Saluzzese - 19 aprile 2014, 10:24

Parte il georadar alla ricerca dei Marchesi di Saluzzo nella Chiesa di San Giovanni

A fine mese l’avvio della prima fase di ricerca delle sepolture marchionali

Chiesa di San Giovanni, Cappella dei Marchesi di Saluzzo( foto Dario Fusaro)

Primo step verso la ricerca delle sepolture dei Marchesi di Saluzzo nella chiesa di San Giovanni e la riesumazione dei loro resti istologici. Il georadar dovrebbe iniziare il lavoro di mappatura e rilevare la superficie sotto l’edificio, lunedì 28 e martedì 29 aprile, previo il permesso della Soprintendenza.

Prende avvio il progetto presentato dalla Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa, diretta dal professor Gino Fornaciari, nota nel campo delle Scienze biomediche e bioarcheologiche per gli studi condotti su mummie e scheletri del Medioevo e del Rinascimento. Tra questi i sovrani della Corte Aragonese di Napoli e più recentemente i resti scheletrici dei Granduchi di Toscana della famiglia Medici.

Il costo dell’operazione sarà coperto dai 5000 euro elargiti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo.

A più di cinquecento anni dalla morte di Ludovico II ( il 27 gennaio del 1504) il suo scheletro come i resti di altri sei marchesi: Federico I, Tommaso I,  Federico II, Tommaso III, Ludovico I e Gabriele, ultimo marchese di Saluzzo, sepolti in tombe  ancora non individuate, ma presumibilmente nell’area sepolcrale sotto il pavimento della chiesa potrebbero essere scoperte e fornire ulteriori informazioni storiche come di archeologia, antropologia e medicina del passato. 

In questa fase di impiego del georadar che grazie agli ultrasuoni è in grado di descrivere la morfologia sotto la superficie, saranno al lavoro due geofisici pisani supervisionati dall'archeologo Antonio Fornaciari – anticipa Raffaele Gaeta, medico saluzzese  specializzando in Anatomia Patologica, consigliere di maggioranza, promotore dell’iniziativa. “Contiamo di fare tutto in due giorni, anche se il lavoro sarà gravoso in quanto la chiesa è grande e ci saranno da spostare le panche e gli arredi, almeno quelli rimovibili.Lo strumento, il cui impiego è previsto come fase preliminare del progetto,  rileva in tempi veloci, ampie superfici con  elevata risoluzione dei dati. La sottosuperficie di San Giovanni, grazie a questo metodo, potrebbe  restituire immagini di eventuali aree sepolcrali o strutture antropiche. “

L’obiettivo è  infatti ricostruire la storia delle tumulazioni, verificare la presenza di sepolcri e vani sotterranei, misurare la struttura che si sviluppa  sotto la cappella di Ludovico II, riconoscere resti di appartenenti alla famiglia dei Marchesi di Saluzzo.

La fase di ricerca prevede anche la perlustrazione della cripta absidale che è  in attesa di nullaosta da parte della Soprintendenza. Per accedervi è infatti necessario sollevare la botola di marmo cinquecentesco posta davanti al monumento funebre di Ludovico II. In caso di parere favorevole, la rimozione della lastra prosegue Gaeta,  sarà affidata a Paolo Cecchettini, restauratore di materiale lapideo e pitture murali, diplomato all'Opificio delle Pietre Dure a Firenze e quindi con una preparazione  ed un curriculum assolutamente affidabile. 

In caso di ritrovamento dei resti dei resti dei Marchesi, questi potrebbero essere trasportati al Dipartimento di Paleopatologia di Pisa per lo  studio vero e proprio (pulizia, restauro, radiografie, misurazioni e valutazioni antropologiche). La Paleopatolgia consente lo studio di malattie rintracciabili in scheletri e mummie del passato e permette di fornire un quadro  “biologico” di determinate  popolazioni: stato di salute, abitudini alimentari, stili di vita, ambiente. Consente di approfondire lo studio circa l’origine di alcune importanti patologie dell’epoca attuale, come il cancro e l’arteriosclerosi o l’origine e le vie di diffusione di malattie infettive.

Proprio il corpo di Ludovico II, se imbalsamato, potrebbe dare numerose informazioni sulla nostra storia locale.  Gino Fornaciari, è uno dei padri fondatori di questa scienza  e ha condotto esami e autopsie su grandi personaggi della Storia. Tra questi  Cangrande della Scala, il musicista Luigi Boccherini,  Papa Gregorio VII, Sant’Antonio da Padova, S. Zita da Lucca, Ferrante I Re di Napoli, (1431-1494; coevo del marchese di Saluzzo) e Giovanni delle Bande nere.  

I risultati ottenenti con il georadar potrebbe essere utilizzati anche  come base conoscitiva per il progetto di restauro della Chiesa di San Giovanni della Diocesi di Saluzzo. Il progetto  in questione  ha  ottenuto un finanziamento della  Cr Saluzzo di 12 mila euro e che dà  seguito al precedente progetto di ricerca su san Giovanni, sempre della Diocesi saluzzese e del Politecnico di Torino  ( finanziato nel 2010 e 2012).

 

Raffaele Gaeta ( in piedi) in una sessione di studio sui resti di Giovanni delle Bande Nere

Raffaele Gaeta

Gino Fornaciari in una sessione di Studi dui resti di Giovanni delle Bande Nere

Vilma Brignone