Cuneo e valli - 17 ottobre 2012, 07:01

Il raduno degli Uomini di Mondo, all'insegna del Totò chi si rivede

Da qualche anno ormai, con la riforma della naja, le caserme cuneesi si sono svuotate, ma un tempo erano migliaia i ragazzi che arrivavano da ogni parte d'Italia per passare una bella fetta del loro tempo da queste parti.

Tornano anche quest'anno, come ogni terza domenica del mese di ottobre da 13 anni a questa parte, gli “Uomini di Mondo”. Vale a dire tutti coloro che, parafrasando la celebre battuta di Totò “Sono un uomo di mondo: ho fatto tre anni di militare a Cuneo“ hanno passato un periodo, più o meno lungo, della loro vita facendo la naja nel capoluogo cuneese e città limitrofe. Da qualche anno ormai, con la riforma della naja, le caserme cuneesi si sono svuotate, ma un tempo erano migliaia i ragazzi che arrivavano da ogni parte d'Italia per passare una bella fetta del loro tempo da queste parti. Alcuni di essi si trovavano poi talmente bene da decidere di non tornare più al paesello natio, ma di mettere su famiglia nella Granda, altri invece pur lontani ne conservavano un dolce ricordo.

Non è detto che sia per merito delle caserme cuneesi, ma personaggi come Marco Pannella, Enrico Mentana, il Mago Zurlì, e Gianpiero Boniperti sono poi diventati più o meno famosi chi nella politica, chi nello spettacolo, chi nelle varie professioni. E non solo “uomini” ma anche le donne, che ormai da anni possono seguire la carriera militare, possono farne parte. Fra le più famose, oltre alla figlia del “vate”, Liliana de Curtis che ha la tessera con il numero uno ad Honorem, Stefania Belmondo, grande campionessa di sci di fondo che però è anche una graduata delle Guardie Forestali e lo stesso dicasi per Elisa Rigando l’olimpionica della marcia. Che sono denominate “Uome”, come deciso con un referendum popolare tra gli spettatori durante una passata adunata, perché “Donne di Mondo” non suona tanto bene...

Nati dalla fervida fantasia di alcuni allegri cuneesi, ovvero Piero Dadone, giornalista, Danilo Paparelli, vignettista e giornalista, Mario Merlino, Presidente della Promocuneo, Alberto Gedda, giornalista e Gigi Riva, ristoratore (nel suo locale “Osteria della Chiocciola”, a Cuneo, vi è la sede ufficiale), l'associazione ha avuto un successo insperato e conta qualcosa come circa diecimila iscritti, provenienti da ogni parte d'Italia e non solo. Un fantastico escamotage, che sarebbe bello se le autorità cittadine (leggi il Comune di Cuneo) lo potessero fare proprio e lo rendessero istituzionalizzato per farla conoscere a livello turistico. Infatti Cuneo, seppur molto apprezzata, tuttavia non è una città d'arte a livelli di tante altre località italiane che attirano frotte di turisti.

In questi giorni una troupe de La7 girerà una puntata del programma “Ti ci porto io” condotto da Gianfranco Vissani e Michela Rocco di Torrepadula in alcuni luoghi del cuneese, fra cui anche il capoluogo. E proprio come una tipicità del posto, è stata scelta l'associazione degli UdM. Ma non è la prima volta che una trasmissione televisiva parla di loro. Negli anni passati anche RAI Uno con Luca Giurato e Francesca Chillemi, RAI Tre con la trasmissione di Sveva Sagramola per finire su Rai International con una lunga intervista di Cristina Rinaldi.

Fra coloro che vantano l'”onore” di avere la tessera di UdM, c’è una lunghissima schiera di personaggi politici, di spettacolo, dello sport e soprattutto tantissimi semplici militari che però, nell’albo, sono tutti democraticamente inseriti in un elenco che non prevede nessuna scala gerarchica e sono rigorosamente registrati ( nell’usanza tipica dei militari) prima per cognome e poi per nome.

Tra le tantissime curiosità, la telefonata ricevuta dall’ex Sindaco e Uomo di Mondo Valmaggia Alberto, quando s’annunciò il capo della Polizia Antonio Manganelli in persona che, dopo alcuni convenevoli, chiese l’iscrizione all’albo in questione come vero motivo principale della chiamata stessa.

Infine, merita la pena ricordare che anche un “insospettabile” come l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni, ha fortemente voluto entrare in possesso della tessera. Che per un appartenente ad un partito che ha fatto della contrapposizione fra nord e sud d'Italia uno dei i suoi punti di forza, immaginarselo con la tessera gelosamente riposta nello scompartimento del portafoglio e raffigurante Totò, il simbolo della napoletanità, risulta quantomeno strano.

O forse no, perché l’umorismo, la comicità ed il buon umore sono sicuramente il miglior collante per vivere in armonia dimenticando contrasti ed incomprensioni che troppo spesso caratterizzano i tempi in cui viviamo.

 

 

 

 

 

 

 

Monica Bruna