Lo scorso 23 marzo la Bottero di Trana, storica azienda della Val Sangone che produce macchine per la molatura del vetro, aveva dichiarato 48 esuberi su un organico di 118 addetti.
Questa settimana sono attesi provvedimenti analoghi anche nello stabilimento principale, quello di Cuneo, dove lavorano all'incirca 600 persone. Si prospetta oltre un centinaio di esuberi. Se ne discuterà giovedì mattina presso l'azienda di via Genova, dove i vertici dell'azienda incontreranno i delegati sindacali.
Azienda leader del settore delle macchine per la molatura del vetro, da tempo in difficoltà, procederà probabilmente con un licenziamento collettivo, in base ai reparti. I dipendenti sarebbero già stati informati e sarebbero i cosiddetti indiretti, cioè quelli non direttamente produttivi, a rischiare maggiormente.
Sulla questione interviene Barbara Tibaldi, segretaria provinciale della Fiom Cgil. "Tagliare sul personale è come tagliare sulla bolletta del telefono per risollevare un'azienda - afferma. Ciò che noi chiediamo è un piano industriale. Una riorganizzazione ci può anche stare, ma a fronte di una progettualità per il futuro. E' da due anni che la Bottero fatica a rimanere sul mercato. Che cosa intende fare per il futuro? In mancanza di un progetto questi tagli rischiano di essere un sacrificio sbagliato ma anche inutile. Il nuovo amministratore, arrivato due mesi fa, per ora si sta occupando solo di esuberi, ma non è così che un'azienda può stare sul mercato".
Attendiamo gli sviluppi dei prossimi giorni, quando i sindacati chiederanno all'azienda il numero esatto di esuberi, le ragioni e che cosa intenda fare per risollevarsi e tornare ad essere competitiva.
Intanto, sul sito dell'azienda, alla sezione Lavora con noi compaiono sei posizioni lavorative aperte, in vista di nuove assunzioni.