In relazione alla risposta di Davico a Ferrero, in merito all’utilizzo del termine “Padania” per intitolare una manifestazione ciclistica, vorrei esprimere il mio disappunto nei confronti del mio concittadino leghista per le giustificazioni fornite in merito alla vicenda (“ma ci faccia il piacere e ci lasci pedalare!”).
Caro Davico, lo so che è difficile da accettare (come può esserlo per un bambino accettare che Babbo Natale non esiste) ma… la Padania non esiste! Non è né un territorio né una regione! E’ alla stregua dell’”isola che non c’è” di Peter Pan. Esiste invece la Pianura Padana, estensione geografica che accomuna diverse grandi regioni del centro nord Italia. Di conseguenza esistono le Autostrade Centro-Padane, la Padana inferiore il Grana Padano e tutte le corse ciclistiche da Lei citate (Giro di Gran Bretagna, Parigi-Nizza, Tre Valli Varesine, ecc.) perché relative a territori, stati o a città realmente esistenti.
Nessuno vuole vietarvi di pedalare o di organizzare manifestazioni ciclistiche in pianura padana ma chiamare una competizione “Giro di Padania” ha un qualche richiamo politico e partitico e in questo caso lo sport viene utilizzato per rivendicare un’appartenenza politica e non territoriale e la cosa e veramente deplorevole e certamente poco edificante. Non era più semplice organizzare il “Giro della Pianura Padana”? Sicuramente non avrebbe sortito effetti polemici e Lei non si sarebbe rovinato la domenica.
Enrico Tomaino