Come annunciato, l’iter della fusione per incorporazione del Comune di Castellar nella città di Saluzzo, dopo il referendum del 15 luglio scorso, è approdato nei rispettivi Consigli comunali.
Tutti d’accordo dunque? Non proprio.
Se infatti nell’assemblea cittadina saluzzese di ieri sera (giovedì) i punti dedicati alla fusione sono stati approvati senza colpo ferire, non lo stesso è avvenuto 24 ore prima, nel Consiglio comunale di Castellar.
Qui, per raggiungere l’unanimità dei consensi favorevoli è mancato un solo voto, quello di Liliana Borretta, consigliere di minoranza insieme alle “colleghe” Mariarita Pavan e Serena Borretta, che invece si sono espresse favorevolmente sui punti propedeutici alla fusione.
“Non ho condiviso il percorso che ha portato a questa scelta così radicale per il paese. – ha detto la Borretta - Proprio la legge Delrio raccomanda e finanzia studi di fattibilità e confronti per ponderare tutte le possibilità per il bene del paese e della sua comunità, e poi solo in seguito dare avvio ad un percorso di fusione: purtroppo ciò non è stato fatto.
La fretta non può giustificare il fatto di aver preso una decisione di questo tipo, all’ultimo momento, e per di più a fine legislatura, con una comunità spaccata praticamente a metà, come risulta dai dati del referendum.
Pur rispettando la volontà della maggioranza dei cittadini, manifesto la mia opposizione alla ratifica, osservando anzitutto che le eventuali esigenze o richieste di nuovi servizi sono e possono essere soddisfatte senza con ciò vedere sacrificata l’individualità o l’autonomia storica e patrimoniale della nostra comunità, attraverso forme che sono già previste nel nostro ordinamento e in parte attuate, come i servizi associati.
In secondo luogo, non risultano osservate le disposizioni statutarie, nella parte relativa ai termini per la ratifica consigliare: si ravvisa un ritardo senza giustificato motivo, ci tengo a precisarlo, che otre ad avere riflessi anche in termini economici per quanto di successiva competenza regionale, induce perplessità sulla stessa validità della delibera consiliare di ratifica, in quanto assunta violando una norma procedurale statutaria.
Rilevo quindi che la delibera consiliare potrebbe essere impugnata ed annullata ai sensi della legge, perché adottata in violazione di quest’ultima”.
A margine della seduta, poi, la Borretta ha voluto ancora aggiungere: “È stato il sindaco di Castellar ad individuare il consigliere di minoranza in seno alla commissione per il nuovo statuto della città di Saluzzo, nella persona di Mariarita Pavan. Tutto ciò è stato riferito dalla stessa Pavan, in via informale, in coda al Consiglio.
La commissione si è già incontrata, ed io, componente della minoranza non ne ho mai saputo niente.
Questa è la democrazia che si vive a Castellar!”.
Nulla quaestio invece durante la seduta del Consiglio comunale di Saluzzo, dov'era presente tra il pubblico anche Lilliana Borretta.
Il segretario generale Silvia Salvai ha illustrato le delibere da adottare, a conclusione del procedimento iniziato mesi fa. Il documento approvato dall’assise si compone di tre parti, una prima di natura storica, una seconda con l’illustrazione delle caratteristiche socio-economiche, culturali e demografiche dei Comuni, degli aspetti economici e finanziari ed una terza sulle modalità di organizzazione della attività post-fusione, concordate dal tavolo tecnico.
Per la maggioranza, il capogruppo Aldo Terrigno ha parlato di una “delibera importante”, ringraziando uffici, funzionari e Amministratori per il lavoro svolto: “L’incontro con Castellar, quasi univoco, ha dimostrato quante cose hanno in comune i territori. Un percorso che diventa un pezzo di storia per i Comuni”.
Gli ha fatto eco, dall’opposizione, Daniela Contin: “Un’ottima collaborazione. Credo che l’unione nasca con buoni auspici, e mi auguro che sia di esempio anche per altre realtà, per arrivare ad un territorio più ampio e forte rispetto alle singole realtà, che non perderanno comunque caratteristiche storiche e di socialità”.
“Se siamo qui è perché c’è stato un voto. – ha detto Danilo Rinaudo (opposizione) – Ricordiamoci che c’è una comunità piccola, che ha votato contro la fusione, e che manifesta delle criticità. Spetterà a tutti rispettarla e convincerla che il voto favorevole è stato ragionato”.
“Questa scelta – ha chiosato il sindaco Mauro Calderoni - non è stata presa sull’urgenza della necessità, ma con un progetto di prospettiva. Quando è giunta la proposta di Castellar, abbiamo atteso in maniera distante e rispettosa il dibattito interno alla comunità., che si è rivelato anche acceso. Lo abbiamo seguito da lontano e dall’esterno. Ora però subito al lavoro affinché si possa ricostruire una prospettiva unitaria e condivisa verso le grandi opportunità che legge regionale ci concede”.