Nasce a Monforte d'Alba, nel cuore delle Langhe, la Fondazione Vezza, la nuova istituzione fondata da Sandra e Charley Vezza e diretta da Flavio Del Monte che intreccia arte contemporanea, natura e paesaggio, dando vita a un luogo di scoperta, incontro e meraviglia.
La Fondazione prende forma sul Colle San Pietro, in un luogo nel quale la natura e la presenza umana hanno scritto, nel corso di oltre mille anni, una storia di trasformazioni. Inscritto nei vigneti che disegnano il paesaggio delle Langhe, il colle custodisce un bosco che ha conservato il proprio carattere naturale in un territorio profondamente modellato dall'uomo. Sulla sua sommità si trovano le rovine dell'antico Monastero di San Pietro, la cui prima attestazione risale al 1014.
È qui che Sandra e Charley Vezza hanno scelto di dare forma a un progetto che nasce innanzitutto dal desiderio di prendersi cura di un luogo e renderlo accessibile alle persone, preservandone l'identità e accompagnandone una nuova stagione di vita.
La Fondazione nasce da una sensibilità maturata nel tempo, da un rapporto profondo con le Langhe e da un gusto che appartiene alla storia e alla visione della famiglia Vezza. Un gusto inteso più che come semplice preferenza estetica, come vero e proprio alfabeto visivo, un lessico familiare, capace di orientare le scelte, riconoscere affinità, immaginare accostamenti e guidare il dialogo con gli artisti. È questa sensibilità a dare coerenza a un progetto nel quale l'arte contemporanea entra in rapporto con il paesaggio senza sovrapporsi alla sua identità.
La Fondazione Vezza vuole essere prima di tutto un luogo da vivere. Un invito a trascorrere del tempo all'aperto, a camminare nel bosco, a seguire i sentieri, a osservare il mutare della luce e delle stagioni, a scoprire le tracce della storia e a lasciarsi sorprendere dall'incontro con un'opera d'arte. Un'esperienza pensata per le persone, per le famiglie, per chi conosce l'arte contemporanea e per chi vi si avvicina per la prima volta.
La meraviglia è una delle chiavi di questo progetto: quella che appartiene allo spettacolo della natura e quella che può nascere, inaspettatamente, dall'incontro con lo sguardo di un artista.
La Fondazione nasce come progetto aperto, in divenire: il suo sviluppo sarà progressivo, attraverso un dialogo continuo con artisti italiani e internazionali invitati a immaginare interventi in relazione al luogo. Ogni anno uno o più artisti saranno chiamati a confrontarsi con il Colle San Pietro, con il suo bosco, i suoi sentieri, le preesistenze architettoniche e la sua storia. Nell'arco di circa dieci anni, le opere contribuiranno a dare forma a un percorso destinato a crescere e trasformarsi, senza perdere il carattere originario del luogo.
SETTEMBRE 2027: LE PRIME OPERE
La Fondazione Vezza inaugurerà a settembre 2027, nell'anno di Alba Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2027, contribuendo ad arricchire il programma culturale del territorio con una nuova istituzione dedicata alla produzione artistica contemporanea.
Per il suo primo anno, la Fondazione presenterà due opere, nate dal dialogo con Kathleen Ryan (Los Angeles, 1984) e Alessandro Pessoli (Cervia, 1963). Saranno i primi incontri tra arte e paesaggio di un percorso destinato a svilupparsi negli anni, secondo un'idea di crescita graduale e di attenzione costante al luogo.
UNA FONDAZIONE RADICATA NELLE LANGHE, APERTA AL MONDO
A tradurre la visione dei fondatori in un progetto culturale è Flavio Del Monte, scelto da Sandra e Charley Vezza per dirigere la nuova istituzione e accompagnarne lo sviluppo artistico. La sua direzione si muoverà tra il profondo radicamento nelle Langhe e una prospettiva internazionale, attraverso un programma che farà del dialogo con gli artisti uno dei propri elementi distintivi.
L'invito rivolto agli artisti non sarà quello di collocare semplicemente un'opera in un luogo, ma di conoscerlo, attraversarlo, comprenderne le caratteristiche e immaginare come il proprio linguaggio possa incontrarlo. Un dialogo aperto, nel quale la libertà della ricerca artistica e la sensibilità che anima la Fondazione possano trovare nuove e inattese corrispondenze. Ne nascerà un percorso artistico riconoscibile, espressione di una visione precisa ma capace di accogliere linguaggi, generazioni e provenienze differenti.
IL BOSCO: PRENDERSI CURA DI UN LUOGO
La collina di San Pietro si trova all'interno di uno dei paesaggi vitivinicoli più conosciuti al mondo. I suoi versanti sono circondati da vigneti, prevalentemente coltivati a Nebbiolo destinato alla produzione di Barolo, e appartengono al cru Bricco San Pietro, nel territorio riconosciuto dall'UNESCO come parte dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato. In questo contesto, dove la mano dell'uomo ha definito nei secoli un paesaggio agricolo di straordinaria riconoscibilità, il bosco del Colle San Pietro rappresenta una presenza singolare: uno spazio nel quale la vegetazione ha potuto svilupparsi secondo dinamiche proprie, conservando una dimensione naturale che contrasta con la geometria ordinata dei vigneti circostanti.
La scelta della famiglia Vezza è stata quella di partire da ciò che il luogo già possiede, riconoscendone il valore prima di immaginarne la trasformazione.
La collina è stata così oggetto di un articolato lavoro di conoscenza e studio architettonico, archeologico e botanico, finalizzato a comprendere le caratteristiche del bosco, la vegetazione, le testimonianze storiche e le relazioni tra le diverse componenti del territorio.
La Fondazione nasce dunque anche come progetto di cura e di attenzione verso un patrimonio naturale e storico, con l'intenzione di renderlo percorribile e accessibile senza comprometterne il carattere. Il bosco, i sentieri, gli alberi e le rovine non costituiscono uno scenario predisposto per l'arte, ma sono i protagonisti di un'esperienza che le opere contribuiranno ad arricchire. Si potrà passeggiare, sostare, osservare, ritornare. Scoprire qualcosa di diverso a ogni visita, secondo il ritmo delle stagioni e la propria curiosità. L'incontro con l'arte potrà avvenire lungo il cammino, talvolta inatteso, come una presenza capace di aggiungere una nuova prospettiva alla bellezza del paesaggio.
È questa dimensione di libertà, accoglienza e scoperta a caratterizzare la Fondazione Vezza: un luogo nel quale l'arte contemporanea diventa parte di un'esperienza condivisa, senza richiedere conoscenze preliminari e senza rinunciare alla qualità della ricerca artistica.
SAN PIETRO: UNA STORIA DI TRASFORMAZIONI
La storia del Colle San Pietro attraversa oltre mille anni. La prima attestazione documentaria della cellam Sancti Petririsale al 1014, quando una bolla di papa Benedetto VIII ne registra l'esistenza. Nel XIII secolo San Pietro e San Giovanni risultano collegati all'abbazia di Ferrania; nel 1458 i beni passano al Vescovado di Alba e successivamente entrano nel patrimonio del Seminario. Tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento il complesso viene probabilmente restaurato e trasformato in residenza estiva episcopale. Dopo una lunga fase prevalentemente agricola e diversi passaggi di proprietà, tra il XIX e il XX secolo il complesso conosce un progressivo declino. Nel 1919 la cappella, ormai desacralizzata, viene documentata come «diruta» e nel corso del secolo scorso l'abbandono trasforma progressivamente San Pietro nel rudere giunto fino a noi.
La Fondazione Vezza apre oggi un nuovo capitolo nella storia di questo luogo, attraverso un intervento che intende rispettarne le stratificazioni, custodirne le testimonianze e accompagnarne la trasformazione. Il progetto di restauro e consolidamento delle rovine è affidato all'architetto Salvatore Simonetti e allo studio Simonetti Architettura, già impegnati nel recupero dei Castelli di Cannero sul Lago Maggiore e nel restauro della pavimentazione lapidea della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
L'inaugurazione del 2027 segnerà così l'avvio di una storia nella quale la cura del territorio, la visione della famiglia Vezza e il punto di vista unico degli artisti contribuiranno a costruire, nel tempo, un'esperienza sempre nuova, a disposizione delle persone.
La Fondazione Vezza desidera ringraziare: Comune di Monforte, Comune di Milano, Galleria d'Arte Moderna Milano, Amici della GAM Milano - ETS, Gagosian Gallery, Karma.