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Attualità | 10 aprile 2012, 11:00

“Trattano Martiniana Po come la pattumiera della Bassa Valle Po ed è ora che la smettano”

Il consigliere di minoranza Ladiglione “alza il tiro” su quanti, dai paesi vicini, depositano regolarmente la loro immondizia nei cassonetti del “suo” comune

Bartolomeo Ladiglione

Bartolomeo Ladiglione

Maleducati e menefreghisti certo. Ma probabilmente a volte anche ignoranti, nel senso più letterale possibile della parola.

Rimane il risultato di fondo: c’è un discreto numero di persone che – pur risiedendo nei paesi vicini – eleggono Martiniana Po come luogo preferito nei cui cassonetti (o anche no) scaricare impunemente i loro rifiuti domestici (o anche no). Perché di recente un "vicino di casa" avrebbe scaricato nei cassonetti ben 4 sacchi di sfalci d’erba, alla faccia della raccolta differenziata. Martiniana Po luogo dove fare impunemente quanto a casa propria neppure ci si sogna lontanamente di fare, insomma. Un malvezzo che andrebbe avanti da tempo e contro il quale sta combattendo la sua personale ed isolata battaglia Bartolomeo Ladiglione, capogruppo di minoranza all’interno del Consiglio comunale presieduto dal sindaco Bruno Allasia.

Arrivano soprattutto da Revello e Gambasca: gente che ha la convinzione di poter trattare il nostro paese come una sorta di pattumiera di fondovalle: ma non è così ed è ora che la smettano”. Parla a ragion veduta Ladiglione. Perché lui non è di quelli che assistono in silenzio al ripetersi di questi episodi. Lui è di quelli che dopo aver visto entra in azione: prima segue chi ha appena depositato il sacchetto nel cassonetto sin nel cortile di casa e poi, “con estrema educazione”, gli chiede perché mai porti i suoi rifiuti proprio a Martiniana Po e non nel proprio paese, quello presso il quale paga la tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. “Sa cosa mi rispondono il più delle volte? Mi chiedono: perché non si può? Non so se ci sono o ci fanno, ma certo è che mi sento anche preso in giro”.

Il Comune è informato di tutto questo? “Il Comune è informatissimo di tutto questo, ma mi è stato detto che ho autorità e titolo per intervenire: non il massimo, non certo quello che mi attendevo di sentirmi dire”. Ha in mente una soluzione, anche coercitiva, per riportare tutto nei solchi della buona educazione  e del rispetto delle regole? “Penso soprattutto all’istallazione di telecamere nei punti strategici del paese”.

W.A.

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