Il presidente del Comitato di quartiere “Centro Storico”, delegato al coordinamento dei quartieri e delle frazioni di Bra e vicepresidente del circolo locale di Legambiente, Primo Penone, si è fatto portavoce di moltissimi cittadini, scrivendo una lettera ufficiale forte e al tempo stesso molto decisa, appoggiata e condivisa fin dal 2 gennaio scorso.
L’oggetto in questione è l’impianto a biogas che l’azienda braidese “Biovis” ha in mente di mettere in piedi sulla strada provinciale 661, precisamente sul confine tra il Comune di Cherasco e il quartiere Gerbido-La Bassa, del Comune di Bra. Un impianto alimentato da gas derivato da biomasse agricole e reflui zootecnici, per la produzione di energia elettrica e termica, della potenza di 635 kW.
Sul futuro della vicenda, se ne saprà di più da martedì 24 gennaio prossimo, quando alle ore 10 presso la Sala Rossa del Palazzo della Provincia, in Corso Nizza a Cuneo, si terrà la Conferenza dei servizi per la possibile autorizzazione. Prenderanno parte al vertice, le Amministrazioni e gli Enti competenti per la realizzazione e l’esercizio dell’impianto, insieme al richiedente l’autorizzazione o un suo rappresentante, con l’obiettivo di acquisire chiarimenti e informazioni a riguardo.
Nella sua lunga lettera, Primo Penone dichiara: “Si tratta di impianti a notevole impatto ambientale e paesaggistico. Comportano gravi rischi alla salute per tutta l’area circostante causa il formarsi di microparticelle che, non potendo essere filtrate, si diffondono nell’aria arrecando danni alla pelle ed all’apparato respiratorio. Senza trascurare la generazione e diffusione di altri sgradevolissimi odori in una zona già duramente colpita. Il possibile prodursi di inquinamento delle falde acquifere con gravissimo e prevedibile danno per tutta l’economia agricola della zona.
Il sicuro prodursi di inquinamento acustico con un notevolissimo aumento del traffico stradale in una zona già ben nota per la sua estrema pericolosità. I mezzi di trasporto dei liquami in zona, e quella dei reflui chissà dove, renderebbero il traffico, anche solo quello locale, di fatto impossibile. Tutti i quartieri e le frazioni di Bra, garantisco, sono a richiedere con insistenza e fiducia, soprattutto alle istituzioni locali, ma anche a tutte quelle preposte alla salute pubblica, forti e decisi interventi affinchè impianti del genere siano posizionati in zone in cui non possano ledere in alcun modo la salute, la vita, le prospettive di sviluppo, l’ambiente, la tranquillità di quasi 6000 cittadini, braidesi e non solo, che vivono ed operano nella zona”.
Anche una braidese ha fatto sentire la sua voce in merito e sulla bacheca del profilo Facebook del sindaco Bruna Sibille, ha scritto domenica scorsa: “Ero completamente disinformata su questa novità che declasserà tutte le residenze della via Cuneo che si affacciano sulla Langa in quanto gli odori ci assaliranno in pieno. Abbiamo già avuto un'esperienza con un allevamento di anitre e polli qualche anno fa e in estate eravamo con le finestre chiuse. Il Comune sa qualcosa di questo impianto? Può tutelare i suoi cittadini dai miasmi dei liquami? Perchè non vengono individuati lotti tra la rotonda e Stura dove non ci sono nuclei abitativi importanti? Cosa possiamo fare?”.