Cillario Ferrero in un percorso di 30 ore dedicato alla mobilità sostenibile, alla conoscenza dell'Alta Langa e al valore sociale delle due ruote.

L'iniziativa, inserita nel progetto scolastico “Sport e Avventura”, è nata da un'idea di Fabrizio Gallo, titolare di Alta Langa by Bike e ideatore e coordinatore della Ciclovia della Pietra per il Comune di Bergolo, di cui l'istituto è partner. Il concetto di alfabetizzazione alla bicicletta ha preso forma durante l'Ecofestival 2026, in una giornata dedicata alla mobilità sostenibile che Gallo aveva organizzato con quattro esperti del settore e il patrocinio della FIAB. Da quell'esperienza è nata la proposta di un percorso formativo, sviluppata insieme alla scuola attraverso il PON, per offrire ai ragazzi competenze che vanno dalla manutenzione alla sicurezza, fino al cicloturismo.

Ad accompagnare gli studenti sono stati lo stesso Gallo, esperto esterno e progettista delle attività, e Giuseppe Nacca, docente di lettere e tutor interno dell'istituto, oltre che autore di una guida cicloturistica dedicata alle Langhe. La proposta ha affrontato la bicicletta non soltanto come mezzo di trasporto o strumento sportivo, ma come occasione per acquisire competenze, sviluppare autonomia e imparare a osservare il territorio da una prospettiva differente.

“Abbiamo trattato il tema della bicicletta a 360 gradi”, ha spiegato Nacca. Il percorso ha intrecciato attività pratiche, conoscenze tecniche e momenti di approfondimento, passando dalla manutenzione dei mezzi all'orientamento, fino alla progettazione di itinerari cicloturistici.

Il primo laboratorio, della durata di otto ore, è stato dedicato alla ciclofficina. Gli studenti hanno smontato le biciclette e le hanno successivamente rimontate, confrontandosi con il funzionamento dei componenti e con le operazioni necessarie per rimettere in uso un mezzo. Dalla regolazione dei freni e del cambio al controllo degli pneumatici, dalla manutenzione della catena alla sostituzione della camera d'aria, il lavoro ha permesso ai ragazzi di acquisire conoscenze pratiche utili anche nella vita quotidiana.

L'esperienza ha assunto una dimensione sociale, grazie alla collaborazione con Fulvio Silvestri, il “ciclonarratore” dell'officina La Pop di Alba. Le biciclette recuperate potranno infatti essere destinate ai lavoratori migranti occupati nei vigneti, offrendo loro un mezzo utile per gli spostamenti quotidiani. Un modo per collegare quanto appreso a scuola con una necessità concreta del territorio, dove le distanze tra i centri abitati e i luoghi di lavoro possono rendere complessa la mobilità.

La conoscenza della bicicletta è stata poi affrontata attraverso la sicurezza stradale e gli strumenti digitali. I ragazzi hanno approfondito le regole della circolazione e i comportamenti da adottare quando ci si muove in gruppo, imparando anche a utilizzare GPS, mappe e applicazioni come Komoot e Garmin. Non soltanto scegliere una strada, dunque, ma leggere una traccia, valutare le difficoltà di un itinerario e individuare soste e servizi utili a chi lo percorre.

“Abbiamo fatto anche orientamento, GPS, le tracce Komoot, Garmin, cioè tutto il tema della mappa, della traccia, studiare un itinerario”, ha raccontato Nacca, sottolineando come il lavoro abbia permesso di affrontare la bicicletta anche come strumento di autonomia e conoscenza.

Una delle esperienze più significative è stata l'uscita di otto ore sulla Ciclovia della Pietra, lungo un itinerario che da Cortemilia ha raggiunto Bergolo, per poi rientrare attraverso Levice. Una giornata che ha permesso di trasferire sul campo le conoscenze acquisite, confrontandosi con il paesaggio dell'Alta Langa, le sue strade e le opportunità offerte dal turismo lento.

“Abbiamo organizzato un'uscita pratica con le biciclette da otto ore sulla Ciclovia della Pietra: da Cortemilia siamo arrivati fino a Bergolo e siamo riscesi passando da Levice”, ha spiegato il docente.

Proprio da questa esperienza è nato un ulteriore lavoro: la progettazione di un itinerario cicloturistico con partenza da Cortemilia, sviluppato dagli studenti anche attraverso attività individuali. “Loro hanno iniziato a lavorare a un itinerario, un possibile itinerario tra l'Alta Langa e le Langhe, con partenza da Cortemilia”, ha raccontato Nacca. I ragazzi hanno individuato punti di interesse, fontane, possibili stazioni di ricarica per le biciclette elettriche e altre informazioni utili alla costruzione di un percorso. Un esercizio che ha richiesto di guardare al territorio non soltanto come a uno spazio da attraversare, ma come a un insieme di luoghi, servizi e caratteristiche da conoscere e raccontare.

È qui che il progetto incontra anche il lavoro culturale di Giuseppe Nacca, autore di Il diritto di sudare la bellezza, una guida cicloturistica dedicata alle Langhe. Il titolo esprime una particolare idea del viaggio in bicicletta: la fatica del percorso non rappresenta soltanto uno sforzo fisico, ma diventa parte dell'esperienza di scoperta. Le salite, le soste e il tempo necessario per raggiungere una destinazione permettono di avvicinarsi al paesaggio e di cogliere dettagli che altri modi di viaggiare rischiano di lasciare sullo sfondo.

Nacca ha portato questa sensibilità anche nelle attività scolastiche, dedicando spazio allo storytelling del territorio. “Abbiamo fatto un po' di storytelling del territorio, approfittando anche del fatto che io l'anno scorso ho scritto un libro che è una guida cicloturistica sulle Langhe”, ha raccontato. Accanto agli aspetti tecnici della mobilità, i ragazzi hanno così potuto confrontarsi con il racconto dei luoghi attraversati e con il ruolo che il cicloturismo può avere nella valorizzazione dei piccoli centri dell'Alta Langa.

Il corso ha aperto inoltre una finestra sulle esperienze professionali legate al mondo della bicicletta. Tra gli ospiti è intervenuto Claudio Castelli, originario di Cortemilia e legato a BAM Cicli, realtà specializzata nella produzione di telai in bambù. Il suo contributo ha consentito di affrontare il tema dei materiali e delle possibilità di innovazione sostenibile nella costruzione delle biciclette.

La realizzazione dell'iniziativa è stata possibile anche grazie al supporto del Comune di Bergolo, attraverso i progetti “Bici in Comune” e “Piemonte per i giovani”. Hanno inoltre collaborato l'associazione Vagamondo, New Wellness Education APS e Noau officine culturali, nell'ambito del progetto “Crash It”.

Il percorso si è concluso giovedì 29 ottobre con la restituzione delle attività svolte, un appuntamento al quale erano stati invitati il sindaco di Cortemilia Marco Zunino, rappresentanti dell'Arma dei carabinieri e gli studenti delle classi terze della scuola media di Cortemilia.

d.v.