Al Direttore - 02 novembre 2010, 13:00

Anche l'esposizione della bandiera occitana è incostituzionale

"Se la democratica convivenza si basa su regole condivise, devono essere condivise da tutti al di là di idee, colori preferiti e peferenze politiche"

Egregio Direttore

letto l'articolo "E' incostituzionale marchiare con un simbolo di partito infrastrutture e beni pubblici" di Fabio Panero di Rifondazione Comunista, intendiamo intervenire ricordando che susiste ancora attulamente e da alcuni anni lo stesso vizio di incostituzionalità riguardo all'esposizione della cd "bandiera occitana" sugli edifici di alcuni comuni delle vallate cuneesi e torinesi.
Ricordiamo che tale vessillo è il simbolo ufficiale del PNO, partit nacionalista occitan, fondato nel 1959, a Nizza , da François Fontan e che quindi risulta essere a tutti gli effetti un simbolo di un partito politico per di più straniero, adottato i  seguito da alcune associazioni culturali private.

Ribadiamo quindi  che "è sconcertante rilevare come si sia radicata la convinzione che il consenso elettorale conferisca il diritto di prevaricare ogni basilare principio costituzionale, marchiando con un simbolo di partito infrastrutture e beni pubblici, impedendone nei fatti la fruizione (pratica o ideale) da parte della collettività e riservandola a coloro che condividono idee particolari" e che hanno la fortuna in un determinato momento storico di avere il potere di decidere. "Poco importa che di volta in volta vengano accampate scuse poco credibili che tentano di ricondurre il simbolo a tradizioni storiche locali o contadine, tali prevaricazioni sono un insulto alla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e devono trovare la ferma opposizione non solo dei Comunisti, ma di ogni cittadino democratico."

Al di là delle polemiche politiche e delle legittime idee di destra, sinistra od altrove, riteniamo sia fondamentale riaffermare che, se la democratica convivenza si basa su alcune regole condivise, tali regole devono essere condivise da tutti al di là delle proprie idee, dei propri colori preferiti e delle proprie preferenze politiche.

Riteniamo quindi  doveroso da parte di tutti garantire la neutralità degli edifici sedi di enti pubblici, conformemente alle leggi vigenti che in nessun caso permettono l'esposizione di simboli di partiti politici o associazioni private.

Invitiamo quindi a riflettere in merito a quanto sopra espresso.

Martini Davide
Consulta Provenzale