Politica - 05 novembre 2026, 08:08

Carenza di medici di base nelle Valli Po, Bronda e Infernotto: Sacchetto (FdI) porta il caso in Regione

Il consigliere regionale chiede un tavolo tra Giunta, Asl CN1 e sindaci per valutare l'ipotesi di una Casa della Comunità itinerante. La risposta il 10 novembre

Il Consigliere regionale di Fratelli d'Italia Claudio Sacchetto ha presentato un'interrogazione a risposta immediata alla Giunta regionale per affrontare le criticità legate alla carenza di Medici di Medicina Generale nelle Valli Po, Bronda e Infernotto, richiedendo l'attivazione di un tavolo operativo tra Regione Piemonte, ASL CN1 e Amministrazioni comunali, come proposto dai primi cittadini, la risposta della Giunta regionale arriverà nella seduta del 10 novembre del Consiglio regionale.

Il tema è stato portato all'attenzione del territorio attraverso il comunicato congiunto sottoscritto dai Sindaci dei Comuni delle Valli Po, Bronda e Infernotto, che hanno rappresentato con senso di responsabilità le difficoltà delle rispettive comunità, manifestando piena disponibilità a collaborare con l'ASL e la Regione, anche mettendo a disposizione locali e supporto logistico.

"Desidero innanzitutto riconoscere e sottolineare l'impegno dell'Assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, della Direzione dell'ASL CN1 e del Distretto di Saluzzo, che stanno affrontando una situazione complessa, cercando di garantire risposte ai cittadini e di individuare medici disponibili a coprire gli incarichi vacanti, l'attivazione di modalità temporanee di accesso alle Case della Comunità di Saluzzo e Verzuolo rappresenta una risposta concreta a un'emergenza che non può essere sottovalutata, è importante valorizzare il lavoro già svolto e proseguire lungo un percorso di collaborazione istituzionale, ai Sindaci va il mio ringraziamento per aver scelto di affrontare insieme una questione che supera i confini dei singoli Comuni e riguarda il diritto alla salute di un'intera area, la loro disponibilità concreta e il dialogo costante con il Distretto di Saluzzo costituiscono una risorsa importante per individuare soluzioni condivise", dichiara Sacchetto.

Tra le ipotesi da approfondire figura quella di una Casa della Comunità itinerante, attraverso una diversa distribuzione territoriale di alcuni turni medici attualmente concentrati nelle sedi di Saluzzo e Verzuolo, prevedendo presenze periodiche anche nei Comuni della media e alta Valle Po e dell'Infernotto. Una soluzione da valutare con la Direzione dell'ASL CN1, nel rispetto delle disponibilità di personale e dell'organizzazione dei servizi, anche grazie ai locali che le Amministrazioni comunali hanno già offerto.

"L'obiettivo non è mettere in discussione quanto è stato fatto, ma valorizzarlo e individuare ulteriori possibilità organizzative, credo sia utile riunire attorno allo stesso tavolo l'Assessore Riboldi con la sua struttura, la Direzione dell'ASL CN1, il Distretto di Saluzzo e i Sindaci del territorio, veri e propri baluardi Istituzionali e operativi. La montagna presenta caratteristiche geografiche e demografiche specifiche e richiede un'attenzione particolare nell'organizzazione dei servizi, portare, dove possibile, una parte dell'assistenza più vicino ai cittadini significa dare una risposta concreta soprattutto agli anziani e alle persone più fragili, sono convinto che, attraverso il confronto e la collaborazione tra tutti i livelli istituzionali, sia possibile migliorare ulteriormente la risposta sanitaria territoriale. Nella seduta di martedì 10 novembre avremo la risposta all'interrogazione depositata grazie all'intervento dei Sindaci del territorio", conclude Sacchetto.

cs