3.500 abitanti, una piazza che mormora e una casa di riposo nell'occhio del ciclone. Bene Vagienna, dal cuore "glamour" per le sue "Ferie di Augusto", il festival della cultura classica attualmente in corso, è avvolta da luci e ombre sulle dimissioni del presidente della casa di riposo Sergio Perissinotto. Lui il 7 luglio commentava sul profilo Facebook: "Dispiace anche a me, ma non ne potevo proprio più. La cosa che più mi spiace è non avervi salutato di persona, ma avevo paura di essere soprafatto dall'emozione. Spero proprio che chi ha lavorato con me abbia imparato a conoscere la mia onestà. Un C.d.A. che mi accusa perchè difendo i lavoratori, non mi merita! Tutto il C.d.A.!".
Si parla ovviamente del consiglio di amministrazione dell'Infermeria Casa di Riposo, una Istituzione di Assistenza e Beneficenza senza scopo di lucro di diritto Privato. L'Ente è amministrato da un Consiglio di Amministrazione formato da otto membri di cui uno di diritto, il parroco della Collegiata di Bene o da un suo delegato residente nel comune, tre di nomina comunale, uno di nomina della Fondazione della Cassa di Risparmio di Torino, uno di nomina della Associazione Commercianti ed Artigiani di Bene Vagienna, uno di nomina della Associazione di volontariato "Raggi di Bene" e un rappresentante degli ospiti della struttura eletto dai famigliari nel loro interno.
Nel Castello dei Conti Costa di Chieri e nei dintorni, negli ultimi giorni, prevale il tema del gossip all'offerta assistenziale. Il tutto perché il Consiglio di Amministrazione dell’Ente, appena rinnovato, dopo pochi mesi rischia di sgretolarsi. A rassegnare le dimissioni insieme al presidente Perissinotto è stata anche Fiorella Dell'Erba, vicepresidente. Le motivazioni ufficiali di Perissinotto suonano così: "Mi sono dimesso da presidente e da consigliere della "Fondazione Infermeria Casa di Riposo di Bene Vagienna" perché non mi riconosco nelle scelte del nuovo C.d.A. insediatosi a gennaio. Non sono in grado di rappresentare scelte che non condivido. Non voglio entrare nei dettagli per evitare polemiche, anche se si sta gettando fango sul mio operato e sulla mia persona; temo quindi che la vicenda non possa ancora considerarsi conclusa".
Certamente la parola "fine" sarà messa solo tra alcune settimane quando tornerà a riunirsi il consiglio (la data è da destinarsi) e questo accetterà le dimissioni. Continua a targatocn.it il presidente dimissionario: "Al momento posso solo affermare che se dovessi ricominciare, rifarei le stesse cose perchè hanno portato al miglioramento della qualità di vita all'interno della struttura e perchè l'assistenza offerta alle centinaia di ospiti che hanno vissuto presso di noi è stata eccellente, data la grande professionalità delle lavoratrici e lavoratori. E' stata un'ottima occasione per conoscere lo spessore di certa gente e sono felice per le manifestazioni di solidarietà espressemi da persone che stimo e sopratutto dalle lavoratrici/lavoratori, con i quali ho avuto la fortuna di lavorare".
Ma oltre alle dichiarazioni ufficiali e alle situazioni che si chiariranno nelle stanze dei bottoni, le decisioni di Perissinotto hanno di certo suscitato varie reazioni. Rilassatissimo il primo cittadino Giacomo Borra: "Non c'è alcun problema per noi, si eleggerà un altro presidente. Non ci sono questioni politiche sotto, la casa di riposo è un organismo indipendente dalla politica. Il Comune poi nomina 3 membri su 8". Per la piazza, ovvero le voci di corridoio che si raccolgono in paese tra la gente, invece sarebbe proprio quel gruppetto ad aver fatto fronte comune contro il presidente e ad aver spinto anche qualche altro membro verso scelte opposte a quelle di Perissinotto. Ma le voci non sembrerebbero placarsi. Altre fonti darebbero per certa l'esistenza di un successore già designato il cui nome sarebbe da ricercarsi nella Giunta Borra. Insomma, chiacchiere di paese o altro?
Per Aldo Mondino, consigliere di minoranza, si tratta di "Una brutta vicenda in cui viene anteposto un modo di amministrare molto personalistico rispetto al bene e all'interesse pubblico". A rimetterci, per Mondino, è solo la casa di riposo. L'esponente di minoranza per le sue esternazioni precedenti sulla questione, inoltre, è già stato denunciato per diffamazione. "Poi il giudice mi ha prosciolto, ma sono cose spiacevoli".
E i lavoratori e gli assistiti dove sono finiti? "I motivi e le cause della vicenda non li conosco, so che quella casa ha un vissuto travagliato in tema di ristrutturazioni. Se ci sarà un nuovo consiglio dovrà convocarci per capire cosa è necessario fare, già di recente si è passati dal pubblico al privato. La casa di riposo ha sempre tutti i posti occupati e la richiesta è sempre forte, segno che l'assistenza è buona" afferma infine Aurelio Brunetti della UIL.