"La storia di Angelo ci ha lasciato senza parole, fin da subito, appena visto il video. Sappiamo che di crudeltà sugli animali ce ne sono ogni giorno e che Angelo non rappresenta un caso isolato, purtroppo: speriamo con tutto il cuore che venga fatta giustizia e si crei così "un precedente" che possa essere di esempio e di monito anche per i tanti altri casi di maltrattamento che vengono segnalati e denunciati alle autorità".
Con queste parole Erika Costella, volontaria e componente del direttivo di "Una Zampa per la Vita", onlus di protezione animali avente sede a Vicoforte, ha annunciato ufficialmente la decisione dell'associazione di costituirsi parte civile nel processo inerente all'omicidio di Angelo, il cane di Sangineto brutalmente ucciso la scorsa estate.
I fatti: nel giugno 2016 quattro giovani si rendono protagonisti di un'azione vile e piena di orrore nei confronti di un quattrozampe buono e affettuoso che viveva libero a Sangineto, paesino dell'entroterra calabrese divenuto tristemente famoso per un video pubblicato su Facebook e che in poco tempo è diventato virale.
Il filmato mostra l'aggressione nei confronti del cane, che viene prima torturato dai ragazzi e successivamente impiccato ad un albero e ucciso con ferocia a colpi di bastone e di pale.
La rabbia e l'indignazione scatenate da tale gesto hanno contagiato tutti, a partire dalle associazioni animaliste per arrivare alla gente comune; per questo "Una Zampa per la Vita" ha voluto far sentire la sua voce, costituendosi parte civile grazie all'avvocato Maria Cipparrone di Cosenza, che segue la vicenda giudiziaria e li rappresenta al processo come parte offesa.
"Le barbarie e la crudeltà con le quali si sono scagliati quattro giovani contro un animale buono e indifeso sono terribili - ha commentato Erika Costella -. Ringraziamo l'avvocato Cipparrone, che ci rappresenta e che sta seguendo le varie fasi processuali, per averci ascoltato fin da subito. Ora attendiamo, fiduciosi, il 27 aprile 2017, giorno in cui i quattro compariranno in giudizio davanti al tribunale di Paola, sperando che Angelo possa avere la giustizia che merita e che tutti noi vogliamo per lui".