Attualità - 28 settembre 2018, 17:16

“Un eventuale ricorso sulla fusione tra Castellar e Saluzzo comporterebbe un danno erariale notevole”

Dopo le parole del consigliere d’opposizione Liliana Borretta, la replica del sindaco Eros Demarchi: “Se il ricorso fosse presentato, il Comune si vedrebbe costretto a richiedere anche il rimborso delle spese che sostenute per la difesa legale. Solo questo da solo sarebbe un danno non da poco per un piccolo comune come il nostro”

Eros Demarchi, sindaco di Castellar

Non si fa attendere, dopo le parole di Liliana Borretta in Consiglio comunale (pubblicate in mattinata dal nostro quotidiano online) la replica di Eros Demarchi, sindaco di Castellar.

Il consigliere d’opposizione Borretta aveva criticato dapprima la scelta, “così radicale”, di dare avvio all’iter di fusione con Saluzzo, sollevando poi dubbi di legittimità sulla delibera approvata mercoledì sera dal Consiglio comunale, che “potrebbe essere impugnata ed annullata ai sensi della legge, perché adottata in violazione di quest’ultima”. In ultimo, la Borretta aveva criticato i meccanismi di nomina del membro di minoranza all’interno della commissione per il nuovo statuto della Città di Saluzzo post-fusione.

Sono io – spiega Demarchi - che nelle comunicazioni in coda al Consiglio ho detto che dopo la richiesta di Saluzzo, che ampliava in via eccezionale anche ai componenti di Castellar la partecipazione alla commissione speciale per lo statuto, ho comunicato le nomine del sindaco.

I tre membri chiamati a sedersi al tavolo della commissione, per equità, sarebbero stati due della maggioranza ed uno della minoranza.

Per dare continuità al lavoro del tavolo tecnico-politico per gli accordi delle due comunità, a cui ha partecipato la Giunta e il capogruppo di minoranza Mariarita Pavan, ho ritenuto di nominarla nuovamente come membro della commissione per lo statuto, vista anche, voglio ricordarlo, la sua carica di capogruppo.

Visto che la Borretta non ha apprezzato, ho dato possibilità, come richiesto, di un confronto interno al gruppo di minoranza per la scelta del nome, che poi ha continuato ad essere lo stesso della mia nomina”.

Chiariti dunque gli aspetti legati alle dinamiche che hanno portato alla nomina del consigliere Pavan in seno alla commissione per lo statuto della Città di Saluzzo, Demarchi ha voluto esprimersi anche in merito alle presunte irregolarità denunciate dalla Boretta.

Il termine previsto dallo Statuto a cui fa riferimento il consigliere Borretta – ci dice - non è perentorio, è un termine acceleratorio che ha lo scopo di evitare che il Consiglio comunale tergiversi sulla presa d'atto di risultati del referendum eventualmente sgraditi.

L’adozione della delibera dei risultati del referendum fuori dai termini non dà origine a nessuna illegittimità, il mancato rispetto di termini non perentori non vizia gli atti. Eventuali ricorsi su questo punto avrebbero altissime probabilità di essere respinti: ci sono già delle sentenze di alcuni Tar, che respingono ricorsi fondate su ragioni meramente formali.

Ciò che viene tenuto in considerazione dai giudici amministrativi è la volontà popolare e la volontà dei Consigli comunali che si sono espressi. Se, a causa dei ricorsi si dovesse interrompere il percorso, le due comunità perderebbero la possibilità di beneficiare di importanti trasferimenti, causando un danno erariale di notevoli proporzioni.

Oltretutto, se il ricorso fosse presentato, il Comune si vedrebbe costretto a richiedere, oltre al resto, il rimborso delle spese che dovrebbe sostenere per difendersi in giudizio. Solo questo da solo sarebbe un danno non da poco per un piccolo comune come il nostro. Anche perché la volontà dei cittadini e del Consiglio comunale è ben chiara”.

Il primo cittadino, poi, torna sulla questione della nomina di Mariarita Pavan nella commissione per la modifica dello statuto della Città di Saluzzo.

Spetta al sindaco – precisa – che può dunque nominare chi vuole. Ci sembrava sensato e giusto, così come è sempre stato fatto durante il mio mandato, coinvolgere la minoranza, dividendo proporzionalmente i rappresentanti.

Visto il lavoro fatto al tavolo in merito alla fusione dalla Pavan, ho pensato nuovamente a lei. Vista l’osservazione e la discussione interna alla minoranza creata dal consigliere Borretta, anche se non tenuto, ho ritenuto di lasciare decidere al gruppo, che dopo un confronto ha riproposto lo stesso nome.

Non capisco l’uscita “… questa è la democrazia che si vive a Castellar”.

Non entro in merito delle dinamiche interne alla minoranza, ma posso dire che avrebbe avuto poco senso nominare come rappresentante ad un tavolo tecnico-politico tra le Amministrazioni sulla fusione, un elemento contrario alla fusione, visto che si lavorava con un altro intento, e che la minoranza comunque era rappresentata”.

Nicolò Bertola