Maleducati e menefreghisti certo. Ma probabilmente a volte anche ignoranti, nel senso più letterale possibile della parola.
Rimane il risultato di fondo: c’è un discreto numero di persone che – pur risiedendo nei paesi vicini – eleggono Martiniana Po come luogo preferito nei cui cassonetti (o anche no) scaricare impunemente i loro rifiuti domestici (o anche no). Perché di recente un "vicino di casa" avrebbe scaricato nei cassonetti ben 4 sacchi di sfalci d’erba, alla faccia della raccolta differenziata. Martiniana Po luogo dove fare impunemente quanto a casa propria neppure ci si sogna lontanamente di fare, insomma. Un malvezzo che andrebbe avanti da tempo e contro il quale sta combattendo la sua personale ed isolata battaglia Bartolomeo Ladiglione, capogruppo di minoranza all’interno del Consiglio comunale presieduto dal sindaco Bruno Allasia.
“Arrivano soprattutto da Revello e Gambasca: gente che ha la convinzione di poter trattare il nostro paese come una sorta di pattumiera di fondovalle: ma non è così ed è ora che la smettano”. Parla a ragion veduta Ladiglione. Perché lui non è di quelli che assistono in silenzio al ripetersi di questi episodi. Lui è di quelli che dopo aver visto entra in azione: prima segue chi ha appena depositato il sacchetto nel cassonetto sin nel cortile di casa e poi, “con estrema educazione”, gli chiede perché mai porti i suoi rifiuti proprio a Martiniana Po e non nel proprio paese, quello presso il quale paga la tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. “Sa cosa mi rispondono il più delle volte? Mi chiedono: perché non si può? Non so se ci sono o ci fanno, ma certo è che mi sento anche preso in giro”.
Il Comune è informato di tutto questo? “Il Comune è informatissimo di tutto questo, ma mi è stato detto che ho autorità e titolo per intervenire: non il massimo, non certo quello che mi attendevo di sentirmi dire”. Ha in mente una soluzione, anche coercitiva, per riportare tutto nei solchi della buona educazione e del rispetto delle regole? “Penso soprattutto all’istallazione di telecamere nei punti strategici del paese”.