Saluzzese - 04 febbraio 2015, 08:01

La Pro Rifreddo attacca: “Di motivi per dimetterci ne abbiamo tanti. Su tutti l’incomunicabilità con il sindaco”

Il presidente Celestino Rolando: “In 5 anni Cavallo è stato completamente assente dalla vita dell’Associazione, a meno che ci fosse da apparire su una fotografia con la fascia tricolore”

Il presidente (uscente) della Pro Loco Rifreddo Celestino Rolando

“Cornuti” forse, ma anche “mazziati” quello no. No per davvero. Alla Pro Loco di Rifreddo – che sinritiene "abbandonata a se stessa" ed attaccata dalle colonne del nostro giornale dal sindaco del paese Cesare Cavallo – sono pronti ad ingurgitare il proverbiale “danno”, ma non le “beffe”. Né colpe che nessuno qui sente come proprie e che altri invece sembra -  complici i soliti social network - vogliano attribuirle.

A scendere in campo, per difendere l’Associazione dalle accuse mosse (tramite stampa) dal primo cittadino, è Celestino Rolando, l’infaticabile ed  appassionato presidente del massimo Ente organizzatore del paese, riconfermato il 29 novembre del 2012, quando alle parole nessuno fece seguire i fatti (il solito vizietto) e dopo aver criticato evaporò fisicamente come neve al sole. La parola d’ordine di Rolando è “contrattaccare”. Dicendo per la prima volta a voce alta cose tante volte confidate. A voce bassa. O accompagnandole da mille raccomandazioni.

E’ un fiume in piena Celestino Rolando: “Nel suo feroce attacco alla Pro Loco il sindaco Cesare Cavallo, sempre più convinto di essere un ‘re Mida’ valligiano capace di trasformare in un successo tutto ciò che sfiora con le proprie mani, perde evidentemente di vista quella che è la realtà dei fatti. Soprattutto quando nega quanto da anni andiamo lamentando, e cioè una sua scarsa, scarsissima collaborazione nei confronti della Pro Loco. Cavallo, stando a quanto scrive, evidentemente pensa di potersi ripulire la coscienza tirando in ballo i contributi. Andando addirittura oltre e dicendo che se il problema fossero stati i soldi sarebbe stato sufficiente chiederli e il sindaco o la sua vice li avrebbero messi di tasca propria come già fatto in altre occasioni. Peccato che non di soli contributi vivano gli Enti e le Associazioni come invece sembra credere Cavallo, ma di una serie di piccole cose, di rapporti quotidiani, di gratificazioni, di lavoro in sinergia, di unità di intenti e di tutte quelle cose che altrove, ed anche nei paesi vicini, fanno sentire il Comune e l’Ente organizzativo parti integranti di una stessa squadra, che ha a cuore le sorti del paese. Tutto questo, da anni, per la nostra Associazione è stato un pio desiderio rimasto irrealizzato.

Peccato – continua Rolando - che il problema non siano soltanto i soldi, anche se i 5mila euro di parcella versati all’avvocato per la tutela legale in occasione di una richiesta di danni (bastava una visita al domicilio della signora incidentata, bastava un po’ d’umiltà, per sanare la vicenda prima di arrivare in Tribunale, ma Cavallo rigettò ogni tentativo di conciliazione che pure gli proponemmo a più riprese) hanno pesato e non poco nei nostri bilanci, costringendoci ad dolorose e sofferte economie. Il problema, sullo sfondo, rimane un sindaco che in 5 anni da primo cittadino è stato completamente assente dalla vita dell’Associazione (a meno che ci fosse da apparire su una fotografia con la fascia tricolore e prendersi qualche merito altrui), che con la Pro Loco non ha mai condiviso nulla né con i suoi membri fatto quattro chiacchiere o bevuto un caffè, davanti al quale affrontare l’eventuale problema. Questa la realtà, altro che polemiche.

Poi l’affondo finale: “Daremo retta alla richiesta del sindaco Cavallo e presto (forse entro la fine di febbraio: ndr) presenteremo le nostre dimissioni. Ma non ci si venga a dire che facciamo inutili polemiche per giustificarle. Di motivi, per dimetterci, ne abbiamo tanti: quello di un sindaco che si crede ‘baciato dal successo’ con il quale non siamo mai riusciti a comunicare è senza dubbio il più grande o, se preferisce, il più valido”.

W.A.