Al Direttore - 10 maggio 2011, 14:41

Lo sciopero ha danneggiato solo chi tornava a casa dopo il lavoro? Non ci dovevano proprio andare al lavoro

Il lettore Luciano Bottero in merito alle osservazioni Racca sullo sciopero CGIL del 6 maggio scorso

Signor Giandomenico Racca,

la sua lettera indignata contro lo sciopero generale di venerdi' 6 maggio contiene piu' di una contraddizione. Lei dice che ha provocato solo dei disagi alle persone comuni, a chi non poteva prendere il treno dopo una lunga giornata di lavoro. Che c'e' bisogno di una protesta davvero GENERALE, una protesta che costringa realmente ad un confronto questo Paese. Ma il punto e' proprio questo, quelle persone non dovevano nemmeno prenderlo quel treno per andare al lavoro, non dovevano andarci allavoro,perche' questo sciopero potesse funzionare, per dare un segnale forte a questo governo (con la g minuscola).

Ma chi deve farla questa protesta? Se non la gente comune, se non quelli che lavorano e anche quelli che non lavorano, ma che sperano di trovarlo, un lavoro, in futuro? Che diavolo di altra forma c'e', civile e non violenta, di opporsi all'attuale stato di cose; se anche solo meta' del Paese si fosse fermato ci sarebbe stato eccome un forte segnale, che tutti avrebbero compreso. 

E tutti quelli che non sono d'accordo con la politica di questo governo,ma sono andati comunque al lavoro,hanno vanificato l'azione di quelli che si sono astenuti. Questo genere di azione funziona in proporzione alla partecipazione, tanti si e', tanto si puo' ottenere. Lo Statuto dei Lavoratori e' stato conseguito in gran parte grazie a questa forma di lotta; non e' li' da sempre, e' di appena 40 anni fa e lo vogliono gia' abolire.

Luciano Bottero, un lettore.