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Attualità | 09 aprile 2013, 13:04

"Non contiamoci balle, il lupo è l’ultimo dei problemi dei pastori"

Ci scrive la dottoressa forestale Raffaella Zerbetto

"Non contiamoci balle, il lupo è l’ultimo dei problemi dei pastori"

Non contiamoci balle, il lupo è l’ultimo dei problemi dei pastori. Un’economia non valorizzata, un mercato dei formaggi che troppo spesso premia chi produce tanto trassando e non i piccoli produttori che fanno davvero un formaggio di nicchia, dei contributi che vengono dati sulla base del numero di bestie e di superficie a pascolo, sovente senza neanche verificare se questa lo è davvero, e che non premiano certamente chi alleva con passione.

Ecco, questi sono i veri problemi su cui dovrebbero spingere la Coldiretti e queste associazioni di pastori, nel valorizzare il tipico, la filiera corta, nel premiare chi alleva con criterio salvaguardando l’ambiente e non sfruttandolo con eccessivi carichi di bestiame, danneggiando un patrimonio che è di tutti e, in primis, se stessi.

E basta con questo antropocentrismo. I legittimi proprietari della montagna sono gli animali che ci vivono. Noi siamo solo usurpatori e sfruttatori. Soprattutto se gestita come è gestita nella stragrande maggioranza dei casi, lasciando le mandrie incustodite, prendendo contributi per allevamenti che non vengono fatti come dichiarati, sovente su terreni che neanche sono pascoli, usufruendo delle strade e delle strutture fatte per il progetto Raschera senza neanche fare i formaggi (o magari facendoli in valle con fieno acquistato e spacciandolo per formaggio d’alpeggio).

Come sempre tutto ciò a discapito di chi invece alleva con passione e rispetto per l’ambiente, ricordando sempre il nostro essere ospiti di un territorio che va tutelato e sfruttato nel modo giusto, così da poterne usufruire negli anni a venire. Quante volte passeggiando in montagna vi siete incappati in ortiche e spinaci nei dintorni dei gias, sentieramenti e danni alla cotica dovuti a sovraccarichi ecc.

Ritornando ad un articolo che avete pubblicato qualche giorno fa: “La Coldiretti resta sempre della stessa posizione: si scrivano e si facciano tutti i progetti che si ritiene utile fare, ma in quei progetti non bisogna privilegiare il lupo, come si è fatto in passato, ma dare maggior considerazione al ruolo dei pastori, dei malgari e, più in generale, degli agricoltori delle nostre zone montane e pedemontane”. E si, tanto vero che il premio per gli allevatori è stato abolito!!! Qual è il vero fine di tutto questo accanimento verso il perfetto capro espiatorio?

Dott.ssa Forestale Raffaella Zerbetto

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