La notizia della decisione di accorpare l’Istituto Comprensivo di Bagnolo Piemonte a quello di Barge, che negli uffici della scuola pare sia stata appresa, non senza sorpresa, proprio dalle colonne di targatocn, continua ad essere oggetto di discussioni e polemiche. Nel giorni immediatamente scorsi la stragrande maggioranza dei giornali locali ha dato ampio spazio al provvedimento, adottato ufficialmente dalla Giunta provinciale, nel solco tracciato normativa regionale che fissa in 600 sia il numero minimo degli alunni delle autonomie scolastiche site in territori non montani che il limite per l’attribuzione della titolarità della dirigenza, “presupposto indispensabile quest’ultimo per una gestione didattica ed amministrativa stabile e continuativa nel tempo”.
Va detto, senza che questo sposti un millimetro le cose, che a Bagnolo Piemonte quel numero minimo non è così distante da raggiungere e che forse – o addirittura senza forse – sarebbe bastato che qualcuno (sindaco? dirigente scolastico?) avesse chiesto la creazione di una sezione in più della Scuola dell’Infanzia Statale (alla luce del numero di bambini che sarebbero in lista d’attesa) per salvare capra e cavolo, e soprattutto l’Istituto Comprensivo “Fenoglio”. Tant’è. Inutile piangere sul latte versato e soprattutto pensare a quei bambini, che forse si sono già accasati altrove, magari addirittura nella Scuola dell’Infanzia Paritaria esistente nel paese della pregiata pietra da rivestimento.
Il nuovo Istituto Comprensivo che diventerà operativo il 1 settembre 2013, accoglierà un numero di alunni addirittura superiore – pur se di poco - ai 1400, stando perlomeno ai dati attuali, dalla Scuola dell'infanzia alla Scuola secondaria di primo grado, sui due Comuni, distribuiti in 11 plessi, ma con una analoga utenza un conseguente contesto socio-culturale simile, stante l’altissima presenza, in entrambi, di giovanissimi studenti di nazionalità cinese.
Gli esperti dicono che un Istituto Comprensivo oggigiorno, per funzionare al meglio, deve avere almeno mille alunni. Ma anche che per alunni, famiglie, personale e dirigente è molto meglio l’accorpamento che non la reggenza (al momento l’Istituto di Bagnolo era appunto “retto” dal dottor Nicola Rossetto, dirigente scolastico a Revello) e che un Istituto Comprensivo grande (come quello che andrà insomma a crearsi a Barge) sarà una garanzia di stabilità nel tempo anche il giorno in cui il numero degli alunni stranieri in futuro, oggi altissimo, vista la congiuntura economica dovesse calare.
Certo qualche sacrificio sarà inevitabile. Ma limitato: la sede del nuovo Istituto Comprensivo (e con essa l’ufficio di dirigenza e la segreteria) sorgerà a Barge ed è lì che dovranno trasferirsi quindi le 3 assistenti amministrative, oltre ai genitori, ovviamente, per qualsivoglia pratica di segreteria, mentre gli alunni e tutto il resto del personale continueranno a rimanere nelle attuali sedi. E’ già successo altrove, senza drammi, e succederà ancora.
Le preoccupazioni circa la difficoltà di gestione espresse in questi giorni dalla politica e dai docenti? Toccherà al dirigente scolastico del nuovo Istituto Scolastico di affrontarle. E risolverle.