- 02 febbraio 2015, 09:01

Casteldelfino, il bucaneve impresso sulla vetrocamera alle spalle di Papa Giovanni Paolo II fa… cadere 30 centimetri di neve

Per la gioia delle stazioni sciistiche di Sampeyre e Pontechianale e della pista per lo sci di fondo del paese

La vetrocamere con il bucaneve collocata alle spalle di San Papa Giovanni Paolo II

Prosegue nella sua fase di completamento  il rivestimento delle vetrocamere con fiori alpini  negli spazi vuoti dietro le statue dei Santi del Museo di arte sacra en plein Air “Santi del Popolo” di Casteldelfino, l’opera fortemente voluta dall’Amministrazione comunale del sindaco Domenico Amorisco che ha meritato, a livello nazionale, anche una citazione nella  rubrica di intrattenimento “Il caffè di Rai Uno”.

Siamo alla terza serie di vetrocamere con l’abbinamento della viola selvatica  alla statua di San Pio da Pietrelcina, dell’arnica  alla statua di San  Francesco d’Assisi e del bucaneve  alla statua del Beato Papa Giovanni Paolo II, ora santificato.

L’installazione è di pochissimi giorni fa – dichiara il sindaco Amorisco -  ed ecco che il bucaneve  abbinato  alla statua del Beato Papa Giovanni Paolo II  compie  quello che posssiamo definire  il “miracolo” di un strano inverno sin ad ora avaro di neve con conseguenziale grave danno all’economia valligiana. Il giorno dopo della sua posa, coincidente con il primo dei tre giorni della Merla, infatti, il Bucaneve questo fiore dalla precoce fioritura solo in mezzo alla neve, in omaggio alla tradizione. ha fatto venir giù una trentina di centimetri di neve permettendo alle stazioni sciistiche di Sampeyre e Pontechianale e allo sci di fondo di Casteldelfino il richiamo di sciatori in passato spesso delusi di sciare sul terreno gelato piuttosto che su piste innevate”.

La terza serie di vetrocamere si aggiunge  prime due serie che avevano visto l’abbinamento  della  Stella alpina alle spalle di uno spazio, per il momento, ancora privo di statua,  del  cardo di argento  alla  statua di San Giovanni Bosco con San Domenico Savio, dell’erba rota  alla statua di San Chiaffredo, del campanellino alla statua di  Sant’Antonio Abate, del “non ti scordar di me”  alla statua di San Giuseppe e del giglio rosso  alla statua di Maria Vergine Immacolata.

Restano ancora cinque vetrocamere da posare per il completamento del Museo con il rivestimento dei fiori alpini: il programma di lavoro prevede  il narciso alle spalle della statua di Santa Chiara, il mortagone alle spalle della statua di San Michele Arcangelo,  la nigritella alle spalle della statua di San Sebastiano,  l’anemone alpino alle spalle della statua di Santa Lucia e  la genziana blu alle spalle del Display info.

R.G.