"Mi candido a sindaco di Boves. Chi me lo fa fare? Un senso di ringraziamento: da Boves ho ricevuto tutto, ora vorrei restituire. Poi c'è sicuramente un’ambizione personale. Ma, soprattutto, mi piacerebbe che il mio paese tornasse a essere una comunità, come è stato più volte nella sua storia. Vorrei, come sindaco, ricreare e dar forza a questo senso di appartenenza e comunità".
A parlare è Gianni Martini, classe 1958, segno Vergine, tre figli. Giornalista per 40 anni, da febbraio 2019 sarà ufficialmente in pensione. Caposervizio responsabile della redazione de La Stampa di Cuneo per 15 anni, ha iniziato la sua carriera proprio come corrispondente da Boves, Peveragno e Chiusa Pesio, nel 1978. E' un profondo conoscitore della provincia Granda, di cui ha seguito le vicissitudini per decenni.
"Del mio lavoro ho amato le inchieste, perché permettono di tenere memoria dei fatti e dei cambiamenti nel tempo. Penso all'Asti-Cuneo e dirò una cosa di cui sono convinto: la fortuna di questa provincia è proprio quella di non avere avuto (e di non avere ancora completamente) l’autostrada. Adesso, però, ritengo che vada completata al più presto", commenta.
Sarà lui a sfidare il sindaco uscente, ricandidato per il secondo mandato, Maurizio Paoletti. "Rappresento un'alternativa, non mi metto contro. Prendo atto che lui ha un ruolo provinciale in Forza Italia. Io non ho mai avuto tessere di partito per una scelta etica, visto che il mio lavoro di giornalista ha sempre implicato una posizione di neutralità, anche se questo non vuol dire rinunciare alle proprie idee". Su una cosa, se diventasse lui sindaco, cambierebbe certamente rotta: "Sogno che Boves entri nel Parco Fluviale - al momento, non lo è, per una precisa decisione del sindaco Paoletti (ndr) - e che si possa realizzare un collegamento ciclopedonale intelligente con Cuneo".
Ma ribadisce: "Non voglio giudicare questi cinque anni, la mia è una prospettiva diversa".
E Prospettive dovrebbe essere il nome della lista che lo appeggerà, ma non vuole darle ulteriori connotazioni: "Sarà una lista civica, progressista, senza simboli di partito, composta da persone di buone volontà. Insieme, lavoreremo per il bello possibile. L'ho detto fin da subito: non guardiamo al passato, lavoriamo su un tavolo pulito, mettiamoci insieme avendo come obiettivo proprio delle nuove prospettive. Abbiamo un sentire comune sul sociale, con una particolare attenzione alle fasce deboli. Questo è di destra, sinistra, centro? Non lo so", spiega Martini.
Il programma è ancora in fase di definizione. I punti salienti saranno comunque il sociale, l'autonomia energetica e in generale l'ambiente, il commercio e l'agricoltura, "su cui abbiamo idee importanti. Boves ha delle peculiarità, come ci ha insegnato Carlo Petrini. E' il paese della patata della Bisalta, delle fragole e dei piccoli frutti, della castagna, prodotti con delle potenzialità ancora inespolorate".
E poi conclude: "Credo che un'amministrazione debba investire, guardare al futuro e non solo tagliare. Guardo serenamente ai prossimi mesi, perché sono sereno io. Desidero che Boves torni ad essere una comunità, un luogo dove vivere bene. Una delle sue forze, da sempre, è il volontariato. Ed è una cosa che ritengo meravigliosa, il suo autentico valore".