Il Museo en plein air “Santi del Popolo” - opera di un piccolo comune montano di meno di 200 anime che, a detta di molti, se fosse stata realizzata nei comuni più a valle avrebbe forse contato molti più visitatori del 15.286 registrati nell’intero anno 2013 - è ormai nella storia di Casteldelfino
Dal 22 luglio 2012, giorno della sua inaugurazione con la partecipazione del vescovo di Saluzzo monsignor Giuseppe Guerrini che aveva “accontentato” il sindaco Domenico Amorisco solo con una benedizione delle statue e non con la celebrazione della Messa, il Museo “Santi del Popolo” – lamenta il primo cittadino – “è stato completamente ignorato dai sacerdoti della locale parrocchia Santa Margherita. La celebrazione della Santa Messa, in occasione della inaugurazione del monumento Monvisino svoltasi ad agosto dell’anno scorso al piano rialzato del museo, è stata addirittura impedita ad altro parroco dichiaratosi disponibile ad officiare perché, motivazione ufficiale questa, non era stata richiesta dal sindaco l’autorizzazione ai parroci della locale parrocchia”.
Ed ecco, allora, che in un giorno qualsiasi come può essere il 29 luglio scorso, la colonia dei giovani buschesi di Confine di Sampeyre fatta di una settantina di ragazzi visita il Museo e il parroco don Matteo Monge, responsabile del campo estivo della Cuta nel corso della celebrazione, officia, al suono delle due chitarre e dei canti liturgici dei giovani, la prima Santa Messa sul piazzale del Museo en plein Air “Santi del Popolo” davanti alle statue dei 12 Santi.
“La storia corregge sempre quelli che, a mio avviso, sono gli errori che si commettono. Ringrazio don Matteo per questa prima Messa al museo che riconquista nella fede e devozione credenti cristiani e cattolici”: queste le parole di Amorisco giunto quasi per caso sul posto, a celebrazione in corso.