Arriva, paradossalmente, dall’unica “forza” non rappresentata in Consiglio Comunale, la bordata di fine anno alla corazzata di Mauro Calderoni sindaco, che dalla fine dello scorso maggio guida Saluzzo al posto di quel Paolo Allemano che nel frattempo è diventato consigliere regionale. L’Associazione “Progetto Saluzzo”, presente alle ultime elezioni comunali in qualità di lista civica, ha convocato una conferenza stampa per intervenire in merito alla legittimità della delibera del 30 settembre 2014 in cui l’attuale maggioranza ha, tra gli altri aspetti, triplicato l’aliquota della TASI sulla prima casa, passandola, a decorrere retroattivamente dal 1 gennaio 2014, dall’1 al 3 per mille.
Secondo gli esponenti di “Progetto Saluzzo”, che in materia sarebbero suffragati dalla risposta affermativa fornita dall’esperto de “Il Sole 24 ore” Ezio Maria, il termine ultimo per l’approvazione definitiva delle aliquote della TASI sarebbe stato per legge il 10 e non il 30 settembre 2014, data nella quale il Consiglio comunale ha invece provveduto ad effettuare il riequilibrio di bilancio.
Il problema non è soltanto tecnico, ma anche politico in quanto, se l’aumento risultasse illegittimo, i cittadini saluzzesi – secondo “Progetto Saluzzo” - dovrebbero versare la tassa nella percentuale più bassa. Inoltre, almeno da un punto di vista teorico, avendo provveduto ad effettuare il riequilibrio del bilancio con un provvedimento che potrebbe diventare inefficace, che causerebbe un possibile commissariamento dell’attuale Amministrazione comunale.
“Per quel che ci riguarda – commenta il presidente di “Progetto Saluzzo” Andrea Farina – noi muoviamo due critiche alla giunta Calderoni. La prima è giuridica e consiste nel non aver rispettato i tempi indicati dalla normativa TASI. La seconda riguarda il fatto di aver nuovamente colpito il possesso di immobili, i quali risultano già fortemente gravati da imposte”.
Progetto Saluzzo si riserva di fare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la delibera.
Nel frattempo sembra acuirsi la spaccatura da tempo latente all’interno del gruppo di minoranza. Dei sette consiglieri d’opposizione, all’incontro con la stampa era presente il solo Dario Miretti: “Evidentemente la fiscalità dei saluzzesi non interessa ai miei compagni d’avventura: è probabile che abbiano cose più importanti di cui occuparsi… ” la sua dichiarazione al vetriolo e per nulla natalizia.