Saluzzese - 30 marzo 2015, 18:47

Manta: "Il maestro dentro" di Mario Tagliani in presentazione al salone comunale

Grande partecipazione per l'appuntamento con il maestro e le sue esperienze nel carcere minorile

Venerdì 27 marzo si è svolta nel salone comunale di Manta la presentazione del libro “Il maestro Dentro. Trent'anni tra i banchi di un carcere minorile” con l'autore Mario Tagliani.

L'adolescenza è come la Patagonia: splendida, terribile, affascinante. Una terra unica, cercata, attesa. Una terra che ci attrae e che ci respinge”: apre così l'incontro Cetta Berardo, saggista counselor, dando il benvenuto agli oratori e ai numerosi partecipanti introducendo il tema delle periferie esistenziali.

Se un ragazzo si trova in carcere – spiega il maestro Tagliani – è perché la famiglia e la scuola hanno ceduto”. I ragazzi che si siedono davanti a lui hanno gli sguardi del vuoto, non conoscono un tempo normale, non conoscono le regole, il loro è un tempo sgangherato senza adulti di riferimento. Solo il tempo normale ci porta ad affrontare la vita, ad allenarci alla vita, ad avere sicurezze, a crearci un tempo interiore, una coscienza. Per molti di questi ragazzi non c'è spazio in casa, solo nella strada, ma la strada ha leggi diverse, modelli diversi di devianza e sostanza.

Con loro – sottolinea – devi essere maestro non fare il maestro. Il ruolo di un maestro in carcere è quello di portare qualcosa di diverso nella routine quotidiana dei ragazzi, qualcosa di vivo e stimolante, un mondo lontano da quello in cui sono cresciuti. Così le ore di scuola diventano un'isola in quella deriva in cui si trovano, una possibilità, un seme”.

Il carcere, soprattutto quello minorile, è il ricettacolo di situazioni traumatiche, è una dimensione traumatica in sé in cui i ragazzi detenuti vengono inghiottiti. Ma oltre il muro di cinta esiste una classe.

Il muro che circonda il carcere è un'idea che fa male – afferma il maestro Tagliani – perché chi è dentro conosce tutte due le parti, chi è fuori no. Mi sento molto fortunato quando sono con loro, sono ragazzi di profonda umanità, persone che in questi anni mi hanno fatto capire quanto sono stato fortunato, quanto sia bello ed impagabile poter tornare a casa ogni sera dalle stesse persone, sedersi a tavola con la stessa gente, dormire ogni notte nello stesso letto. Quella che può sembrarci insopportabile noia è un privilegio che non riusciamo a capire ed apprezzare fino in fondo”.

Quella del maestro Tagliani e di sua moglie Chiara, ora maestra della sezione giovani adulti dopo la chiusura del carcere minorile femminile, è la testimonianza di un'esperienza unica, un'esperienza di ascolto, un vivere con loro, un crescere insieme a loro.

Ti provocano e sanno come farlo – conclude Tagliani - Se ce la fai, il giorno dopo li ritrovi in classe. Per loro devi essere un punto fermo, devi trasformarti in guida, guardare avanti e farti seguire, perché di noi si fidano e perché è di questo che hanno bisogno”.

La serata è stata organizzata da Arci zonale, Università delle tre età di Manta, l'Associazione Volontari Penitenziari “Liberi Dentro” di Saluzzo con la partecipazione dell'Assessorato alla Cultura di Manta.

Con l’autore sono intervenuti Don Marco Gallo, Biba Bonardi, presidente dell'Associazione Volontari Penitenziari “Liberi Dentro” e la dott.ssa Maria Andolina, educatrice della casa di reclusione «R. Morandi» di Saluzzo.

c.s.