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Cronaca | 14 dicembre 2010, 22:20

Gravissimo fatto di sangue a Borgo San Dalmazzo: uccide l'ex compagna e si toglie la vita

Il fatto in serata in via Tevere 27. L'uomo ha scaricato l'intero caricatore, tranne un colpo che ha tenuto per suicidarsi, sul corpo della vittima. I vicini: "Sembrava di assistere ad una scena di un film".

Nel fotoservizio di Francesco Ameglio l'appartamento dove è avvenuto l'omicidio-suicidio, la finestra rotta, le supellettili cadute ed i soccorsi (© Francesco Ameglio)

Nel fotoservizio di Francesco Ameglio l'appartamento dove è avvenuto l'omicidio-suicidio, la finestra rotta, le supellettili cadute ed i soccorsi (© Francesco Ameglio)

Gravissimo fatto di sangue questa sera a Borgo San Dalmazzo. Erano da poco passate le 20.30 quando un uomo, Franco Ruffinengo, 55 anni, residente a Carmagnola, si è presentato presso l'abitazione della donna con la quale aveva avuto una relazione, Vincenzina D'amico, 52 anni, di Borgo San Dalmazzo. L'alloggio si trova al primo piano di una serie di villette a schiera nel quartiere di Gesù Lavoratore. Il Ruffinengo, che sembra abbia atteso tutto il giorno sotto casa e nei dintorni dell'abitazione il rientro della ex compagna, è riuscito ad entrare nell'appartamento sparando un colpo di pistola alla finestra, mandandola in frantumi.

"Non c'è stato praticamente tempo di iniziare la lite - racconta il capitano Giuseppe La Torre, comandante della stazione dei Carabinieri di Borgo San Dalmazzo - Franco Ruffinengo ha immediatamente messo in atto il suo diabolico piano, che comprendeva unicamente l'eliminazione della donna ed il suo suicidio". Vincenzina D'amico, intuite le intenzioni del compagno, ha provato a scappare uscendo sul balcone, dalla parte posteriore dell'appartamento, ma a quel punto l'uomo l'ha inseguita sparando, scaricando l'intero caricatore, tranne un colpo, sul corpo della vittima. Il cadavere di Vincenzina Damico è rimasto tra la ringhiera ed il pavimento. A quel punto, l'uomo ha completato il piano puntandosi la pistola alla tempia e, facendo fuoco, si è tolto la vita.

Inimmaginabile la grande paura provata dai vicini di casa, che hanno assistito alla scena: "Sembrava di essere in un film - ci ha raccontato un vicino della D'amico - abbiamo sentito una raffica di spari, delle grida, vetri che andavano in frantumi, cose che cadevano a terra. Solo quando tutto è cessato siamo usciti a vedere cosa stava succedendo, trovandoci di fronte ad una scena terribile. A quel punto abbiamo chiamato i carabinieri, che sono intervenuti tempestivamente".

La chiamata alla centrale del 118, infatti, è giunta alle 20,38. Immediatamente sono convogliate sul posto gazzelle dei carabinieri, della polizia, oltre alle ambulanze del 118. Purtroppo, però, non c'era più nulla da fare, nè per la D'amico, nè per il suo assassino. Sul posto stanno ancora operando le forze dell'ordine per i rilievi, mentre i medici del 118 stanno dando conforto, anche con farmaci, ad alcuni vicini particolarmente provati dalla tragica esperienza. Resta ora da capire quale sia stata la causa che ha scatenato tale odio nell'uomo, ma soprattutto perchè deteneva una pistola che, pare, abbia comprato oggi stesso.

Cesare Mandrile

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