Politica - 05 novembre 2026, 14:36

Infernotto senza medici e case di comunità che fanno acqua, Calderoni (Pd): "Oltre al danno, la beffa. Cirio e Riboldi abbandonano i territori"

Il consigliere regionale dem denuncia la mancanza del sostituto dopo la cessazione del dottor Gerbaldo: "Vivere in una valle o in un piccolo Comune non può significare avere meno diritti e, addirittura, dover percorrere chilometri per tornare a casa senza aver ricevuto assistenza"

Gli interni della casa di comunità di Verzuolo

"Quello che sta accadendo nell’Infernotto è inaccettabile".  La denuncia arriva dal consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni: "Dal 26 ottobre – spiega –, con la cessazione dell’attività del dottor Gerbaldo, un’intera comunità è rimasta senza medico di famiglia e, ad oggi, non è stato ancora individuato un sostituto. Ma oltre al danno si è aggiunta la beffa. L’Asl ha indicato le Case di Comunità di Saluzzo e Verzuolo come soluzione temporanea per le necessità indifferibili. Eppure, alcuni cittadini che hanno seguito tali indicazioni segnalano di aver trovato operatori addirittura privi dei dispensari necessari per effettuare prescrizioni. Sono quindi tornati a casa senza aver potuto usufruire del servizio sostitutivo". 

"A ciò – continua l'esponente dem – si aggiunga che la Casa di Comunità di Verzuolo fa letteralmente acqua, nel senso che si allaga a ogni temporale, nonostante lavori di riqualificazione per oltre 1 milione di euro! Siamo di fronte a un paradosso: prima si lascia un territorio senza medici di famiglia, poi si indica una soluzione alternativa che non è in grado di garantire nemmeno le prestazioni essenziali".

"La responsabilità politica – prosegue Calderoni – chiama direttamente in causa la Giunta Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi. Le aree interne, montane e periferiche dovrebbero essere quelle maggiormente tutelate, perché più esposte allo spopolamento e alle difficoltà di accesso ai servizi.  Chiediamo alla Regione e all’assessore Riboldi un intervento immediato per garantire un presidio medico temporaneo realmente operativo e tempi certi per il ripristino della medicina generale nell’Infernotto. Il diritto alla salute non può dipendere dal Cap di residenza. Vivere in una valle o in un piccolo Comune non può significare avere meno diritti e, addirittura, dover percorrere chilometri per tornare a casa senza aver ricevuto assistenza".