Saluzzese - 26 settembre 2017, 11:45

L’“Officina delle idee” di Saluzzo si presenta: “Colmiamo un vuoto per far sì che l’Ospedale recuperi e mantenga la sua importanza” (FOTO)

La serata si è aperta con la lettura dell'articolo 32 della Costituzione italiana

La presentazione dell'"Officina delle idee"

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

È cominciata così, con la lettura dell’articolo 32 della Costituzione italiana, la presentazione dell’“Officina delle idee per l’ospedale civile di Saluzzo”, tenutasi ieri sera (lunedì) nel salone degli Specchi dell’ex caserma Mario Musso.

Giovanni Damiano, figlio di Amedeo, presidente dell’allora Ussl 63 e morto in seguito ad un agguato a colpi di pistola nell’androne del proprio condominio, ha paragonato l’Associazione come un mezzo per “colmare un vuoto e fare in modo che l’Ospedale cittadino recuperi e mantenga importanza, come punto di riferimento per il territorio”.

L’ospedale – ha aggiunto Damiano – è fatto di persone che lavorano con serietà ed impegno, uno dei nostri scopi sarà quello di invertire il senso dell’opinione pubblica, che vede il presidio saluzzese con negatività. Ci piace pensare ad un’associazione dettata dall’orgoglio per l’appartenenza ad un territorio, senza avere la spocchia da ‘erede del Marchese’”.

Una tesi ampiamente ripresa da Edoardo Principe, figlio di Antonio Principe, medico del nosocomio scomparso prematuramente, che ha parlato di un ospedale “Negli anni via via indebolito”. “Vogliamo risvegliare la coscienza dei saluzzesi – le sue parole – raccogliendo anche le tante lamentele dovute alla mancanza di erogazione di alcuni servizi sanitari.

Nessuno di noi si sogna un ospedale di primo livello e non vogliamo neanche suscitare sentimenti nostalgici, però ci teniamo ad affermare il principio per cui ogni cittadino debba accedere ai servizi sanitari nel suo luogo di residenza”.

Saranno due gli obiettivi che si pone l’“Officina”. Il primo, di natura economica, attraverso una raccolta fondi per donare nuove apparecchiature, sempre più costose. Il secondo sarà invece un’azione di sollecitudine nei confronti delle istituzioni locali che hanno una competenza in materia di pianificazione sanitaria.

Rassicuriamo i saviglianesi – ha sottolineato Principe – perché non vogliamo essere visti come antagonisti, anzi: a loro tendiamo la mano, consapevoli che deve esserci sempre maggior coordinamento tra le strutture ospedaliere”.

Michele Antonio Fino, ex amministratore comunale e già presidente della Fondazione Amleto Bertoni, ha definito la nascita dell’associazione “un’occasione sin da subito parsa molto importante, dalla quale nasce un importante ragionamento in tema di informazione”.

Con l’intervento di Fino si è aperto un importante capitolo, legato alla mancanza di informazione in merito alle politiche sanitarie fin qui intraprese.

È inaccettabile pensare che ci sono persone che si recano al Pronto soccorso di Savigliano solo perché non sanno se quello di Saluzzo ‘è ancora aperto’. Parliamo di una struttura che non ha mai chiuso nemmeno un giorno dal momento della sua entrata in attività. La mancanza d’informazione produce i danni peggiori. C’è il bisogno di ricreare un tramite tra la popolazione del territorio ed i vertici che decidono le politiche della sanità”.

Accanto al tavolo dei relatori si sono poi alternati Sergio Anelli (“Un’associazione che doveva nascere da tempo. Non ho mai concepito come la vecchia Ussl 63 abbia perso così tanti pezzi, mentre altre zone con le metà di utenti ne abbiano acquistati”), il dottor Sandro Verdirosi (“Darò il mio contributo di carattere tecnico, mettendo a disposizione le conoscenze maturate proprio in questi luoghi”), l’avvocato Chiaffredo Pejrone (“L’Associazione avrà sua forza solo se i cittadini daranno il loro sostegno: la prossimità della sanità riguarda tutti, e dobbiamo ridare all’ospedale il ruolo che merita di avere”) e Mario Guerra, ex presidente della Croce verde (“Noi volontari del soccorso abbiamo assistito al cambio dell’assetto sanitario ed ai problemi che ci sono stati e che ci sono tuttora. Ci sono state scelte che si sono dimostrate errate ed a cui bisognerebbe porre rimedio”).

Dal pubblico è stata rimarcato l’aspetto – già emerso in precedenza – della mancanza di informazione tra i vertici della sanità a la popolazione.

La poca informazione data ai cittadini – è stato detto – è stata la pecca più grande da quando la Regione ha imposto il piano di rientro per mettere mano di debiti della sanità. I cittadini di Saluzzo in questo contesto sono stati informati male.

La politica deve capire che non servono grandi agglomerati, peraltro difficili da raggiungere, dove il paziente sia ricondotto ad un numero, ma che occorre salvare i fiori all'occhiello del territorio”.

Attenzione anche al mondo degli anziani, come ha ricordato Giulia Coccolino, del comitato promotore di “Officina delle idee”: “Per ‘grandi anziani’ intendiamo coloro che hanno una ridotta capacità motoria e che non sono in grado di affrontare grandi distanze per raggiungere gli ospedali ed essere curati. Risulta quindi importante avere luoghi di cura vicino a quelli di residenza”.

Recepiti i vari contributi emersi durante la serata, Francesco Magni, direttore generale dell’Asl Cn1 ha ricordato come “le persone oneste che ci stanno con il fiato sul collo non possono che essere stimolo positivo”.

L’intervento di Magni ha dato alcuni spunti, che approfondiremo con un successivo articolo, per poi trarre le conclusioni e formalizzare gli auguri di buon lavoro alla neonata associazione.

Bisogna porre grande attenzione ai rapporti che instaureremo. Il nostro punto di riferimento, com’è giusto che sia, saranno sempre i sindaci e gli Enti locali, ma poi vengono anche le associazioni.

Finché ci sarò io avrete tutta la valorizzazione che meritate. Ci tengo anche a dire che quello che stiamo facendo e programmando come Azienda sanitaria sta in piedi e lo dimostra il fatto che l’Asl Cn1 è in equilibrio. La gestione dei presidi è fattibili se gestiti in un certo modo”.

L’ultimo intervento è stato quello di Andrea Vassallo, che ha esternato alcune sue riflessioni: “Siamo riusciti a comprendere che l’ospedale che ha sempre funzionato rappresenta ancora servizio essenziale e imprescindibile per la città.

La presenza massiccia di questa sera lancia un segnale importante che la Regione non può e non deve nascondere: i cittadini manifestano la volontà di tenere aperto e funzionante l’ospedale di Saluzzo.

Cercheremo di perseguire questo scopo”.

In sala erano presenti, tra gli altri, anche il sindaco della città, Mauro Calderoni, insieme ad una buona rappresentanza del Consiglio comunale, il consigliere regionale Paolo Allemano, sindaci e rappresentanti delle amministrazioni dei paesi limitrofi.

La speranza – ha ancora aggiunto Sergio Anelli – è quella che l’associazione insorga in caso di altre decisioni abominevoli, per avere una sanità degna di questo nome”.

Giovanni Damiano

Edoardo Principe

Marcello Torrero

Giulia Coccolino

Andrea Vassallo

L'intervento di Michele Antonio Fino

Chiaffredo Pejrone

Sandro Verdirosi

L'intervento di Mario Guerra

Francesco Magni

Il tesseramento

Nicolò Bertola