L’intervento della minoranza sulle cicatrici dei platani di piazza Piave a Paesana? Non solo inefficace, ma addirittura dannoso. A sostenerlo è il dottore foresta Marco Bonavia, che il Comune ha invitato ad effettuare un nuovo (ed imprevisto) sopralluogo sulle grandi piante che fanno ombra al perimetro della piazza adiacente la Parrocchiale di Santa Margherita.
Sfregiati per far posto all’autoscontri della Patronale, i platani erano entrati subito nell’occhio del ciclone. Con l’opposizione consiliare che chiedeva spiegazioni ed interventi urgenti ed il sindaco che garantiva di aver già contattato un agronomo, la cui relazione sarebbe stata protocollata in municipio il 12 settembre scorso, esattamente due giorni prima dell’estemporaneo intervento dei tre della minoranza (Sergio Beccio, Fabio Gottero e Anna Rudari) che, mastice e pennello in mano avevano tamponato i tagli posti alla base del platani. Di lì in poi è stato un crescendo di polemiche, di scambi di velenose accuse di cui abbiamo raccontato con dovizia di particolari.
Ora la politica fa, com’è giusto che sia, un passo indietro e lascia che a parlare siano i tecnici.
Tornato sul luogo del… delitto venerdì 19 settembre scorso, il dottor Bonavia ha assistito gli operai del comune di Paesana intervenire sui platani danneggiati in base alle indicazioni contenute nel verbali del precedente sopralluogo.
Sulla ferita – scrive in buona sostanza Bonavia – era presente un mastice cicatrizzante. L'utilità di tali mastici sulle ferite grandi delle piante non solo è diffusamente ritenuta non efficace poiché in breve tempo non più in grado di impedire ingressi di elementi patogeni ma addirittura in grado di rallentare anche del 70% la velocità di formazione del callo cicatriziale. Gli studi di Shigo a tale proposito, nonché uno specifico studio di Gaiser nel 2006 presso Istituto Forestale di Rottenburg confermano in pieno la regola.
Liberata dal mastice collocato dai tre la zona cambiale, si è quindi proceduto alla disinfezione dell'area circostante. La cicatrizzazione – continua ancora l’agronomo - se andrà a buon fine durerà anni e soprattutto nel breve periodo sarà opportuno procedere a ulteriori disinfezioni. Si suggerisce novembre (possibilmente in periodo asciutto successivo alle lunghe tipiche piogge), fine inverno e poi proseguire con verifiche future. Nel loro intervento, gli operai del Comune ed il dottor Bonavia hanno altresì trattate anche le enormi ferite alte (una vera e propria mutilazione) che hanno provocato una evidente squilibratura della chioma.
Non arretra di un millimetro, nella polemica, l’assessore Silvia Da Re: “Proporrò alla Giunta di far pagare a chi ha compiuto l’intervento le spese dei sopralluoghi aggiuntivi del dottor Bonavia. Non tanto per l’entità dell’importo, probabilmente risibile o poco più, ma perchè credo che il Comune debba in qualche modo riaffermare che a nessuno è dato di fare ciò che crede sulle spalle degli altri cittadini”.